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Storia di Coco Chanel e strategie marketing utilizzate

Storia di Coco Chanel e strategie marketing utilizzate 900 900 admin

Insieme a Gucci e Armani, Chanel è tra i brand più citati e amati sui social, che sono ormai lo specchio di tutte le tendenze internazionali. Lo rivela il Report sulla reputazione digitale dei brand del lusso di Comin&Partners, agenzia di consulenza strategica di comunicazione e relazioni internazionali relativa al periodo ottobre 2021 – marzo 2022. E stiamo parlando di un marchio nato nel 1909, più di un secolo fa. Vale la pena di capire la storia di questo successo, che è intimamente legato a quello della sua fondatrice, Coco Chanel. Cosa l’ha portata a diventare icona di stile nel tempo e cosa possiamo imparare dal suo percorso?

Coco Chanel: come nasce il suo successo

Gabrielle Bonheur Chanel, questo il suo vero nome, nasce in un ospizio per poveri e passò lunghi anni in un orfanotrofio gestito da suore. Fu proprio qui, che fin da piccola iniziò a cucine con le stoffe delle monache, che le hanno ispirato l’amore per il bianco e nero e il senso di austerità e di essenzialità. Anche il primo lavoro è legato all’abbigliamento, diventa infatti commessa in un negozio di biancheria e maglieria fino a quando, a 21 anni, si trasferisce dal suo amante Etienne de Balsan. Solo nel 1909 crea i suoi primi cappellini, del tutto diversi dalla moda dell’epoca. Abbandona strutture, nastri pesanti e fiocchi a favore di una semplicità che dona particolarmente alla femminilità. Quando un’amica di de Balsan sfoggia una sua creazione, il successo è immediato presso le signore di Parigi. La lezione di Chanel: è importante conoscere a fondo il valore di ciò che si vende. Se proponi cosmetici, devi provare personalmente le formule e notare le differenze, senza farti influenzare solo da quello che è già sul mercato. Un esempio è il successo dello shampoo solido, fino a qualche anno fa quasi impensabile e oggi sempre più diffuso.

Coco Chanel: le scelte che l’hanno resa celebre

Nel 1910 Coco Chanel apre il suo primo negozio e sceglie di utilizzare pochissimi colori, ancora oggi baluardi dell’eleganza: il bianco, il nero, il beige, il grigio e il blu marine. Quando apre il secondo negozio a Deauville, sul mare, si lascia ispirare dalla vita intorno a lei e in particolare dall’abbigliamento dei marinai per creare abiti essenziali e raffinati e maglie con le caratteristiche righe su fondo chiaro. Coco decide di utilizzare anche il jersey, ai tempi utilizzato solo per la biancheria, realizzando capi che abbinano raffinatezza e un’inedita comodità. “Perché una donna attiva”, disse la stilista, “ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito e la vera eleganza non può prescindere dalla piena possibilità del libero movimento”. La lezione di Chanel: è bene studiare le esigenze del potenziale cliente e solo a quel punto trovare soluzioni innovative.

Coco Chanel: lo storytelling che dura nel tempo

La storia di Coco Chanel è davvero straordinaria, ma la forza del brand sta nell’averla fatta conoscere a tutto il mondo. Non solo attraverso la pubblicità, che spesso ha ripercorso le tappe più importanti delle creazioni, ma anche tramite altre espressioni artistiche come i film e i documentari. Il personaggio di Coco, interpretato da Audrey Tatou, Shirley Maclaine, Keira Knightley, è stato così conosciuto non solo da un gran numero di persone, ma soprattutto da molti giovani. Il passaggio generazionale è infatti uno dei nodi fondamentali per ogni marchio, in particolare quando riguarda la moda e le tendenze. La lezione di Chanel: racconta la tua storia, metti in luce i dettagli più emozionanti, utilizza prodotti simbolo, come ha fatto Chanel con le petite robe noir, il tubino nero che è diventato un simbolo dell’eleganza femminile senza tempo.

