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Cos’è il visual merchandising? Come curare la propria vetrina

Cos’è il visual merchandising? Come curare la propria vetrina 900 900 admin

Sono tante al giorno d’oggi le tecniche di marketing usate nella cosmetica che puntano a coinvolgere l’esperienza del possibile acquirente a 360 gradi, stimolando tutti e 5 i sensi. Se crediamo al principio che la prima impressione è quella che conta, nel mondo del marketing più che mai è importante creare delle vetrine che a colpo d’occhio coinvolgano e invitino ad entrare nel negozio. Il visual merchandising utilizza una serie di tecniche per rendere più intriganti i prodotti posti in vetrina e punta a massimizzare la vendita d’impulso. Non solo vetrine, ma anche corner, espositori da terra, espositori da banco e tutto ciò che serve per presentare al meglio un prodotto cosmetico per esempio, o una linea di cosmetici.

Chi è il visual merchandiser, cosa fa?

Il visual merchandiser si occupa di organizzare l’immagine di una vetrina e di renderla accattivante, con lo scopo finale di incrementare le vendite. Il suo lavoro inizia prima di mettersi all’opera in vetrina: dovrà considerare la storia del negozio, cosa vuole comunicare attraverso la trasposizione visiva, analizzerà le vendite e pianificherà azioni commerciali in modo mirato.
Una volta preparato l’allestimento, il professionista si occuperà di studiare la psicologia del cliente, osservando i suoi comportamenti, il feedback e come si muove all’interno del locale, per ottenere sempre maggiori risultati di vendita. Nella realtà dei negozi fisici al dettaglio, il visual merchandiser, detto anche VM, è strettamente legato all’azienda per cui lavora, altre volte è un libero professionista a tutti gli effetti, che fornisce consulenze da freelance e può intervenire a favore di più aziende di tutti i tipi. Tra le sue mansioni può esserci la preparazione di una scenografia in vetrina o più semplicemente vestire i manichini.
Il consulente può intervenire a livello creativo anche in altri ambiti, per esempio nell’allestire musei, mostre o sfilate di moda.
La nostra agenzia di comunicazione Studio Concept, specializzata nel mondo del beauty e della cosmetica in genere, offre servizi avanzati di progettazione grafica per realizzare strumenti di comunicazione e visual in grado di comunicare al meglio la tua collezione o il tuo prodotto.
Rivestire un espositore da banco con una grafica accattivante e coerente con la brand identity di un marchio può sembrare un lavoro semplice, ma richiede tanta esperienza e creatività. Il prodotto e il suo espositore sono il primo messaggio che viene comunicato al consumatore e coordinare al meglio la grafica del packaging con quella dell’espositore è sicuramente una strada vincente.
Qui puoi vedere un esempio di progetto coordinato tra progettazione packaging e grafica per una linea specifica di cosmetici per capelli dedicata all’uomo, dove insieme con i prodotti la nostra agenzia ha progettato anche tutti gli strumenti visual, dall’espositore da banco, al kit di prova dei prodotti fino alla declinazione del visual creativo su tutti gli strumenti cartacei e web.

Cosa studiare per diventare visual merchandiser?

Che si voglia gestire autonomamente la vetrina di un negozio o trasformare una semplice passione in qualcosa di più, come diventare visual merchandiser è una domanda che si pongono in molti. I percorsi formativi più adatti per un VM sono le lauree in economia, marketing e comunicazione visiva. Se non si vuole perseguire una laurea, su internet esistono molti corsi dedicati all’argomento.
Il visual merchandiser opera nel campo della creatività unita alle moderne tecniche di marketing e si occupa di dirigere un team per creare un ambiente stimolante che metta il cliente a suo agio e stimoli l’acquisto. Competenze utili oltre al titolo di studio possono essere una spiccata conoscenza delle tecniche di vendita, un ottimo gusto estetico e una competenza generale nel mettere a proprio agio i clienti.
Quanto viene pagato un visual merchandiser? Sicuramente il moderno vetrinista può arrivare a guadagnare migliaia di euro, quando incaricato di preparare vetrine di grandi catene. Lo stipendio del VM è molto variabile e dipende dalla posizione investita in azienda, se lavora come consulente esterno e si occupa anche materialmente di allestire la vetrina. Le offerte di lavoro inoltre non mancano, in quanto è una figura professionale sempre più richiesta e riconosciuta, spesso presa in modo permanente nell’organico delle aziende più grandi.

Tecniche e strategie di base

Non esiste un manuale di visual merchandising: per comprendere le migliori strategie bisogna entrare nel merito di come questa lavora, e non è affatto facile, anzi spesso affidarsi a un aiuto esterno è la scelta migliore.
Noi di Studio Concept, agenzia di comunicazione, realizziamo progetti di marketing per grandi aziende del settore beauty e vantiamo una larga esperienza che ci permette di fornire alcuni importanti spunti di visual merchandising. La professione punta a stimolare tutti e cinque i punti sensoriali, abbinando la giusta palette di colori per stimolare la vista, esporre prodotti che si possano toccare per stimolare il tatto, scegliendo la musica più adatta al contesto per l’udito, profumi da diffondere nella sala per stimolare l’olfatto e creando, dove possibile, una piccola area food per stuzzicare il gusto.
Vediamo alcuni punti cardine su cui incentrare il lavoro di VM:

  • disporre la merce sullo scaffale seguendo le strategie psicologiche come il principio di scarsità (un prodotto che sembra stia per finire spinge all’acquisto d’impulso), e in generale disporre la merce per spingere ad acquistare di più;
  • scegliere i giusti suoni che siano in linea con i prodotti in vendita e con il target di riferimento;
  • sfruttare odori e profumi per stimolare l’acquisto: l’olfatto è un senso su cui puntare molto per stimolare ricordi d’infanzia; infatti, questo è direttamente collegato al tronco encefalico e i profumi, più degli altri sensi, ci fanno riapparire nella mente i ricordi;
  • dare la possibilità di toccare i prodotti spesso induce all’acquisto;
  • evitare di affollare la vetrina con tutto il catalogo: questa è un biglietto da visita, e bisognerà puntare sui bestseller o sulle ultime uscite;
  • anche le luci hanno un ruolo importante ai fini della vendita di un prodotto e studiarne l’intensità è fondamentale per migliorare l’esperienza degli acquirenti.

Differenza fra visual merchandiser reale e virtuale

Il visual merchandising si sposa bene anche con un sito web.
Il VM online farà pressoché lo stesso lavoro, accompagnato da una buona conoscenza del linguaggio HTML e doti da copywriter specializzato in SEO, una tecnica volta a ottimizzare un testo per farlo spiccare nei motori di ricerca.
Così come in un negozio fisico è importante non sopraffare il cliente di informazioni, anche in un sito web è essenziale preferire un linguaggio semplice e lineare che punti dritto al sodo senza giri di parole. La scrittura persuasiva, una tecnica SEO, permette di sfruttare la psicologia del cliente in modo da metterlo a suo agio, stimolando in lui emozioni positive e piacevoli che lo accompagnino all’acquisto del prodotto.
La nostra agenzia di comunicazione specializzata nel settore beauty e cosmetica sviluppa progetti web specifici per il mondo beauty dove la dimensione visiva è fondamentale per comunicare al meglio il prodotto. Si parte sempre dalla definizione di uno storytelling unico e creativo che deve guidare la comunicazione visiva on line e si crea un vero e progetto visual per la comunicazione web del brand che comprende lo stile delle foto del prodotto, lo stile dell’eventuale infografica e molti altri elementi. Il sito web è infatti la prima vetrina del tuo prodotto e puoi comunicare la tua unicità cominciando con il tuo stile personale di foto di prodotto e modelle che ti identifica e ti rende riconoscibile. Non seguire solo le mode, ma affidati ad un’agenzia creativa che possa anche andare oltre la moda e proporti una strada diversa ed unica.

Qualche esempio di visual merchandising

Pensiamo alle vetrine per il Natale, la Pasqua e San Valentino: queste sono sempre state un’ottima occasione per promuovere la propria attività lavorativa. Al di fuori delle festività, tutto l’anno è possibile ricorrere al visual merchandising per aumentare il sell-off e spiccare tra tutti i competitor: vediamo qualche esempio di vetrina.

  • Harrods, il centro commerciale storico di Londra è famoso per trasformarsi in festa per Natale. Giochi di luce dalle mille sfaccettature catturano lo sguardo dei passanti e lo tengono fisso per tutta la camminata davanti al negozio. Le vetrine sono un tripudio di colori e forme che ispirano sensazioni positive e rievocative. La palette di colori è tutta intorno al rosso, con tocchi di viola, blu, argento e fanno bella mostra di sé pupazzi giganti, giochi e manichini abbigliati a tema;
  • Le Galeries Lafayette a Parigi sono un tripudio di vetrine sfavillanti e ben studiate, spesso presentano vetrine a tema, o che raccontano una storia più profonda, come ‘Robot da un altro pianeta’, la vetrina dedicata a Leon un robot viaggiatore, che con il suo compagno Lumi guarda il cielo col telescopio. La vetrina rappresenta un ambiente impervio, desertico, con i due personaggi che si spostano a cavallo di lupi fantasiosi e geometrici, con uno sfondo luminoso carico di stelle.

Si può usare anche online?

Come dicevamo prima si può applicare tutto questo anche al mondo online? La risposta è chiaramente sì. La cosiddetta landing page di un sito web, che dal link di Google porta alla propria pagina, ha la stessa importanza di una vetrina di un grande negozio e dovrà essere curata allo stesso modo.
Purtroppo, il web permette di colpire solo due dei cinque sensi, la vista e l’udito, escludendo totalmente gli altri, questo però non lo rende meno efficace, in quanto un e-commerce è visitabile in qualunque ora del giorno e da qualunque parte del mondo: capiamo quindi quanto siano alte le potenzialità di applicare il visual merchandising anche in campo virtuale. Un sito ben fatto, accogliente e veloce, fa la differenza sulle vendite e migliora l’esperienza dell’utente.
Contatta Studio Concept se devi rivedere la tua linea cosmetica e renderla più attuale e commerciale, oppure se devi lanciare una nuova linea cosmetica da zero e ti serve una consulenza specifica per poter partire con il piede giusto a livello di identificazione del target, di creazione dello stile, di costruzione dello storytelling del tuo brand, di produzione fotografica e video, di gestione dei tuoi canali social e di realizzazione del tuo ecommerce.

Consigli per fotografare e fare uno shooting a una modella per cosmetici

Consigli per fotografare e fare uno shooting a una modella per cosmetici 900 900 admin

Fotografi come Richard Avedon, Helmut Newton, William Klein hanno fatto la storia della fotografia di moda con il loro linguaggio irriverente e innovativo. I lavori di questi maestri hanno cambiato la percezione del corpo femminile liberandolo da rigidi canoni o da obsoleti stereotipi e inserendolo in una rappresentazione di valore estetico e artistico. Tenendo a mente questi casi esemplari, noi di Studio Concept vogliamo darvi alcuni consigli su come realizzare uno shooting fotografico ad una modella.