Coco Chanel: i segni distintivi

Il brand Chanel ha il merito di aver sempre fatto tesoro delle proprie origini, a partire dal marchio. Il logo con le due C intrecciate è in realtà il monogramma della fondatrice, creato da lei stessa nel 1925, ed è anche oggi un’icona riconoscibile in tutto il mondo, uno dei marchi che subiscono più imitazioni proprio perché amatissimi, ma dai costi proibitivi. Un esempio? La borsa piccola Gabrielle Chanel costa intorno ai 6.000 euro. Ma sul sito ci sono borse con “prezzo su richiesta”, probabilmente così alto da non poter neppure essere rivelato! Altro segno distintivo è l’idea dei numeri per i profumi. Chanel N.5 è uno dei primi profumi ottenuti da molecole sintetiche, non da essenze naturali come quelle dei fiori, e si chiama così perché Coco Chanel scelse tra le essenze in prova proprio la numero 5. La lezione di Chanel: mantenere la propria personalità nel tempo, perché negli anni il tuo marchio costituirà una certezza per il pubblico. Una lezione che varie marche hanno fatto propria.

Packaging primario e secondario per cosmetici

Packaging primario e secondario per cosmetici 900 900 admin

Hai tra le mani un’ottima formula cosmetica e vuoi lanciare la tua linea sul mercato? Una delle scelte più importanti che hai davanti è quella del packaging, ovvero del confezionamento. E non si tratta di una scelta unica, ma tripla. I tre tipi di packaging – primario, secondario e terziario – rivestono ruoli diversi e possono essere tre mosse vincenti nella tua strategia di marketing e comunicazione. In questo articolo vedremo insieme quali sono le caratteristiche principali e come operare le scelte più corrette per non sprecare tempo e denaro.

Il packaging primario per cosmetici: cosa devi sapere

Il packaging primario è quello che si trova a stretto contatto con il prodotto, che si tratti di una crema, un fluido, un liquido o di altre texture. Il primo ruolo del packaging primario è mantenere il prodotto integro a livello di formula e anche di texture. Il cosmetico infatti deve arrivare intatto al consumatore perché viene sempre a contatto con parti del corpo. Per questo il suo contenitore deve assicurare la massima igiene e salubrità. E al giorno d’oggi deve avere caratteristiche di sostenibilità, prima di tutto per quanto riguarda il materiale. Anche la plastica, uno dei materiali più utilizzati per la sua leggerezza e versatilità, può essere di vario tipo per riciclabilità e igiene.

Il vetro e il metallo come packaging primario per cosmetici

Il vetro è uno dei materiali più amati dai cosmetici di alto livello perché igienico, inodore, insapore, ma anche sostenibile perché riciclabile al 100%. Però… C’è anche un però perché il peso del vetro va ad impattare sull’energia necessaria per le consegne dei prodotti stessi. Inoltre, essendo molto fragile necessita di un imballaggio speciale per il trasporto. Inoltre alcuni cosmetici, per esempio certi oli, sono sensibili alla luce quindi il packaging primario dovrà essere di vetro scuro. L’altro materiale utilizzato per i cosmetici è il metallo, che dona un fascino particolare ai packaging. In alcuni casi molto innovativi, si utilizza la carta come packaging primario, alla ricerca di soluzioni sostenibili (la carta è riciclabile 100%) e raffinate come questa.

Il packaging primario per cosmetici: scegliere la forma

Oltre al materiale, altrettanto importante per il packaging primario è la forma, che si deve adattare alla consistenza del prodotto, in modo intuitivo (per un liquido sarà meglio un barattolo o un flacone?). Oggi esistono molte shape differenti, al di là del classico barattolo, con forme ergonomiche e arricchite anche da dettagli che rendono il packaging più facile da utilizzare: dispenser con pump per dosare il prodotto, tappi che si chiudono con una sola mano, sistemi airless che non mettono mai il prodotto a contatto con le mani (ne abbiamo parlato in questo altro articolo).