Come organizzare uno shooting fotografico con modelle

Come prima cosa occorre avere un progetto creativo da realizzare. Ogni shooting fotografico inizia sempre con un’idea creativa da sviluppare insieme al fotografo e al cliente che commissiona il lavoro.
Nel mondo del beauty per esempio uno shooting fotografico può avere l’obiettivo di mostrare un makeup indossato con i colori di una determinata collezione in lancio, oppure una collezione specifica di colore e taglio capelli da mostrare con uno shooting in studio o all’esterno con una serie di modelle.
Coerenza nella comunicazione rispetto alla brand identity del brand, ma anche voglia di colpire, trasgredire, essere riconoscibili e produrre contenuti originali e unici.
Noi di Studio Concept realizziamo internamente shooting fotografici con modelle per molteplici utilizzi con obiettivi di comunicazione molto diverse:

  • foto di modelle che indossano un makeup particolare
  • foto macro di labbra o occhi con un trucco che esalta un determinato colore o una determinata collezione
  • foto di modelle per collezioni hair stylist per mostrare un colore particolare o un taglio
  • foto di bulk cosmetico indossato come tacche colore sul braccio della modella per mostrare le varianti colore per esempio di un fondotinta
  • foto di modella che mostra un prodotto o lo apre o lo utilizza sul proprio corpo
    Sono solo alcuni esempi di cosa si può realizzare nel mondo del beauty.

Anche l’utilizzo dell’immagine può cambiare molto lo stile. Per esempio uno shooting istituzionale sarà molto diverso da uno shooting per produrre contenuti social più immediati e veloci.

Quali figure professionali sono coinvolte in uno shooting con modelle?

Nella realizzazione di uno shooting fotografico sono coinvolte molteplici figure professionali che cooperano al risultato:

  • Prima di tutto c’è un’agenzia creativa che segue il progetto creativo dall’inizio alla fine, ne coordina il lavoro, definisce la creatività e collabora alla scelta delle modelle. Vedi qui i nostri servizi globali di comunicazione.
  • C’è uno fotografo professionista, con il suo studio e la sua attrezzatura fotografica. Molte colte l’agenzia fa anche da studio fotografico, come nel caso della nostra agenzia Studio Concept, dove internamente abbiamo i nostri fotografi specializzati e i nostri studi; ma un’agenzia deve essere disponibili a coinvolgere anche altri fotografici in base alle caratteristiche di ogni progetto specifico da realizzare o alle esigenze del cliente.
  • Ci sono le modelle professioniste da selezionare attraverso un apposito casting e fornite da agenzie specializzate. Su Milano per esempio esistono molte agenzie specializzate che forniscono modelle e modelli. I costi sono molto variabili e per questo occorre che il cliente abbia sempre molto chiaro il suo budget di investimento in base al quale scegliere le modelle e pagare i diritti alle agenzie.
  • La figura del Makeup Artist è fondamentale in uno shooting con modelli per il beauty. Anche la scelta del makeup segue specifiche regole e soprattutto un’idea creativa alla base dello shooting. Molte volte chi fa il makeup è in grado anche di realizzare uno styling capelli professionale. Se però il focus dello shooting è sui capelli, sul colore e sulle forme, sarà necessaria la presenta anche del parrucchiere o hair stylist.
  • La post-produzione fotografica sarà alla fine uno degli elementi che renderà il servizio fotografico veramente memorabile ed accattivante. Noi di Studio Concept, agenzia specializza nella comunicazione nel mondo beauty e cosmetico, abbiamo collaboratori interni specializzati in ritocco e postproduzione avanzata sia su modelle che su still life di prodotti cosmetici e siamo in grado di offrire un servizio completo, tutto compreso e di alta qualità.

Come fotografare le ragazze

Al momento dello shooting bisogna valutare due cose: qual è il grado di esperienza della modella e qual è il risultato che bisogna ottenere con la serie di foto. Infatti, a seconda della sua esperienza, la modella avrà più o meno bisogno di aiuto e indicazioni per muoversi davanti alla macchina fotografica. Inoltre, la finalità del book impone al fotografo di curare attentamente tutti i dettagli.
Lo shooting richiede molta pazienza e resistenza fisica da entrambe le parti coinvolte.

Quanto costa uno shooting fotografico?

All’inizio della carriera potrebbe accadere che il fotografo realizzi le fotografie senza alcun compenso e che sia proprio lui a dover pagare la modella per alcuni scatti di prova o per incrementare il suo portfolio. In questi casi, la modella offre gratuitamente il proprio tempo e il fotografo ottiene le foto che gli servono. Talvolta è la stessa modella ad aver bisogno delle immagini per partecipare a contest o casting. Questo metodo di lavoro è noto come TFCD (Time for CD) o TFP (Time for Print).
Non è questo il caso di uno shooting realizzato da un fotografo professionista con la direzione artistica di un’agenzia specializzata come può essere Studio Concept.
I costi non sono bassi, e dipendono da tantissime varianti, soprattutto la definizione della creatività e il costo delle modelle con i loro diritti di utilizzo. L’importante è essere chiari con i clienti su ciò che va a comporre il prezzo finale.

Bisogna far firmare la liberatoria

Viviamo nell’epoca della salvaguardia della privacy e un bravo fotografo deve sapere che i soggetti inclusi nelle sue fotografie devono aver dato il consenso a essere fotografati e devono aver autorizzato la successiva circolazione dell’immagine. Tale immagine, infatti, risulta essere un dato personale (il riferimento normativo riguarda gli articoli 96-97-98 della legge n. 633 del 22 aprile 1941, G.U. del 16.07.1941 n.16 e successive modifiche, sulla “protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio” e l’art. 10 del Codice civile).
Il documento che concede tali autorizzazioni è la liberatoria fotografica. Si tratta di una dichiarazione formale scritta in cui il soggetto fotografato (il cui volto è riconoscibile nella foto) autorizza il fotografo a pubblicare la sua immagine per scopi diversi (mostre e concorsi fotografici, contenuti di siti web, pagine social o materiale editoriale).
Consigliamo di effettuare una duplice copia. Infatti, la liberatoria serve al soggetto fotografato per far valere i propri diritti e serve al fotografo per assicurarsi che lo stesso soggetto non incorrerà in azioni legali per qualcosa che ritiene illecito (tra l’altro, la legge sulla privacy ha delle punizioni abbastanza severe).

Consigli sulle inquadrature della modella

La modella deve essere abile nel muoversi sul set così come il fotografo deve essere abile nel dirigerla, proprio come se fosse un regista.
Le inquadrature sono: primo piano, piano americano, figura intera, ecc. (tutti termini che derivano, appunto, dal linguaggio cinematografico).
Bisogna, poi, conoscere e sfruttare la regola dei terzi per collocare il corpo della modella al centro o al lato dell’inquadratura.
La cosa più importante è riuscire ad abbattere qualsiasi timidezza o disagio perché la spontaneità e il feeling che si crea tra fotografo e fotografata è indispensabile per la buona riuscita dello shooting.

Quale obiettivo utilizzare

La scelta dell’obiettivo dipende dall’effetto che si vuole ottenere e che non deve necessariamente essere rigoroso e classico. La scelta di una focale specifica influisce sull’angolazione, la profondità e la prospettiva.
Oltre all’obiettivo normale, quello più comune, consigliamo di provare a utilizzare un teleobiettivo per sfocare lo sfondo; un fisheye per posizionare la modella al centro di un ambiente distorto; un grandangolo per ottenere una scena più dinamica.
In tutti questi casi il fotografo deve saper calcolare la lunghezza focale che consente di ottenere un effetto particolare e innovativo ma non rovinoso (bisogna evitare effetti caricaturali, volti distorti, corpi sfocati, ecc.).
Ma alla fine quello che conta è il risultato che è un connubio di esperienza, creatività e capacità organizzativa e stile. Per questo è necessario affidarsi ad un’agenzia esperta nel settore.

Luci ed esposizione

L’illuminazione corretta dipende dall’ambientazione: lo shooting avverrà in un ambiente esterno o interno? In entrambi i casi, il fotografo deve padroneggiare la luce naturale o artificiale per ottenere l’effetto desiderato.
Per quanto riguarda l’esterno, l’illuminazione è dettata dalla luce del sole diretta o rimbalzata da altre superfici. È necessario valutare anche l’ora della giornata: se si vuole utilizzare la luce naturale, il momento migliore è quello che precede e segue il tramonto.
Per quanto riguarda l’interno, l’illuminazione è determinata dalla luce solare che entra dalle finestre o da altri elementi come lampade, lampadine, candele, fari, ecc.
In ogni caso, se il fotografo intende avere un controllo totale della luce, allora può ricorrere all’utilizzo di strumenti come flash, lampeggiatori, diffusori, riflettori, pannelli riflettenti, luci stroboscopiche, ecc.
Ciò consente di indirizzare in maniera specifica la luce o di far risaltare una specifica zona dell’inquadratura.
Il fotografo deve anche decidere la collocazione della fonte luminosa: un’illuminazione frontale riduce la profondità di campo; un’illuminazione laterale crea ombre e sfumature; un’illuminazione alle spalle del soggetto crea una silhouette.
Il risultato più affascinante (o, come si dice in gergo, più morbido) è quello ottenuto con una luce diffusa, cioè una luce che partendo dalla fonte si irradia in più direzioni.

Esempi di pose di modelle

Posa laterale e mani sui fianchi rendono la fisicità della modella più snella e seducente.
Angolazione dal basso e modella appoggiata su una superficie (ad esempio un tavolo o il cofano di un’automobile) consentono di far risaltare l’abbigliamento indossato. Una ripresa di spalle, oltre a enfatizzare la bellezza della modella, consente di giocare con la sua identità. La modella che cammina con il volto rivolto verso il basso accentua la misteriosità della sua figura. Angolazione dall’alto e modella sdraiata consentono di enfatizzarne le forme.
E poi ancora: la modella può giocare con i capelli, può scoprire le spalle, può guardare dritto nell’obiettivo fotografico, ecc.
Non bisogna mai forzare i suoi movimenti ma lasciare che la ragazza sia più spontanea e naturale possibile. Stimolando la sua creatività e assecondando la sua indole, vedrete che il risultato finale vi sorprenderà!