Il packaging primario per cosmetici: scritte di legge

Il packaging primario veicola il prodotto per tutto il suo utilizzo. Per questo la legge impone che siano presenti tutte le informazioni necessarie per il riconoscimento e il corretto utilizzo. Dovrai quindi prevedere l’elenco degli ingredienti, la quantità, la data di scadenza, le eventuali precauzioni, la funzione del prodotto, la ragione sociale dell’azienda produttrice e l’indicazione del paese di origine. Trovi tutte le indicazioni sul sito del Ministero della Salute nello spazio dedicato alle diciture per cosmetici.

Il packaging secondario per cosmetici: fondamentale per vendere

Molti cosmetici sono venduti direttamente con il packaging primario. E il più delle volte si tratta dei prodotti più quotidiani o di linee più giovani ed economiche: bagno schiuma, latte detergente, shampoo. Quando si passa alle creme viso o a cosmetici di alto livello, il prodotto è spesso imballato in un packaging secondario che può essere realizzato in ogni tipo di materiale: carta, stoffa, metallo, legno, plexiglass, plastica. È la prima immagine che viene vista dal consumatore e che deve parlare del carattere del prodotto.
Sarà coerente con l’immagine del packaging primario come in questo caso, per mantenere l’armonia ed evitare l’effetto delusione da parte del consumatore.

Il packaging terziario per cosmetici: calcoli per il conto economico

Per avere un quadro di insieme del tuo investimento sul packaging cosmetico, non puoi evitare di pensare al packaging terziario. Si tratta dell’imballaggio che contiene più confezioni e che serve per trasportare i prodotti dall’azienda produttrice al punto vendita. Quando si parla di trasporto è fondamentale assicurare la sicurezza (contenitore e prodotto non devono rompersi o deteriorarsi) e al tempo stesso la leggerezza. Un maggior peso infatti corrisponde a un maggior consumo di carburante per lo spostamento. Il packaging terziario deve essere facilmente impilabile per un carico ben organizzato senza sprechi di spazio. In questo modo si potranno ottimizzare i trasporti con il miglior rapporto resa/costo.

Cos’è la tecnologia airless per i cosmetici e quali vantaggi offre?

Cos’è la tecnologia airless per i cosmetici e quali vantaggi offre? 900 900 admin

Quando si lancia un nuovo prodotto cosmetico è spontaneo concentrarsi sulla formula e sui benefici che potrà portare ai clienti. Ma altrettanto fondamentale è il confezionamento, che può aiutarti a vendere il tuo prodotto proponendolo come innovativo già al primo sguardo. Se hai sentito parlare della tecnologia airless (senza aria) sai che è una delle più interessanti e se continui a leggere puoi scoprire in cosa consiste e quali vantaggi può portare al tuo prodotto e quindi alle vendite.

La tecnologia airless: come funziona.

La tecnologia airless è un sistema di confezionamento che sigilla il prodotto proteggendolo dall’aria. Si tratta di un sistema non pressurizzato, che comprende un contenitore sigillato e una pompa meccanica che consente la spinta del prodotto verso l’alto. Il prodotto è erogato solo attraverso il dispenser e non viene mai a contatto con l’aria o con i batteri.

La tecnologia airless: per quali prodotti cosmetici.

Ti basta fare uno store check in profumeria o nel reparto beauty della grande distribuzione per renderti conto dì quante tipologie di prodotti sono venduti con il dispenser airless. Troverai flaconi di sieri per il viso, creme corpo di qualità, mousse per i capelli. Ma anche tubetti di creme per contorno occhi dotati di sistema airless. Tutti prodotti che vanno dosati con cura evitando ogni spreco.

I vantaggi della tecnologia airless: nessuna contaminazione con l’aria.

L’aria è l’elemento vitale per eccellenza. Eppure è anche responsabile del deterioramento delle sostanze. Basta pensare agli alimenti, come la carne. Il contatto con l’ossigeno velocizza i processi di ossidazione. I flaconi airless proteggono il prodotto dal contatto con l’aria e quindi la formula rimane intatta più a lungo, prolungando la durata del prodotto. La legge infatti prevede l’indicazione della data di scadenza e potrai indicare una data più prolungata, che sarà apprezzata dal consumatore.

I vantaggi della tecnologia airless: nessuna contaminazione con batteri.