Come realizzare una brochure di successo per una linea di cosmetici

Come realizzare una brochure di successo per una linea di cosmetici 900 900 admin

Nell’era del marketing online, realizzare supporti cartacei e tangibili sembra antiquato. Immagina di essere in un sabato pomeriggio, il centro è pieno di persone in giro a passeggiare che si trovano nei pressi della tua attività: la migliore pubblicità su internet non permetterà di raggiungere queste persone che hanno lasciato il computer e i social spenti. Ecco perché la brochure rappresenta ancora oggi un valido strumento di marketing: raggiunge il mondo offline efficacemente, spesso prima di ogni altro strumento disponibile sul web.
Una brochure realizzata a regola d’arte permette di raggiungere i clienti locali, di presentare i prodotti migliori e trasmettere un messaggio che l’azienda vuole comunicare. Non dimentichiamo poi, che non tutti sono avvezzi alle nuove tecnologie, per esempio le persone anziane, chi non ama stare al pc o al telefono tutto il giorno, o li usano solo per lavoro; quindi, saranno più piacevolmente colpiti da una brochure che possono portare con sé piuttosto che un’immagine proiettata in vetrina.
Anche i brand di cosmetica più prestigiosi hanno ancora bisogno di strumenti cartacei da utilizzare nei punti vendita, o da accompagnare alle vendite o semplicemente da lasciare come approfondimento ai clienti per un corretto utilizzo dei prodotti. Certamente si tratta di strumenti di comunicazione che si troveranno anche on line, nelle schede tecniche dei prodotti venduti direttamente negli ecommerce, ma la brochure cartacea, o il catalogo cartaceo è ancora molto utilizzato.
Lo stesso vale anche per il B2B. Un catalogo di linea cosmetica completo è ancora uno degli strumenti di comunicazione principale per mostrare l’insieme della collezione o della linea, per mostrare la sua brand identity, il suo linguaggio comunicativo, il suo stile. Certamente l’on line è da privilegiare perché raggiungibile immediatamente da tutti, ma la comunicazione cartacea è ancora molto utilizzata e per un’azienda cosmetica progettare il proprio catalogo generale o la brochure o folder di una linea è sempre una bella sfida a livello comunicativo. Un esempio è questo.
Creare un dépliant di successo è sicuramente importante, ma realizzarlo male può essere un cattivo biglietto da visita per il tuo brand allontanando potenziali acquirenti. Scopriamo nei seguenti paragrafi le cose più importanti da sapere.

Procedimenti per realizzare una brochure

Realizzare una buona brochure richiede esperienza per saper dosare il giusto equilibrio tra immagini e testo.
Anche le dimensioni da scegliere sono importanti: un volantino troppo grande verrà difficilmente accettato, mentre uno troppo piccolo rischia di passare inosservato. Non è affatto semplice e affidarsi a uno studio di grafica pubblicitaria può rappresentare una valida soluzione.
Noi dell’Agenzia di Comunicazione Studio Concept realizziamo grafiche pubblicitarie per la tua azienda cosmetica volte a incrementare le vendite della tua attività e comunicare al meglio il tuo stile e la tua collezione di cosmetici. Vantiamo di una grande esperienza nel settore e abbiamo qualche dritta da darti per realizzare una brochure o un catalogo perfetti.
Come si fa una brochure o un catalogo? Innanzitutto, devi considerare che questo è uno degli strumenti di marketing a disposizione per la tua azienda. Attraverso l’utilizzo di strumenti e immagini, la brochure comunica un messaggio semplice e d’impatto, ecco perché prima di realizzarne una, bisogna aver ben chiaro l’obbiettivo che si vuole ottenere.
Concentrarsi sul cliente potenziale è la prima cosa: pensare al target di riferimento, cosa vuoi comunicargli e con quali modalità. A seconda delle fasce d’età, il messaggio è più efficace se espresso nelle modalità ad esse congeniali. Resta fondamentale la coerenza dell’immagine della linea che si realizza attraverso un processo creativo originale che deve essere sempre all’origine di ogni progetto di catalogo.
Se la linea di cosmetici ha già una sua chiara e definita brand identity con un suo linguaggio visivo chiaro e codificato la realizzazione del catalogo generale dei prodotti o di una brochure di linea risulta più facilitata perché si tratta di un avanzamento di creatività, una sua declinazione specifica. Se invece la linea cosmetica non ha ancora una sua identità visiva, il lavoro della nostra agenzia di comunicazione sarà prima di tutto definire la creatività base della comunicazione coerente con la tipologia di prodotto e di target. Questa definizione di stile e di identità del brand passa anche attraverso la costruzione di uno storytelling accattivante e di forte identità. Il catalogo dovrà tradurre in elementi visivi e testuali proprio questo stile e racconto.
Vediamo nei prossimi paragrafi 6 punti fondamentali per ottenere una brochure di successo.

1- Immagini di qualità per la tua brochure

La prima impressione è quella che conta davvero: la brochure deve avere impatto fin da subito per invogliare il potenziale cliente a continuare la lettura. Le immagini che decidi di stamparci sopra devono essere nitide e di qualità. Immagini sgranate o sfocate danno un senso immediato di lavoro scadente e non rappresentano un buon biglietto da visita, inoltre le immagini presentate in brochure devono essere consone alla tua azienda: se per motivi di budget selezioni immagini stock, scegli le più pertinenti e rappresentative, in modo da rendere la brochure bella, accattivante, che invogli il cliente a tenersela e portarla con sé per consultarla in seguito.
Un discorso particolare è per le foto di prodotto o still life di prodotto cosmetico che devono seguire determinate caratteristiche e che la nostra agenzia di comunicazione Studio Concept realizza internamente grazie ai nostri set fotografici dedicati e ad un servizio di post-produzione avanzate in grado di rendere al meglio il prodotto fotografato. Scopri qui alcuni esempi di still life di prodotto cosmetico e qui esempi di direzione artistica e catalogo con shooting con modelli.

2- Font leggibili con ottimo contrasto

La scelta del font è un altro aspetto importante da tener presente. Anche questo deve rispecchiare il tono dell’azienda.
Evita di scrivere troppe informazioni sulla brochure: preferisci testi brevi, semplici e lineari con pochi caratteri, sempre accompagnati da immagini che riprendono il senso del testo. Quest’ultimo deve essere letto in pochi secondi, non deve annoiare e deve raccontare chiaramente cosa la brochure vuole dire.
Il testo in brochure è importante e va scritto bene, posizionato in modo studiato e coerente.
Non usare font troppo artistici o arzigogolati e preferisci quelli più semplici e minimal, poiché sono sempre quelli che funzionano meglio e la ricerca della stravaganza con l’unico scopo di colpire i clienti ha scarso successo.
Lo stesso discorso è applicabile ai colori scelti: seleziona quelli naturali, unisci diverse sfumature dello stesso colore o crea piacevoli contrasti, senza eccedere con la quantità di colore scelto, quando questa non rappresenta la tua azienda.
Evita tonalità troppo forti e preferisci quelli pastello. Se sei indeciso su quali colori inserire, consultare un servizio di grafica come il nostro o guardare cosa usano i competitor di successo è una buona scelta. Ma tutto questo però è molto variabile: affidati quindi ad un’agenzia di comunicazione che ti può accompagnare in tutto questo processo creativo e produttivo.

3- Scrittura dei testi o copywriting

La scrittura dei testi in un catalogo è fondamentale. Non sottovalutare che una scrittura realizzata da un copy esperto è in grado di esprimere al meglio i valori della tua collezione e di comunicare il corretto storytelling che è alla base di ogni linea cosmetica o di ogni lancio di nuovi cosmetici.
Investire nella scrittura dei testi per un prodotto cosmetico ti permetterà di avere anche molto materiale testuale da mettere on line sul tuo sito o sul tuo ecommerce e che sarà la base di un lavoro SEO che permetterà al tuo sito di essere indicizzato correttamente secondo le parole chiavi specifiche legate al tuo brand. La nostra agenzia di comunicazione specializzata nel settore beauty e cosmetico si avvale internamente di copywriter specializzati in grado di accompagnare il processo di produzione testuale e offrirti un servizio completo per la realizzazione del tuo catalogo o della tua comunicazione visiva: creatività, fotografie di prodotto, fotografie di modelle, grafica, scrittura dei testi, impaginato pronto per la stampa o per il web.

4- Materiali di realizzazione

Quando un potenziale acquirente decide di raccogliere la tua brochure, sono due i sensi coinvolti: la vista, ovviamente, con il messaggio visivo che abbiamo scelto di mandargli, e il tatto. Molti trascurano il secondo aspetto, ma anche questo partecipa al successo di un dépliant: il tatto rende al cervello sensazioni piacevoli o spiacevoli in base al materiale che utilizzi. Un buon supporto cartaceo, di qualità, è la prima scelta da fare: evita cartoncini sottili o poco piacevoli. Utilizza materiali diversi per stimolare maggiormente questo senso e attira l’attenzione dell’acquirente. Una brochure solida trasmette un senso di fiducia verso l’azienda che si sta promuovendo.
Per quanto riguarda la rilegatura ecco le opzioni più comuni:

  • la brossura è piacevole e rende un senso di solidità: essa prevede che le pagine vengano rilegate e ancorate tra loro e la copertina tramite un collante in poliuretano. Il rapporto qualità-prezzo è inimitabile;
  • il filo refe prevede la cucitura delle pagine tra di esse con uno speciale filo, che dona solidità e durevolezza alla brochure, molto utile per quelle più consistenti;
  • la spirale metallica è uno dei metodi più classici di rilegatura, molto economica con un effetto di stile ed eleganza.

5- Semplificare il contenuto del messaggio

Less is more. Il famoso detto incontra ampia approvazione in materia di marketing. In un mercato ampio è facile avere più competitor per i tuoi prodotti: evidenziare cosa rende il tuo migliore degli altri è il messaggio più importante da dare. Avendo bene in mente il target di riferimento e quello che puoi offrirgli tu, tra decine di prodotti uguali, è tutto ciò che serve sapere. Arriva subito al dunque, evita giri di parole. Spesso una frase molto bene e incisiva cattura più l’attenzione di un testo dettagliato che elogia un prodotto. Crea un motto semplice, vai sul sicuro e non cimentarti in esercizi di stile, spesso poco efficaci.

6- Formato della brochure

Le dimensioni di una brochure contano molto. Una volta stabilite, magari facendoti aiutare da uno studio come conceptsnc.com, scegli il suo formato. Puoi optare per diversi tipi, come quello quadrato, rettangolare, pieghevole a due o più pagine.
Il formato a 3 pagine pieghevoli, dalla forma rettangolare è quello solitamente più diffuso ed efficace, tuttavia non è adatto a tutti, e dipende dallo scopo della tua brochure: se vuoi crearne una onnicomprensiva della tua storia e dei prodotti che offri, tre pagine saranno poche. In ogni caso non eccedere e comunica solo brevi informazioni essenziali. Con tre pagine è facile seguire una tavolozza unica di colori, che aprendo la brochure prosegue e completa un disegno di sfondo generale e ben studiato.
Se scegli un dépliant pieghevole, stabilisci una parte da rendere principale, dove è contenuto il messaggio più importante: il resto del testo fornirà informazioni di contatto.
Aggiungere una cornice alle immagini oppure ai testi rende l’effetto finale più organizzato e piacevole, e può guidare l’attenzione del lettore nei punti che vuoi enfatizzare. Non dimenticare di dedicare una sezione ai contatti, magari sul retro della brochure, in modo da permettere all’acquirente di contattarti in seguito o consultare il tuo sito web o i social media.
Il progetto di un catalogo generale di prodotti cosmetici è un lavoro ancora più complesso e qui l’elemento creativo sarà fondamentale. Non fare da solo. Investi in comunicazione e fai i passi giusti nel lancio della tua linea o nel restyling dell’immagine della tua linea attuale.
Guarda i nostri lavori e contattaci.

Come realizzare etichette per cosmetici personalizzate

Come realizzare etichette per cosmetici personalizzate 900 900 admin

Se stai cercando qualche idea su come creare etichette personalizzate per il tuo cosmetico, in questo articolo tratteremo tutto ciò che bisogna sapere per crearne una funzionale e accattivante.
Come forse già saprai, un prodotto di qualità non sempre basta a garantire il successo: una giusta etichetta rappresenta il tuo biglietto da visita, ha lo scopo di catturare l’attenzione del possibile acquirente e distinguere il tuo prodotto dai suoi competitor. Vediamo di seguito come realizzare un’etichetta al meglio, in sei punti fondamentali.

Rispettare le normative e i requisiti di etichettatura

L’etichetta rappresenta l’unione di stringenti normative e un fondamentale tocco di classe: nonostante questi due elementi siano molto distanti, bisognerà destreggiarsi tra nomenclatura scientifica e disegni astratti per creare un’etichetta a norma di legge, che attiri i potenziali acquirenti.
Ci sono alcuni elementi obbligatori da inserire in etichetta; la legislazione è vasta ma prenderemo alcuni punti fondamentali da inserire per avere un prodotto a norma. Una nota importante da sottolineare, soprattutto nel periodo che viviamo all’insegna del green e del cruelty free, è che in Italia non è possibile commercializzare cosmetici testati su animali.
La violazione degli obblighi previsti dallo Stato, commercializzando cosmetici con etichette non conformi, non è da sottovalutare: oltre alla rimozione del prodotto dal mercato, si riceverà una sanzione amministrativa che parte dai cinquecento fino ai cinquemila euro.

Quali informazioni inserire nell’etichetta?

L’etichetta è volta ad essere funzionale nel descrivere lo scopo del prodotto che si sta per acquistare, come si utilizza, se ci sono controindicazioni e l’elenco completo degli ingredienti: sono moltissime informazioni da inserire in un’etichetta spesso molto piccola, magari per esigenze di packaging.
Noi di Studio Concept progettiamo linee complete di prodotti cosmetici, make-up, skin care, prodotti specifici per capelli e molto altro, e il design dell’etichetta rappresenta uno degli elementi distintivi del prodotto o della linea. Le etichette sono uno dei primi strumenti di personalizzazione del packaging, sono ideali per comunicare al meglio lo stile del tuo brand e noi sapremo consigliarti ciò che più fa al tuo caso per ottenere un prodotto gradevole, distintivo e a norma di legge. Scegliere il migliore partner per la progettazione dell’etichetta della tua linea è importante per ottenere un risultato degno delle tue aspettative. Ecco alcuni pratici esempi:

  • Innanzitutto, dovrai scegliere il formato dell’etichetta: le dimensioni e la forma dovranno far risaltare il contenitore e far spiccare il tuo cosmetico tra gli altri. Abbinare la forma dell’etichetta al packaging rende un senso di ordine e pulizia del prodotto. Puoi arricchire l’etichetta con cornici, disegni, loghi o forme piacevoli, ma non lasciarti guidare dall’estro creativo: le etichette dei cosmetici sono spesso ricche di informazioni e snellire il messaggio focalizzando l’attenzione su un singolo punto, senza eccedere, è sempre meglio;
  • I colori giocano un ruolo fondamentale: molti studi statistici e sperimentazioni sul campo hanno evidenziato come determinati colori suscitino immediatamente emozioni diverse. I colori della natura più diffusi, come l’azzurro del cielo o il verde dell’erba, sono percepiti come positivi, mentre il nero, il marrone e il rosso non invogliano sempre all’acquisto. Ma non è sempre così. Ci sono linee di cosmetici con etichette molto scure che sono particolarmente eleganti, posizionate in una nicchia di mercato per esempio. Molto dipende dalla tipologia di prodotto e di distribuzione. Scegliere i colori è molto difficile, per orientarti preferisci quelli che più si abbinano agli ingredienti che compongono il tuo prodotto o quelli più di tendenza. Anche nel mondo dei packaging di cosmetici la moda gioca un ruolo importante e lo studio delle tendenze è sempre il primo passo per la progettazione di una linea di cosmetici moderna ed accattivante. Noi di Studio Concept facciamo sempre così: partiamo da un confronto approfondito con il cliente per capire il suo progetto e il posizionamento del prodotto che vuole creare e, come primo step, presentiamo uno studio sulle tendenze di mercato attuali coerenti con il target che si vuole raggiungere.
  • I materiali dell’etichetta giocano un ruolo fondamentale: elementi che si ricollegano alla natura, senza plastica o riciclati sono di tendenza in tempi recenti, dove si punta a prodotti etici e biologici.
  • Utilizza materiali che stimolano il tatto: si sono rivelati utilissimi nella vendita in negozio;
  • Fai in modo che i caratteri utilizzati siano ben leggibili e chiari: per i cosmetici, che devono riportare per legge un blocco di testo considerevole, è preferibile un font semplice piuttosto che uno elaborato: risulterà più fruibile.
  • Piuttosto che frasi lunghe, utilizza singole parole chiave, che rendono immediatamente l’idea di ciò che il prodotto rappresenta. L’utilizzo di parole chiave facilita anche la ricerca dei prodotti nel mercato online, permettendo al cliente target di raggiungere facilmente il prodotto.
  • Se produci cosmetici biologici, esponi in etichetta i certificati di garanzia ottenuti, come quello Vegan ed eventuali riconoscimenti dei consumatori.

Doppia etichetta: frontale e posteriore

Per quanto riguarda ciò che bisogna scrivere sull’etichetta, in Italia ci sono regole ben precise da seguire, secondo il Decreto del Ministero della Salute del 2018 e i suoi successivi aggiornamenti, il quale ha reso obbligatorio inserire molte informazioni: quelle primarie, più semplici da recuperare sono la funzione del prodotto, la ragione sociale dell’azienda, o il nome del produttore responsabile.
Come disporre correttamente tutte le informazioni senza rovinare l’immagine del prodotto?
La legislazione prevede per i cosmetici l’utilizzo di una doppia etichetta: questa soluzione è stata pensata per sopperire all’esigenza di rendere il prodotto meno simile a un farmaco e più vicino all’utilizzo per cui è stato creato.
L’etichetta frontale sarà utile a raccontare il cosmetico, potrà presentare immagini o loghi dell’azienda produttrice. È importante creare un’etichetta frontale riconoscibile: dopo aver visto il tuo prodotto, il cliente dovrà associare sempre quell’etichetta al tuo brand. Invece, l’etichetta posteriore dovrà riportare l’elenco degli ingredienti definito INCI, secondo la denominazione degli stessi contenuta nel glossario stabilito dall’Unione Europea. L’elenco deve essere accurato e dettagliato, inserendo gli ingredienti in ordine, dal più presente al meno presente. Importantissimo è anche l’inserimento dei codici relativi al materiale del packaging e le indicazioni sul suo corretto smaltimento.

Contenuto netto o peso netto

In etichetta andrà indicata la quantità di prodotto presente nel contenitore, espresso in grammi o in millilitri. L’indicazione è obbligatoria nell’etichetta posteriore e potrà essere inserita anche su quella frontale in caso di vendite promozionali, come l’aggiunta di quantità di prodotto omaggio. La dichiarazione del peso è sempre obbligatoria per i cosmetici in vendita, mentre sono previste deroghe in caso di campioni omaggio dalle piccole dimensioni, per i quali è meno stringente.

Pannello informativo

In etichetta posteriore andranno inserite alcune informazioni importanti volte a migliorare la fiducia del cliente e identificare il prodotto in base alla produzione, in caso di problematiche.
Non dimenticare di inserire una breve linea guida su come va applicato il prodotto e per cosa è consigliato. Sulla maschera per capelli, ad esempio, puoi indicare se utilizzarla con capelli asciutti o bagnati, mentre per trattamenti più specifici puoi consigliare quante volte alla settimana effettuarli e quale altro prodotto abbinare prima e dopo del trattamento. Non dimenticare però che anche gli elementi tecnici obbligatori possono e devono avere una forma grafica coerente con lo stile della linea che stai costruendo: i dettagli fanno sempre la differenza e rappresentano un segno distintivo del tuo prodotto.
Gli altri elementi obbligatori da inserire saranno:

  • il lotto di fabbricazione: utile a identificare la data di produzione del cosmetico. Questa informazione permetterà di raggiungere anche tutti gli altri prodotti della stessa linea, fabbricati nello stesso giorno. Generalmente si lascia un piccolo spazio libero dove il produttore potrà stampare in sovraimpressione il numero di lotto relativo a quella particolare produzione.
  • il Paese di origine: se il cosmetico è prodotto in Paesi extra UE.?
    Ricordiamo che importare un cosmetico estero al fine di commercializzarlo è possibile in Italia, se rispetta tutte le normative sanitarie in vigore. Se l’etichetta di origine non fornisce una traduzione in italiano, bisognerà apporne una, integrando anche informazioni che non sono presenti perché magari non obbligatorie in altri Paesi
  • il termine entro cui è consigliato utilizzare il prodotto: espresso dopo la dicitura “usare preferibilmente entro”, con eventuali indicazioni sui metodi di conservazione. Facoltativo ma utile, qui è possibile specificare i motivi per cui i prodotti naturali hanno una durata più breve, fornire consigli su quanto tempo
  • il prodotto resta efficace dopo l’apertura. È il cosiddetto PAO. Viene messo in evidenza con il simbolo di un barattolo aperto stilizzato e con indicato in cifre i mesi di durata dopo la sua apertura. Se il vostro prodotto è contrassegnato da 6M, significherà che il cosmetico in questione durerà per sei mesi dall’apertura.

Avvertenze

Il decreto ministeriale prevede l’indicazione obbligatoria in etichetta riguardo tutte le precauzioni da prendere quando viene usato il prodotto: ad esempio l’utilizzo dei guanti, evitare il contatto con gli occhi, cosa fare in caso di ingestione, come smaltire il contenitore e/o il prodotto stesso, in caso di ingredienti chimici o infiammabili. Le indicazioni andranno fornite così come riportate negli Allegati tecnici da III a VI al Regolamento 1223/2009.