Non venire a contatto con l’aria significa anche evitare la contaminazione con i batteri di qualsiasi genere. Le creme in barattolo infatti vengono sempre a contatto con le mani che possono “passare” germi e batteri. In questi anni abbiamo imparato a conoscere i rischi legati alla contaminazione e ad apprezzare i sistemi che ci assicurano igiene totale. I flaconi airless rispondono a queste nuove esigenze e possono contribuire al successo del tuo prodotto.

I vantaggi della tecnologia airless: minore impiego di conservanti.

I cosmetici devono la loro efficacia ai principi attivi contenuti nelle formule. Una crema in barattolo deve contenere una certa quantità di conservanti per evitare la degenerazione dei principi attivi e mantenere l’efficacia del prodotto. I dispenser airless, impedendo il contatto con l’aria, consentono un minore impiego di conservanti. È una notizia che puoi comunicare sul flacone o nelle tue pubblicità, perché i consumatori preferiscono per la loro pelle cosmetici senza troppi conservanti. Una caratteristiche che rende i dispenser airless ideali anche per i cosmetici naturali come questi.

I vantaggi della tecnologia airless: cosmetici più facili da usare.

La tecnologia si sceglie anche e soprattutto per soddisfare il cliente. I dispenser airless sono facili e piacevoli da utilizzare. Il prodotto si dosa perfettamente, è igienico e il flacone rimane sempre pulito. Il sistema airless conferisce ai cosmetici un’allure tecnologica dal gusto molto contemporaneo.

I vantaggi della tecnologia airless: cosmetici top di gamma.

L’abito non fa il monaco, ma la confezione dice molto del tuo prodotto. Se proponi una crema, un siero, una mousse con tecnologia airless presenti il tuo prodotto come alto di gamma, per chi esige novità di valore dalla formula alla confezione. Va la pena sostenere la spesa del dispenser airless? Puà valerne la pena, soprattutto se hai un prodotto non particolarmente originale. Infatti tra due prodotti uguali, quello con dispenser airless ha un’aria più contemporanea e all’avanguardia. In ogni caso poni grande attenzione al tipo di packaging, interno ed esterno dei tuoi cosmetici. Puoi trovare consigli e una interessante guida alla scelta in questo articolo.

Come fotografare oggetti o cosmetici per cataloghi?

Come fotografare oggetti o cosmetici per cataloghi? 792 793 admin

Nel processo di vendita la fotografia ha una parte rilevante. Magari hai dei prodotti innovativi e interessanti, ma prima di poterli spiegare ai tuoi potenziali clienti devi attirarli con un’immagine significativa. Come fare allora per scattare foto originali, che aggiungano davvero valore al tuo prodotto? Questo passaggio è fondamentale in ogni caso. Se vendi online è determinante, perché il pubblico potrà vederlo solo in fotografia. Se vendi presso i negozi è comunque importante perché prima di selezionare il tuo prodotto, il rivenditore lo vedrà nel catalogo. Scopri quindi le tecniche fondamentali per un catalogo prodotti ben riuscito, sia in versione cartacea che e-commerce.

Fotografare cosmetici: tipologia di immagini utili.

Il primo step per fotografare oggetti o cosmetici per cataloghi è pensare al tipo di immagini che ti serviranno. Un prodotto può essere un semplice flacone, ma può essere fotografato in varie modalità. Facciamo l’esempio con un barattolo di crema.

  • Prodotto in uso: la modella utilizza il prodotto.
  • Prodotto ambientato: la scatola in un ambiente che esprima la sua personalità, per esempio una crema biologica in uno scenario di natura.
  • Prodotto chiuso nel packaging esterno: la scatola di carta.
  • Prodotto chiuso: il barattolo con il suo tappo.
  • Prodotto aperto: il barattolo a tappo aperto, con texture del contenuto visibile.
  • La texture del contenuto: serve a dare un’idea della consistenza e del colore. Si tratta di uno scatto di grande effetto che richiede la competenza di un professionista.