Il design non si improvvisa

Affidati ad uno specialista se vuoi creare il design della tua linea cosmetica, anche se si tratta di una apparente semplice etichetta. Molte volte i produttori conto terzi di cosmetici offrono direttamente un servizio di grafica per la personalizzazione delle tue etichette. È un servizio che può essere utile se hai già definito, studiato e progettato la brand identity della tua linea che passa anche attraverso la progettazione grafica. Lo Studio Concept è da oltre 20 anni impegnato nella progettazione di linee cosmetiche complete e puoi contattarci per avere un confronto e una prima consulenza e capire insieme la strada migliore per sviluppare al meglio il tuo progetto cosmetico. Parti con il piede giusto.
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Vendere cosmetici online: i requisiti necessari

Vendere cosmetici online: i requisiti necessari 900 900 admin

La vendita dei cosmetici in Italia è regolata dal Regolamento della Comunità Europea del 2009. Per cosmetici si intendono tutti i prodotti che si applicano all’esterno del corpo o su denti e cavità orale, per pulizia e protezione. Si tratta di un documento molto dettagliato (trovi qui la versione integrale in italiano), che innanzi tutto vieta l’utilizzo di alcune sostanze e limita la presenza per altre.
Per vendere cosmetici online nell’unione europea è obbligatorio segnalare una persona responsabile (con sede nell’EU) per ogni prodotto. Può essere anche una persona giuridica, ma l’importante è che ci sia anche il recapito di una persona fisica da contattare in caso di necessità. A seguire, scopriremo insieme nel corso dell’articolo diverse disposizioni che riguardano in gran parte la produzione di formule nuove.
Due note importanti: le leggi possono cambiare velocemente, quindi chiedi sempre un parere professionale per non incorrere in situazioni spiacevoli. Inoltre se intendi vendere i tuoi cosmetici anche in Gran Bretagna, ricorda che la nazione non è più parte della CE e potrebbe essere necessario adempiere anche ad altre leggi.?Detto questo, sia che tu voglia produrre i tuoi cosmetici, sia che tu apra una vetrina per cosmetici già prodotti da altri, dopo le pratiche burocratiche dovrai comunque darti da fare nel campo del marketing e della pubblicità. Proseguendo in questo articolo trovi tanti consigli che possono aiutarti a portare al successo la tua vendita di cosmetici online.

Come vendere i cosmetici autoprodotti

In questo caso è fondamentale rispettare la legislazione sui cosmetici, perché in quanto responsabile della formula non puoi permetterti errori. Per cosmetici autoprodotti non si intende assolutamente cosmetici realizzati in casa, neppure se ne hai provato tu stesso l’efficacia. I prodotti devono essere realizzati in un laboratorio che sia dotato della licenza per la produzione di cosmetici. Se per esempio hai un’idea per un prodotto che potrebbe incontrare il favore del pubblico, dovrai interfacciarti con il chimico del laboratorio che valuterà la situazione e saprà realizzare la formula. La notifica dei sito di produzione andrà inviata secondo decreto ministeriale, come indicato sul sito del Ministero della Salute.
I professionisti del laboratorio inoltre verificheranno gli ingredienti e la stabilità per poter inviare la documentazione relativa certificazione e ricevere il P.I.F. Di cosa si tratta? Del documento che renderà possibile la vendita dei tuoi cosmetici, insieme alla Valutazione della Sicurezza.

P.I.F. e Valutazione della Sicurezza

Il Product Information File è il documento che racchiude tutti i dati sul prodotto cosmetico. Al suo interno devono essere presenti tutte le caratteristiche. Il primo punto riguarda gli ingredienti della formula. Al di là dei divieti imposti dalla legge, è giusto sapere che sempre più persone controllano l’INCI, cercando di evitare ingredienti come siliconi, paraffina, parabeni e oli minerali.
Il P.I.F. dichiara anche le proprietà fisico-chimiche e microbiologiche, il metodo utilizzato nella produzione e gli eventuali test che dimostrino i vantaggi concreti del prodotto.
La Valutazione della Sicurezza invece deve essere sancita da un tecnico con diploma riconosciuto e indipendente, ovvero senza legami con aziende o agenzie di marketing, che potrebbero compromettere l’imparzialità nel giudizio. Sono tutte regole stabilite dal Regolamento CE n.1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Test di Stabilità e Challenge Test

La formula dei cosmetici deve essere vagliata attraverso il Test di stabilità, che indica la capacità del prodotto di mantenere le proprie caratteristiche organolettiche, chimiche, fisiche, microbiologiche e funzionali.
Il Challenge Test invece punta a controllare il tipo di conservante utilizzato nella formula. Come dice il nome, il laboratorio sottopone la formula a una sfida, riproducendo le aggressioni da parte dei microbi che possono presentarsi nella vita del prodotto. Il prodotto infatti deve mantenersi in buone condizioni anche al di fuori dell’ambiente sterile del laboratorio, durante le fasi di produzione, stoccaggio in magazzino, trasporto, utilizzo da parte del consumatore.
Con questo test viene definito anche il PaO, acronimo di Period after Opening, ovvero la durata dopo l’apertura.
Altri test non sono obbligatori, ma possono essere interessanti al fine delle vendite. Un esempio su tutti, il test sulla presenza di Nickel, sostanza presente in natura ma che per alcune persone può essere causa di allergie e irritazioni. Sono in aumento le persone che cercano cosmetici Nickel Free e potrai scrivere questa frase legamente sulla confezione solo se la quantità presente è inferiore allo 0,000001% della formula.

Notifica al portale europeo CPNP

La Valutazione della Sicurezza del cosmetico va comunicata alle Autorità attraverso il Portale europeo dei prodotti cosmetici, il Cosmetic Product Notification Portal (CPNP).

Etichette e claim

La legge europea prevede una regolamentazione di tutti i testi presenti sulle etichette e le punizioni possono arrivare all’oscuramento del sito. È successo a londonlovesbeauty.com, sito oscurato in Italia nel giugno 22 con nota pubblicata sul sito del Ministero. per non aver rispettato in particolare l’articolo 19 del Regolamento (CE) 1223/2009. Questo articolo prevede che la vendita di prodotti cosmetici online debba essere accompagnata da etichettatura in caratteri indelebili, facilmente leggibili e visibili. Quindi, premesso che la legge non fa sconti, ecco i dati che dovranno essere presenti sulle tue etichette:

  • INCI, International Nomenclature of Cosmetic Ingredients: è l’elenco degli ingredienti, che vanno segnalati in ordine decrescente, mettendo prima quelli presenti in maggiore quantità.
  • Prodotto ambientato: la scatola in un ambiente che esprima la sua personalità, per esempio una crema biologica in uno scenario di natura.
  • Funzione del prodotto: è necessario specificare qual è lo scopo del prodotto, per esempio Crema viso, Crema idratante corpo, Shampoo etc.
  • Produttore: l’etichetta deve riportare il nome, la ragione sociale e l’indirizzo della Persona Responsabile che, come abbiamo visto può essere una persona fisica o giuridica.
  • Data di durata minima o PaO: la sigla, come abbiamo visto, indica la durata di un prodotto cosmetico dopo la sua apertura. Il simbolo del barattolo aperto con il numero dei mesi indicati con la lettera M (per esempio 12M) è il modo più sintetico per indicare questo dato a norma di legge. Puoi specificare in etichetta la dizione “Data di durata minima” così da indicare al consumatore che in realtà il prodotto può essere efficace anche più a lungo.
  • Contenuto: va indicata la quantità al momento del confezionamento. Alcune formule infatti possono subire nel tempo fenomeni di evaporazione e quindi di diminuzione del contenuto totale.
  • Lotto di fabbricazione: si tratta di un numero che va stampato in etichetta e che rende tracciabile la produzione dei cosmetici.

E-commerce di cosmetici: quali autorizzazioni chiedere

Aprire un negozio online è più semplice rispetto all’apertura di un negozio in muratura. Ma l’attività richiede comunque attenzione e cura per poter essere avviata. Per esempio dovrai ottenere l’attestato di libera vendita (trovi qui un fac simile del modulo), che si può richiedere online attraverso il portale Cert’O. Per accedere devi avere a disposizione un dispositivo per la firma digitale e quindi registrarti al sito registroimprese.it. In questo modo ti sarà assegnato anche il codice ATECO, che per l’attività di Commercio elettronico al dettaglio di cosmetici corrisponde al 47.91.10.

Quali canali di comunicazione utilizzare per vendere cosmetici?

Rispettare tutte le norme vigenti è il primo passo. Ora che hai speso tempo e denaro per metterti in regola, è il momento di monetizzare! Guadagnare con la vendita di cosmetici online è possibile, ma sempre andando per step e muovendosi non da dilettante, ma da professionista. Ecco le azioni in cui dovrai impegnarti per un lancio di successo:

  • Realizzare la tua brand identity. È l’identità di marca che rende unico il tuo brand. Stabilire le regole e i valori del tuo marchio, a livello concettuale e visivo, è un tesoro che dura nel tempo e che ti porterai avanti negli anni.
  • Scoprire il tuo pubblico reale. Inutile parlare di shampoo a un pubblico di calvi. Questo è un esempio semplicistico per dire che la prima cosa da fare è scoprire qual è il tuo pubblico di riferimento. Non è una scelta personale, è un fatto che si evince dall’analisi del mercato. Partire nella direzione giusta è fondamentale per avviare la tua attività in modo proficuo.
  • Parti con il sito e i social. L’attività online è ovviamente parte del business e l’immagine di un sito di cosmetici nell’immaginario collettivo è proprio qualcosa di ben realizzato, tutt’altro che home made o, come si suol dire, realizzato dal cugino “che è sempre al computer”. Stesso discorso per i social. Prevedi un impegno quotidiano per comunicare su Instagram e scegli solo i social che se sei in grado di gestire.

Sono attività impegnative (e non sono ancora tutte!) e spesso una start up non ha ingenti risorse da investire, almeno per i primi anni. Per questo lo Studio Concept ha realizzato tre pacchetti di servizi per una start up di successo. L’idea è offrire solo i servizi necessari per le reali esigenze, senza sprechi di risorse.
Si parte con il Pacchetto Start che consente comunque di entrare da professionisti nel mondo della vendita di cosmetici perché comprende lo studio del proprio pubblico di riferimento e della concorrenza (hai presente quanti marchi si propongono ogni giorno al mercato?), la creazione di una brand identity specifica per il tuo brand, il logo (quel piccolo investimento che ti servirà per tutta la vita!), la grafica del packaging (anche questo un tesoro che si conserva nel tempo) e la creazione degli esecutivi per realizzarlo. Oltre a tutti questi servizi specifici, avrai a tua disposizione un giorno di consulenza, probabilmente una delle caratteristiche top di questi pacchetti, perché parlare con esperti del settore aiuta a pianificare le azioni e a puntare direttamente agli obiettivi senza disperdere energie. Pensa quante cose potrai chiarire a te e al tuo team!
Il Pacchetto Intermediate, a differenza di Start, offre ben 2 giorni di consulenza e aggiunge anche la produzione di contenuti, come foto e mini video da utilizzare sui social o dove vuoi. Sempre nel Pacchetto Intermediate è compreso il progetto creativo del sito.
Infine è disponibile il Pacchetto Full top, che aggiunge al livello intermediate l’avvio dei social, mezzo oggi fondamentale per vendere cosmetici. Lo Studio Concept realizza il piano editoriale del primo mese per Instagram. Si tratta di 10 contenuti, 2 a settimana, che in realtà ti potranno fare anche da guida per i contenuti successivi. Sei pronto per un lancio di successo?