Fotografare cosmetici: le differenze tra catalogo cartaceo o e-commerce

Comincia esaminando il lavoro dei concorrenti e vedrai che ci sono alcune differenze se scatti fotografie per catalogo cartaceo o catalogo e-commerce.
Nel catalogo cartaceo potresti utilizzare un’immagine ambientata, che dia l’idea della personalità del tuo prodotto, una fotografia del prodotto su fondo neutro e una fotografia della texture. Per la stampa ti serviranno immagini di alta definizione.
Nel catalogo e-commerce la quantità di immagini è spesso superiore e può fare la differenza. Infatti l’utente è abituato a sfogliare una gallery completa. Vuole vedere il prodotto da tutti i lati, vederlo chiuso e aperto, capire come sarà il prodotto che sta per ordinare e come lo potrà utilizzare.
Una volta che hai stabilito le immagini che ti servono, segnale su un foglio excel o comunque in un elenco ordinato. Ti sarà utile per non perdere tempo prezioso durante lo shooting. Non sai come partire? Facciamo un riepilogo di tecniche che puoi utilizzare anche se decidi di scattare le tue foto da solo.

Fotografare cosmetici in casa con la luce naturale

È possibile fotografare cosmetici in casa anche con la luce naturale proveniente dalla tua finestra. In questo caso potresti avere bisogno di un pannello riflettente. Si tratta di un grande rettangolo di polistirolo bianco che riflette la luce. Immagina di posizionare il tuo cosmetico sul tavolo e di aprire la finestra vicina. L’oggetto sarà ben illuminato, ma per raggiungere un risultato migliore puoi posizionare il pannello sul lato opposto. In questo modo il tuo cosmetico sarà illuminato in modo equilibrato e armonioso.
Per fotografare al meglio oggetti e cosmetici potrebbe servirti un cavalletto, che mantiene la camera perfettamente ferma. In questo modo puoi scattare anche quando la luce non è forte e devi mantenere l’obiettivo aperto più a lungo.

Fotografare cosmetici: creare una light box

Il nome fotografia viene da due antiche parole greche che significano “scrivere con la luce”. È infatti l’elemento fondamentale di cui tenere conto per una buona riuscita. Per ricreare anche in casa un set per prodotti di piccole dimensioni puoi realizzare una light box, una scatola in cui la luce arriva da tutti i lati (o quasi) in modo da accarezzare in modo uniforme tutti i lati del tuo cosmetico. Prova così. Prendi uno scatolone, con un taglierino elimina il lato verso di te – quello da cui dovrai scattare – e le due parti laterali lasciando una cornice di 7/8 cm. Nei grandi fori laterali metti della carta velina o carta da forno. Illumina entrambe le aree con due lampade, poni il tuo cosmetico nel centro e guarda la luce. Dovrebbe essere distribuita armoniosamente su tutto il prodotto. Puoi trovare istruzioni illustrate online, ma se hai molta fretta e poca manualità, puoi anche procurarti una light box o photo box già a partire da poche decine di euro. A questo punto puoi scattare così oppure mettere un fondo uniforme sotto il prodotto che occupi la base e il lato dietro il prodotto, così da evitare la linea dell’orizzonte.

Fotografare cosmetici: scegliere il fondale

Il fondale da appoggiare sul tuo mini set o da inserire nella light box dovrà essere un rettangolo di materiale flessibile, come carta, plastica o tessuto. Posizionalo all’interno e sistemaci sopra il tuo cosmetico. Puoi scegliere carta bianca o colorata, plastica fluo o anche una sottile lamina di metallo. Con il tessuto puoi fare diverse prove in termini di texture e colori. In ogni caso controlla che il fondale abbia uno stacco netto rispetto al prodotto, così da farlo risaltare al meglio, a meno che tu non voglia appositamente fare una foto con un solo colore come scelta creativa. Un consiglio in più: utilizza dei guanti per posizionare il fondale e il prodotto perché tutto quello che è sotto l’obiettivo dovrà essere estremamente pulito. Anche le semplici impronte possono lasciare segni su alcuni materiali e saranno quindi visibili nella fotografia.

Fotografare cosmetici per il catalogo e-commerce

Come abbiamo detto, i prodotti presentati online devono essere fotografati in tante prospettive. Ci sono anche caratteristiche che possono aggiungere valore alle tue immagini, come lo zoom, che consente al cliente di esaminare il prodotto da vicino. Per prodotti particolarmente costosi o in cui l’estetica gioca un ruolo predominante, puoi anche predisporre una fotografia 3D a 360° che consente al cliente di esaminare tutti i lati del tuo prodotto. Ricorda di ottimizzare le tue immagini per i motori di ricerca, nominandoli in modo semplice e descrittivo e utilizzando tutte le tecniche SEO.

10 idee per uno shooting fotografico

10 idee per uno shooting fotografico 900 900 admin

Vuoi realizzare un servizio fotografico e non sai da che parte iniziare? Pensi di non essere in grado di realizzare un servizio con una vera personalità? C’è una buona notizia: non sempre è necessario essere grandi fotografi tecnicamente parlando. La cosa più importante è partire con un’idea. Continua a leggere per trovare un’idea originale per il tuo servizio fotografico. Potrai quindi decidere se realizzarlo da solo o affidarti a un professionista.

Idea 1 per un servizio fotografico: la natura

La natura è un tema trasversale, che interessa gran parte del pubblico. Innanzi tutto comunica sensibilità per il pianeta e poi, a dirla tutta, consente di risolvere due problemi tecnici in uno: il problema degli sfondi e quello delle luci. Infatti se scatti in un parco o sul lungo lago avrai sicuramente uno sfondo gratuito molto piacevole e luce naturale a volontà. Programma il giorno controllando le previsioni meteo e scegli un luogo con varietà di alberi, fiori, per esempio un orto botanico. Le immagini avranno tutte le stesse caratteristiche e avranno la personalità di un servizio fotografico. Se hai a disposizione uno studio per scattare, valuta la possibilità di portare all’interno alcuni elementi naturali d’effetto come in questi esempio che utilizza il bambù oppure in questo – sempre dello stesso marchio – che prende vita grazie ai fiori.

Idea 2 per un servizio fotografico: il contrasto

Pensa a quello che devi fotografare e al suo habitat ideale. E poi fai esattamente il contrario. Otterrai un effetto disruptive che colpisce e attira l’attenzione sul soggetto. Per esempio invece di fotografare dei mobili in una casa, disponili su una spiaggia. Al posto di ritrarre modelle in abiti da sera durante una festa, fotografale in una cava di marmo o nel parcheggio di un rivenditore di auto. Se vedi scattare le foto di un giovane gruppo rock scegli una villa antica.

Idea 3 per un servizio fotografico: la città

Scegli un luogo geografico dalla forte personalità e ambienta tutte le tue immagini in scenari simili ma mai uguali. Per esempio per un album di famiglia o di nozze, puoi fotografare le persone nei vari angoli di un borgo antico. Per un servizio fotografico di moda puoi scegliere un quartiere contemporaneo come Porta Nuova a Milano.

Idea 4 per un servizio fotografico: gli animali

Gli animali sono tra i più cliccati sui social, perché non dovrebbero funzionare anche per il tuo servizio fotografico? Pensa a quali animali puoi avere a disposizione in modo semplice e accostali alle persone che vuoi fotografare. Puoi anche utilizzare un solo animale, per esempio un cane, con cui le persone si relazionano in modo diverso. Per dare un carattere particolare puoi scegliere un animale esotico, come un pappagallo coloratissimo o un camaleonte. Per vedere un esempio estremo, puoi visionare le foto di Olga Barantseva.

Idea 5 per un servizio fotografico: il bianco e nero

Siamo tutti abituati a un mondo a colori. Per questo il tuo servizio fotografico sarà più originale se realizzato in bianco e nero, una modalità che crea un’atmosfera particolare. Questo stile è ideale soprattutto per sottolineare le espressioni del viso e la luce degli occhi. Ma anche per scattare originali ritratti di persone molto giovani.