Come aprire un negozio online per vendere cosmetici

Come aprire un negozio online per vendere cosmetici 900 900 admin

La vendita dei cosmetici può essere molto redditizia soprattutto se affronti il lancio della tua attività dopo aver fatto un esame completo della situazione reale del mercato. È un mercato vivace e al tempo stesso ricco di concorrenti. Quindi è necessario avere un piano concreto a disposizione e prepararlo con cura prima di dare il via alla tua start up online. Dovrai definire l’immagine che vuoi dare al tuo brand, la tipologia di cosmetici da vendere, il tipo di sito e-commerce che vuoi creare e anche la pubblicità per farlo conoscere. Non ultimo, è necessario conoscere l’aspetto legale, ovvero le autorizzazioni che dovrai avere per vendere cosmetici online. Partiamo subito!

Definisci l’immagine che vuoi dare al tuo brand

Giudica la tua gamma prodotti nel modo più obiettivo possibile. Qual è il vantaggio principale che offrono i tuoi cosmetici? Parti da qui per stabilire l’immagine del tuo brand. Infatti se hai realizzato una linea di prodotti naturali potrai seguire l’ispirazione green. Se invece hai prodotti adatti alle ragazze, puoi puntare su una marca dalla personalità giovane. Se hai dei dubbi prova a pensare quali brand, tra quelli già esistenti, possono avere delle somiglianze e analizza il lavoro che hanno realizzato. Una volta stabilita la linea, trova un nome capace di creare aspettativa e lavora sull’immagine di conseguenza. Tornando all’esempio dei cosmetici naturali, immaginiamo di chiamare il brand “The Leaf” (la Foglia) potrai creare un logo a forma di foglia, utilizzare un colore naturale come il verde o il marrone chiaro. E utilizzare materiali sostenibili per mantenere la massima coerenza di marca. Se vuoi farti un’idea puoi sfogliare la produzione di un’agenzia specializzata in packaging.

Come vendere online: produzione, white label o rivendita?

I prodotti cosmetici da vendere possono essere diversi anche nell’organizzazione.
Produzione propria. Puoi decidere di produrre da te la tua linea di cosmetici, una soluzione piuttosto complessa, ma che lascia la massima autonomia. In questo caso infatti sarai tu a decidere tutto, a partire dalla formula dei prodotti. Si tratta quindi di una opportunità che offre pieno controllo e al tempo stesso richiede una forte conoscenza del mercato.
I prodotti white label. Sono prodotti realizzati da altre aziende, che tu puoi personalizzare con il tuo marchio. È un modo relativamente semplice per realizzare la propria linea di cosmetici e poi metterla in vendita ed è la scelta più naturale se vuoi lanciare in fretta la tua start up o se ti manca una linea per un’occasione specifica (per esempio il Natale) e non hai il tempo materiale per produrla. In questo caso dovrai affrontare un costo maggiore, ma con la comodità di avere il prodotto pronto, solo da “vestire”.
La formula rivendita. In alternativa puoi vendere prodotti di altri e creare un sito multi brand. Se la tua forza è proprio l’organizzazione commerciale, scegli questa strada. Infatti dovrai prendere accordi commerciali con diverse aziende, tenendo conto che gli utenti si aspettano un’ampia gamma di scelta da un sito di cosmetici multi brand.

Quanto costa creare una linea di cosmetici da vendere online

Ti stai chiedendo se l’idea di vendere cosmetici online fa per te? Prima di tutto devi valutare l’impatto economico. Se intendi realizzare una tua linea di cosmetici dovrai valutare spese di diverso tipo, dalla produzione alla pubblicità. Se non desideri avere sorprese, puoi scegliere una formula pacchetto che comprenda buona parte delle attività con un costo vantaggioso.
In ogni caso, prima di rinunciare, controlla le varie opportunità offerte agli imprenditori dallo Stato o dalle Regioni. Possono essere finanziamenti agevolati o supporti economici, in particolare per categorie come giovani e donne.

Creazione di un e-commerce

Per vendere i tuoi cosmetici online devi assicurarti una piattaforma e-commerce efficiente, veloce e che ti liberi dalle preoccupazioni.
Non illuderti! Se qualcuno ti dice che è facile vendere on line o che ci vuole poco per mettere on line un sito ecommerce performante probabilmente non ti sta dando delle informazioni non corrette. Contattaci per avere un confronto sul tuo progetto ecommerce e per avere una stima di tempi e costi.

Marketing e pubblicità per il tuo e-commerce di cosmetici

Il sito da solo non basta. Anche se bello e interessante non potrà funzionare se non è conosciuto in modo adeguato. Per questo è importante realizzare attività di pubblicità e sponsorizzazione continuative. Quali sono i mezzi principali per questa pubblicità?
Social Media Marketing: è la prima tappa per far conoscere il suo sito e-commerce. È un’attività che puoi seguire personalmente, ma soprattutto all’inizio potresti aver bisogno di un’agenzia specializzata che ti indica la strada più corretta da seguire, esaminando il mercato e studiando un piano editoriale adatto per il tuo pubblico. Grazie a queste indicazioni di base potrai poi proseguire in modo autonomo nelle varie piattaforme. Ricorda che i clienti sono abituati a comunicazioni professionali, quindi dovrai curare tutti i social in maniera impeccabile. Per vendere cosmetici online utilizza ogni piattaforma secondo il suo carattere specifico.
Facebook: è lo spazio ideale per raccontare la tua azienda e la tua storia, anche pubblicando testi più lunghi, che spiegano a fondo i benefici dei tuoi prodotti.
Instagram gioca soprattutto con le immagini, quindi è perfetto per attirare i tuoi clienti attraverso foto accattivanti, mostrando il risultato offerto dai tuoi prodotti, il design del packaging o il prima e il dopo di ogni prodotto.
TikTok: in quanto contenitore di video, TikTok può presentare il modo di utilizzare i prodotti in modo spontaneo e originale.
SEO: il tuo sito fin dalla pubblicazione deve essere ottimizzato attraverso la SEO, cioè inserendo le parole chiave più utilizzate nelle ricerche. È un lavoro da professionisti, che non si improvvisa facilmente, per questa fase è consigliabile rivolgersi a un’agenzia specializzata.
Content Marketing: per potenziare le visite al tuo sito puoi prevedere una sezione blog con contenuti legati al tuo settore, sotto forma di articoli, sempre ottimizzati sempre in ottica SEO. Scegli i temi tra quelli di maggior interesse del tuo pubblico e utilizza le parole chiave in modo sempre naturale.
Google Ads: è il servizio pubblicitario di Google, che permette di inserire annunci a pagamento nei vari siti, come descritto nella pagina Google dedicata. Puoi accedere al servizio attraverso il tuo account Google selezionando anche l’obiettivo che vuoi raggiungere: ricevere più chiamate, aumentare le vendite o le registrazioni sul sito web. Puoi anche impostare la zona di azione della tua pubblicità. Quindi inserisci le parole chiave, quelle che saranno ricercate dagli utenti. A questo punto non ti resta che scrivere il tuo annuncio, con titolo e descrizione. Prima di dare l’OK potrai vedere un’anteprima. E solo in questa fase puoi impostare il tuo budget, ricordando il vantaggio principale di Google Ads: pagherai solo se e quando gli utenti fanno clic sulla tua pubblicità.
Se marketing e pianificazione media non sono il tuo lavoro principale, potresti rischiare di sprecare i tuoi soldi in azioni poco efficaci. Per andare a colpo sicuro, scegli il pacchetto completo tra 3 diverse proposte: Start, Intermediate o Full Top.

Burocrazia e autorizzazioni per vendere cosmetici online

La fase delle autorizzazioni è fondamentale. Controlla ogni passaggio per essere in regola ed evitare qualsiasi stop dovuto a cavilli burocratici. Di base per iniziare l’attività ti servirà aprire la partita IVA e iscriverti alla Camera di Commercio, che fisserà il tuo codice ATECO. Infine è necessario avviare la trasmissione telematica della Segnalazione certificata di inizio attività allo Sportello Unico per le attività produttive del tuo comune. Poi è fortemente consigliabile registrare il tuo marchio così da avere la proprietà del nome e del logo, che solo tu potrai utilizzare. Un’attenzione in più è dovuta se hai intenzione di vendere una linea auto prodotta. In questo caso i prodotti dovranno rispettare gli standard di qualità previsti dalla Comunità Europea e dovrai ottenere l’autorizzazione della Asl. Puoi trovare notizie più dettagliate nella sezione dedicata del sito del Ministero della Salute.

Cos’è il Digital Beauty Marketing? Strategie di successo

Cos’è il Digital Beauty Marketing? Strategie di successo 900 900 admin

Perché quando scorri i social vedi una gran quantità di prodotti di bellezza? Semplicemente perché il digital funziona particolarmente bene per tutto quanto ruota intorno alla bellezza. Oggi si parla proprio di Digital Beauty Marketing, una disciplina che dà i suoi frutti. In questo articolo vogliamo capire perché e soprattutto cosa fare per sfruttare il trend positivo e navigare verso nuove vendite. Se hai intenzione di avviare una nuova azienda in questo settore scopri il nostro servizio di consulenza marketing cosmetica per start up. Pronti?

Digital Beauty Marketing. Perché funziona.

I prodotti di bellezza si vendono bene online per diversi motivi:
Il prezzo. I cosmetici, per esempio un lip gloss alla frutta per ragazze, possono partire da pochi euro, e non comportano il timore di spendere o di sbagliare l’acquisto.
La sicurezza. Rispetto agli abiti o a un’automobile, non hai bisogno di provarli per capire se fanno per te. Unica eccezione, il make-up. Ma grazie alle nuove tecniche digitali le utenti possono “provare” ogni colore caricando una fotografia. Comodo e divertente. Ma c’è di più. Sul sito L’Oréal per esempio, con un simulatore virtuale nato dall’intelligenza artificiale, si possono provare centinaia di prodotti live, direttamente con la videocamera del device.
La presentazione. La luce dello schermo rende ancora più magica la presentazione dei prodotti. I colori sono luminosi, i prodotti quasi più belli che dal vivo. Una modalità che rende difficile resistere

I cambiamenti dei social per vendere i cosmetici

I social hanno cambiato il nostro modo di rapportarci al mondo intero. È successo agli individui e accade anche alle aziende. Le grandi firme, prima dell’avvento di internet, parlavano quasi da un piedistallo, presentando i loro prodotti solo attraverso modelle o celeb “ufficiali”. Oggi i brand hanno un rapporto interattivo con i propri clienti. Le aziende propongono, ma al tempo stesso ricercano avidamente i segnali dei consumatori, proprio attraverso i social. Sono molti i marchi che invitano a postare storie o post con l’hashtag del brand per poi premiare gli utenti più interessanti inserendoli nelle proprie bacheche. Inoltre i prodotti vengono spesso mostrati nel loro momento di utilizzo, non solo nel fermo immagine di una foto pubblicitaria.
Sui social possono succedere le cose più strane, ne è un esempio la vendita di un modello di scarpe Gucci (ufficiali!) a 10 euro, avvenuta a marzo 2021. Tutto vero, ma stiamo parlando di virtual shoes, indossabili solo sui social o sulle piattaforme di gaming.

Strategie di Digital Beauty Marketing: le tecniche SEO.

Il Digital Beauty Marketing ha uno strumento troppo spesso sottovalutato: le tecniche SEO (Search Engine Optimization), ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Sono loro i veri cancelli da aprire per raggiungere il tuo obiettivo. Tutto si basa sull’utilizzo delle keyword, le parole chiave che creano il percorso che vuoi far fare al tuo cliente. Lo studio delle keyword è la parte più tecnica, ma è importante svolgerla per partire da basi solide. Per stendere un elenco delle keyword correlate al tuo prodotto, parti dal modo con cui un utente cerca di risolvere il suo problema, dalle parole che cercherebbe su Google, Bing o qualsiasi altro motore di ricerca. E in modo altrettanto naturale utilizzale nel titolo e nell’intero testo. Non ripeterle in modo meccanico e inusuale, perché i motori di ricerca oggi capiscono il trucco e abbassano il tuo posizionamento.

Strategie di Digital Beauty Marketing: i tutorial.

Il web è il luogo ideale per mostrare come funziona il tuo prodotto e come si utilizza. Hai a disposizione testo, foto, video. Il testo può dare tutte le istruzioni nel dettgalio. Le foto possono mostrare il risultato oppure, ancora più interessante, la differenza tra prima e dopo. I video sono lo strumento più interessante perché ti permettono di mostrare il tuo prodotto in azione. Non dare nulla per scontato e mostra come si utilizza il tuo prodotto, soprattutto se presenta qualche minima difficoltà, come una tintura per capelli. Per i prodotti più semplici, puoi aggiungere del contenuto interessante. Per esempio puoi mostrare come effettuare un massaggio più efficace con il tuo prodotto anticellulite. Oppure come effettuare un trucco smokey eyes con la tua palette.

Strategie di Digital Beauty Marketing: la fidelizzazione

Un cliente fedele vale oro. Per questo quasi tutti i siti di e-commerce ci chiedono di iscriverci alla loro newsletter. Puoi offrire uno sconto di benvenuto o un piccolo gadget digitale a chi ti mette a disposizione il suo indirizzo e-mail. Grazie al suo permesso potrai iniziare a scrivergli proponendo regolarmente le tue offerte. La newsletter non è prerogativa delle marche che cambiano sempre assortimento. Puoi raccontare sempre qualcosa di diverso sui tuoi stessi prodotti. Ogni volta cerca di aggiungere un tassello in più alla confidenza con il potenziale cliente. Puoi chiedergli di seguirti sui social o di rispondere a un questionario, magari offrendo il famoso piccolo sconto che scatena il desiderio di acquisto.

Strategie di Digital Beauty Marketing: i contenuti.

Forse avrai sentito la frase “Content is king”. Il contenuto è il vero re della comunicazione perché oggi gli utenti cercano qualcosa di interessante, non la solita pubblicità. E in effetti, preferiresti ascoltare un venditore che elogia il suo balsamo o scoprire un metodo per avere i capelli più morbidi?
Il contenuto non si improvvisa e – cosa fondamentale – non si copia dagli altri siti, neppure se stranieri. Molto utile invece prepararsi, utilizzando il web come un’immensa biblioteca per diventare super esperti nel proprio settore e poi rielaborare i contenuti a modo proprio, con uno stile unico e sempre riconoscibile.

Strategie di Digital Beauty Marketing: l’instant marketing.

I social sono il media più veloce e molte aziende hanno preso l’abitudine di cavalcare l’onda dei trend (che spesso durano pochi giorni) per raccogliere consensi. Le tendenze non devono necessariamente riguardare il settore. Pasta del Capitano, per esempio, ha approfittato del video diventato virale di un noto politico che parlava in inglese maccheronico. Per lanciare il suo dentifricio allo zenzero ha utilizzato il titolo “First reaction… Shock!” moltiplicando la possibilità di coinvolgere il pubblico. Se vuoi approfondire il tema, ti può interessare anche questo articolo dedicato ai social per vendere cosmetici.

Come avviare una start up nel settore cosmetico

Come avviare una start up nel settore cosmetico 900 900 admin

Vendere cosmetici oggi è un’attività che può essere molto redditizia. Secondo le stime pubblicate da ANSA, il fatturato complessivo del settore cosmetico del 2021 (attualmente in fase di calcolo) supererà gli 11,7 miliardi di euro, salendo di +10,4% rispetto al 2020. E per la fine dell’anno in corso, il 2022, si prevede un fatturato globale superiore al periodo pre Covid.
Sono infatti sempre più numerosi i brand che si affacciano sul mercato. E se anche tu hai pensato di avviare una start up nel settore cosmetico sai quindi che avrai a che fare con una concorrenza spietata. Per questo è importante partire con il piede giusto e avviare la tua vendita cosmetica nel modo più corretto, impostando la base per raggiungere i tuoi obiettivi commerciali, infatti Studio Concept offre consulenze di marketing a start up nel settore cosmetico..

Analisi di mercato e marketing per la start up di cosmetici

Per partire con la tua attività, puoi iniziare a farti un’idea delle ultime tendenze del mercato per comprendere quali possono fare al caso tuo. Se collabori con un laboratorio scientifico puoi pensare a prodotti con formule originali e principi attivi studiati ad hoc. Se invece hai esperienza in erboristeria puoi puntare ai prodotti naturali, che sono sempre più richiesti.

Leggi e burocrazia per la start up di cosmetici

Il settore dei cosmetici è uno dei più regolati in Italia. Per questo i prodotti in vendita sono sicuri per la salute. Quindi facciamo buon viso a cattivo gioco davanti all’iter burocratico da seguire. Per la tua azienda dovrai essere titolare di partita IVA, quindi iscriverti al Registro delle Imprese. Chiedi consiglio a un consulente o direttamente agli uffici pubblici di INPS e INAIL per capire se ci sono altri oneri a tuo carico, come avviene sicuramente se hai del personale che lavora con te). Non scoraggiarti e prosegui a testa bassa, l’inizio è sempre il momento più complesso. Dovrai comunicare al tuo comune l’inizio dell’attività con almeno 30 giorni di anticipo. Il comune avviserà i Vigili del Fuoco per l’ispezione dei locali dedicati al lavoro. E se produci direttamente le formule, scatterà anche il controllo dell’Azienda Sanitaria Locale. In questo caso dovrai nominare anche un responsabile tecnico, ruolo che puoi sostenere anche tu se ne hai le competenze.

Creare una linea di cosmetici con prodotti da vendere online

Sempre secondo ANSA, l’e-commerce del settore cosmetico è in crescita di quasi il 30% per un valore totale di 900 milioni. E se le vendite andranno bene non dovrai rischiare di rimanere out of stock. Sì, perché uno dei calcoli fondamentali è proprio stabilire quanto produrre per poter rispondere in tempo reale (o comunque breve) al cliente che ti ha scelto. Se utilizzi il servizio di un produttore a contratto hai sicuramente una maggiore sicurezza. Se hai scelto il canale online, cerca di dirottare le tue scelte in funzione di questo tipo di vendita. Pensa sempre alla spedizione e al fatto che il prodotto arriva da solo, senza essere presentato dal personale come in profumeria. Già ti vengono in mente due cose: optare per contenitori leggeri che non si rovineranno nel viaggio e inserire in ogni pacco un biglietto con una comunicazione e il tuo marchio.

Tecniche e strategie di marketing cosmetico

Il marchio: Non importa se hai in mente di vendere pochi prodotti o se avrai da proporre una gamma vastissima. In ogni caso dovrai lavorare sul tuo marchio, creando un brand riconoscibile, contemporaneo e soprattutto distintivo del tuo prodotto. Il marchio è presente in ogni istante, quindi deve essere un nome che ti convince e che parla del tuo mondo, del beneficio che offri ai tuoi clienti. Pensa anche a una frase che possa essere di ispirazione per ogni tua comunicazione. Puoi ispirarti ai motivi che ti hanno spinto ad aprire un’azienda di cosmetici oppure immaginare il sentimento del tuo cliente utilizzando i tuoi prodotti.
L’empatia: È una parola “rubata” dal settore della psicologia e indica la capacità di comprendere l’interlocutore così e di condividere le sensazioni. Oggi è più che mai importante dare questa impressione ai clienti. Noi stessi, quando scorriamo i social o andiamo sui vari siti, apprezziamo questa piacevole sensazione. Parlare (e soprattutto scrivere) in maniera empatica non si improvvisa. Per questo puoi pensare al servizio di copywriter specializzati nel settore. Grazie alla formula “pacchetto” proposta da alcune strutture potrebbe avere un costo inferiore a quanto pensi.
La fedeltà: Tutti i contatti che hai su internet sono un vero e proprio patrimonio da mantenere vivo. Cerca di organizzare strumenti di comunicazione che coinvolgano le persone che hanno mostrato interesse. Dopo aver chiesto i necessari permessi puoi pensare di inviare una newsletter o di avviare un programma fedeltà con una sorta di raccolta punti o di sconti in crescita, che invitino i tuoi clienti a ripetere i loro acquisti sul tuo e-commerce.
La condivisione: Il rapporto interattivo è quello vincente per vendere di più i tuoi cosmetici. Sfrutta quindi i social per condividere i tuoi contenuti e non lasciare mai una domanda senza risposta. Premia gli interventi degli utenti con una reazione in tempi brevi. Ricordati che si tratta della pagina del tuo marchio e non di una pagina personale. Inserisci una tua immagine o un contenuto personale solo in casi extra, in cui c’è un legame con il tuo brand. E non è tutto. Sempre all’insegna della condivisione, prepara i tuoi prodotti imballati in modo che siano piacevoli da condividere, magari in un video “unboxing” che rivela proprio il contenuto di un pacco ricevuto. Un bel pack viene volentieri fotografato e postato sui social.
La sostenibilità: Oggi non è più una scelta, ma una strada maestra. Anche se non sei un marchio che punta tutto sulla sostenibilità, valuta come inserire azioni sostenibili nelle tue decisioni di marketing. infatti questo potrebbe costituire una rassicurazione e una reason why che dà più fiducia agli indecisi. Una volta pensata l’azione sostenibile che puoi compiere, ricordati di raccontarla attraverso i social, che faranno da amplificatore, per esempio per la pulizia della spiaggia o del bosco vicino alla tua sede.

Quanto costa avviare un’attività nel settore cosmetico?

Prima di partire con la tua attività di vendita cosmetici, è fondamentale realizzare un conto economico. Meglio infatti prevedere i costi con un ampio margine. I costi sono diversi secondo la tua impostazione. Se hai pensato di produrre in maniera autonoma, dovrai sostenere l’acquisto dei macchinari, oltre all’affitto di uno spazio idoneo per la produzione cosmetica e il confezionamento. Inoltre dovrai occuparti dei costi delle materie prime, che possono essere molto diversi, secondo la qualità. E se hai ideato una formula innovativa, ti conviene anche brevettarla per proteggerla e mantenerla tua. Se invece pensi di vendere dei cosmetici realizzati da terzi dovrai pattuire un compenso per i prodotti. E se vuoi la sicurezza del tuo brand personale dovrai registrare il marchio così nessuno lo potrà copiare. Infine ci saranno i costi per la comunicazione e per far conoscere il tuo prodotto. Vuoi una cifra di riferimento per iniziare l’avvio della tua azienda cosmetica? Una cifra davvero indicativa è intorno ai 100.000 euro, ma ci sono molti punti su cui puoi risparmiare ottenendo comunque una qualità elevata, per esempio con i pacchetti comunicazione che ti garantiscono un investimento contenuto e su misura.

Storia di Coco Chanel e strategie marketing utilizzate

Storia di Coco Chanel e strategie marketing utilizzate 900 900 admin

Insieme a Gucci e Armani, Chanel è tra i brand più citati e amati sui social, che sono ormai lo specchio di tutte le tendenze internazionali. Lo rivela il Report sulla reputazione digitale dei brand del lusso di Comin&Partners, agenzia di consulenza strategica di comunicazione e relazioni internazionali relativa al periodo ottobre 2021 – marzo 2022. E stiamo parlando di un marchio nato nel 1909, più di un secolo fa. Vale la pena di capire la storia di questo successo, che è intimamente legato a quello della sua fondatrice, Coco Chanel. Cosa l’ha portata a diventare icona di stile nel tempo e cosa possiamo imparare dal suo percorso?

Coco Chanel: come nasce il suo successo

Gabrielle Bonheur Chanel, questo il suo vero nome, nasce in un ospizio per poveri e passò lunghi anni in un orfanotrofio gestito da suore. Fu proprio qui, che fin da piccola iniziò a cucine con le stoffe delle monache, che le hanno ispirato l’amore per il bianco e nero e il senso di austerità e di essenzialità. Anche il primo lavoro è legato all’abbigliamento, diventa infatti commessa in un negozio di biancheria e maglieria fino a quando, a 21 anni, si trasferisce dal suo amante Etienne de Balsan. Solo nel 1909 crea i suoi primi cappellini, del tutto diversi dalla moda dell’epoca. Abbandona strutture, nastri pesanti e fiocchi a favore di una semplicità che dona particolarmente alla femminilità. Quando un’amica di de Balsan sfoggia una sua creazione, il successo è immediato presso le signore di Parigi. La lezione di Chanel: è importante conoscere a fondo il valore di ciò che si vende. Se proponi cosmetici, devi provare personalmente le formule e notare le differenze, senza farti influenzare solo da quello che è già sul mercato. Un esempio è il successo dello shampoo solido, fino a qualche anno fa quasi impensabile e oggi sempre più diffuso.

Coco Chanel: le scelte che l’hanno resa celebre

Nel 1910 Coco Chanel apre il suo primo negozio e sceglie di utilizzare pochissimi colori, ancora oggi baluardi dell’eleganza: il bianco, il nero, il beige, il grigio e il blu marine. Quando apre il secondo negozio a Deauville, sul mare, si lascia ispirare dalla vita intorno a lei e in particolare dall’abbigliamento dei marinai per creare abiti essenziali e raffinati e maglie con le caratteristiche righe su fondo chiaro. Coco decide di utilizzare anche il jersey, ai tempi utilizzato solo per la biancheria, realizzando capi che abbinano raffinatezza e un’inedita comodità. “Perché una donna attiva”, disse la stilista, “ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito e la vera eleganza non può prescindere dalla piena possibilità del libero movimento”. La lezione di Chanel: è bene studiare le esigenze del potenziale cliente e solo a quel punto trovare soluzioni innovative.

Coco Chanel: lo storytelling che dura nel tempo

La storia di Coco Chanel è davvero straordinaria, ma la forza del brand sta nell’averla fatta conoscere a tutto il mondo. Non solo attraverso la pubblicità, che spesso ha ripercorso le tappe più importanti delle creazioni, ma anche tramite altre espressioni artistiche come i film e i documentari. Il personaggio di Coco, interpretato da Audrey Tatou, Shirley Maclaine, Keira Knightley, è stato così conosciuto non solo da un gran numero di persone, ma soprattutto da molti giovani. Il passaggio generazionale è infatti uno dei nodi fondamentali per ogni marchio, in particolare quando riguarda la moda e le tendenze. La lezione di Chanel: racconta la tua storia, metti in luce i dettagli più emozionanti, utilizza prodotti simbolo, come ha fatto Chanel con le petite robe noir, il tubino nero che è diventato un simbolo dell’eleganza femminile senza tempo.

Coco Chanel: i segni distintivi

Il brand Chanel ha il merito di aver sempre fatto tesoro delle proprie origini, a partire dal marchio. Il logo con le due C intrecciate è in realtà il monogramma della fondatrice, creato da lei stessa nel 1925, ed è anche oggi un’icona riconoscibile in tutto il mondo, uno dei marchi che subiscono più imitazioni proprio perché amatissimi, ma dai costi proibitivi. Un esempio? La borsa piccola Gabrielle Chanel costa intorno ai 6.000 euro. Ma sul sito ci sono borse con “prezzo su richiesta”, probabilmente così alto da non poter neppure essere rivelato! Altro segno distintivo è l’idea dei numeri per i profumi. Chanel N.5 è uno dei primi profumi ottenuti da molecole sintetiche, non da essenze naturali come quelle dei fiori, e si chiama così perché Coco Chanel scelse tra le essenze in prova proprio la numero 5. La lezione di Chanel: mantenere la propria personalità nel tempo, perché negli anni il tuo marchio costituirà una certezza per il pubblico. Una lezione che varie marche hanno fatto propria.

Packaging primario e secondario per cosmetici

Packaging primario e secondario per cosmetici 900 900 admin

Hai tra le mani un’ottima formula cosmetica e vuoi lanciare la tua linea sul mercato? Una delle scelte più importanti che hai davanti è quella del packaging, ovvero del confezionamento. E non si tratta di una scelta unica, ma tripla. I tre tipi di packaging – primario, secondario e terziario – rivestono ruoli diversi e possono essere tre mosse vincenti nella tua strategia di marketing e comunicazione. In questo articolo vedremo insieme quali sono le caratteristiche principali e come operare le scelte più corrette per non sprecare tempo e denaro.

Il packaging primario per cosmetici: cosa devi sapere

Il packaging primario è quello che si trova a stretto contatto con il prodotto, che si tratti di una crema, un fluido, un liquido o di altre texture. Il primo ruolo del packaging primario è mantenere il prodotto integro a livello di formula e anche di texture. Il cosmetico infatti deve arrivare intatto al consumatore perché viene sempre a contatto con parti del corpo. Per questo il suo contenitore deve assicurare la massima igiene e salubrità. E al giorno d’oggi deve avere caratteristiche di sostenibilità, prima di tutto per quanto riguarda il materiale. Anche la plastica, uno dei materiali più utilizzati per la sua leggerezza e versatilità, può essere di vario tipo per riciclabilità e igiene.

Il vetro e il metallo come packaging primario per cosmetici

Il vetro è uno dei materiali più amati dai cosmetici di alto livello perché igienico, inodore, insapore, ma anche sostenibile perché riciclabile al 100%. Però… C’è anche un però perché il peso del vetro va ad impattare sull’energia necessaria per le consegne dei prodotti stessi. Inoltre, essendo molto fragile necessita di un imballaggio speciale per il trasporto. Inoltre alcuni cosmetici, per esempio certi oli, sono sensibili alla luce quindi il packaging primario dovrà essere di vetro scuro. L’altro materiale utilizzato per i cosmetici è il metallo, che dona un fascino particolare ai packaging. In alcuni casi molto innovativi, si utilizza la carta come packaging primario, alla ricerca di soluzioni sostenibili (la carta è riciclabile 100%) e raffinate come questa.

Il packaging primario per cosmetici: scegliere la forma

Oltre al materiale, altrettanto importante per il packaging primario è la forma, che si deve adattare alla consistenza del prodotto, in modo intuitivo (per un liquido sarà meglio un barattolo o un flacone?). Oggi esistono molte shape differenti, al di là del classico barattolo, con forme ergonomiche e arricchite anche da dettagli che rendono il packaging più facile da utilizzare: dispenser con pump per dosare il prodotto, tappi che si chiudono con una sola mano, sistemi airless che non mettono mai il prodotto a contatto con le mani (ne abbiamo parlato in questo altro articolo).

Il packaging primario per cosmetici: scritte di legge

Il packaging primario veicola il prodotto per tutto il suo utilizzo. Per questo la legge impone che siano presenti tutte le informazioni necessarie per il riconoscimento e il corretto utilizzo. Dovrai quindi prevedere l’elenco degli ingredienti, la quantità, la data di scadenza, le eventuali precauzioni, la funzione del prodotto, la ragione sociale dell’azienda produttrice e l’indicazione del paese di origine. Trovi tutte le indicazioni sul sito del Ministero della Salute nello spazio dedicato alle diciture per cosmetici.

Il packaging secondario per cosmetici: fondamentale per vendere

Molti cosmetici sono venduti direttamente con il packaging primario. E il più delle volte si tratta dei prodotti più quotidiani o di linee più giovani ed economiche: bagno schiuma, latte detergente, shampoo. Quando si passa alle creme viso o a cosmetici di alto livello, il prodotto è spesso imballato in un packaging secondario che può essere realizzato in ogni tipo di materiale: carta, stoffa, metallo, legno, plexiglass, plastica. È la prima immagine che viene vista dal consumatore e che deve parlare del carattere del prodotto.
Sarà coerente con l’immagine del packaging primario come in questo caso, per mantenere l’armonia ed evitare l’effetto delusione da parte del consumatore.

Il packaging terziario per cosmetici: calcoli per il conto economico

Per avere un quadro di insieme del tuo investimento sul packaging cosmetico, non puoi evitare di pensare al packaging terziario. Si tratta dell’imballaggio che contiene più confezioni e che serve per trasportare i prodotti dall’azienda produttrice al punto vendita. Quando si parla di trasporto è fondamentale assicurare la sicurezza (contenitore e prodotto non devono rompersi o deteriorarsi) e al tempo stesso la leggerezza. Un maggior peso infatti corrisponde a un maggior consumo di carburante per lo spostamento. Il packaging terziario deve essere facilmente impilabile per un carico ben organizzato senza sprechi di spazio. In questo modo si potranno ottimizzare i trasporti con il miglior rapporto resa/costo.