Idea 6 per un servizio fotografico: il cartello

Se stai scattando con modelli non professionisti potresti avere qualche problema nel trovare la posa giusta. Per ottenere un effetto spontaneo puoi realizzare dei cartelli da tenere in mano. In questo modo i modelli saranno a loro agio nella posa e tu intanto potrai passare un messaggio in linea con la tua comunicazione, che sia la pace nel mondo o il nome del tuo prodotto.

Idea 7 per un servizio fotografico: la cornice

Un’altra modalità per aiutare i modelli a scegliere una posa originale è una serie di cornici che animeranno l’immagine. Puoi utilizzarne una sola, da tenere in modo diverso, oppure più di una, diversa per ogni persona. La tipologia di cornice darà il carattere che desideri: barocca, lineare, moderna o antica. È un buon metodo anche per dare risalto a prodotti di piccole dimensioni fotografati su uno sfondo non ben definito. Per esempio confezioni di cosmetici fotografate su sfondo verde ricco di piante.

Idea 8 per un servizio fotografico: i mezzi di trasporto

Abbiamo tutti a disposizione mezzi di trasporto privati o pubblici. Può essere l’idea per il tuo servizio fotografico. Immagina una collezione di abiti da sera presentati mentre svolazzano da un monopattino. Oppure delle bottiglie di vino biologico portate nel cestino della bicicletta. Se il servizio riguarda i membri di una famiglia puoi ritrarre ognuno con il proprio mezzo preferito, per esempio il padre in bicicletta e il bambino nella sua macchina a pedali.

Idea 9 per un servizio fotografico: la neve

Ha fatto discutere la scelta di Balenciaga che ha costretto le modelle a sfilare sulle nevi, ma non ti stiamo proponendo di fare altrettanto. Tuttavia puoi animare il tuo servizio fotografico realizzando una nevicata di carta o di coriandoli anche in casa. Fotografando il momento esatto del lancio, avrai immagini più vivaci e movimenti spontanei.

Idea 10 per un servizio fotografico: lo sfondo fake

Questa idea funziona per un servizio fotografico dedicato a prodotti di piccole dimensioni come i prodotti cosmetici. Sistema il flacone o il barattolo sul piano e dietro il prodotto poni un libro illustrato aperto. Scegli con cura l’immagine, funzionerà meglio se non ci sono molti punti di riferimento. Per esempio un’immagine di deserto, di spazio siderale, di mare aperto. Evita di inquadrare i contorni e goditi l’effetto dei prodotti che sembreranno ambientati nella località rappresentata nel libro.
Ora prova a creare altre 5 idee e infine scegli quella che fa per te. Così potrai decidere se realizzare il servizio fotografico da solo o affidarti a un professionista per risultati come questo.

Come prepararsi per un servizio fotografico

Come prepararsi per un servizio fotografico 900 900 admin

Se hai deciso (giustamente) di concederti un servizio fotografico non perdere l’occasione e preparati al massimo così da ottenere un risultato professionale di alta soddisfazione. In questo articolo parleremo dei diversi obiettivi dei servizi fotografici e di come puoi dare il meglio di te in ogni tipo di immagine. Il tuo book fotografico sarà uno strumento utile a livello professionale e personale, quindi vale la pena di investire qualche minuto per leggere tutto!

A chi e a cosa serve un servizio fotografico

Per alcune persone il servizio fotografico è una vera e propria necessità. Parliamo di modelli, attori e di tutte le persone che lavorano con la propria immagine. Ma oggi chi non lavora anche con la propria immagine? Un buon servizio fotografico è uno strumento di personal branding, ovvero fa parte di quelle attività che potenziano la tua figura professionale e può essere utile per vari motivi:

  • per illustrare il tuo curriculum in modo professionale
  • per inserire nei social immagini ben fatte e accurate
  • per presentare la tua persona in convegni, meeting e pubblicazioni

A livello personale può anche essere un regalo per una persona speciale o per un’occasione come un compleanno importante, una laurea o un anniversario.
Lasciati ispirare dalle idee dei grandi fotografi e sfoglia i lavori di protagonisti dell’arte del ritratto come Jimmy Nelsson o Annie Leibovits

Come vestirsi per il servizio fotografico

Per qualsiasi preparativo è importante porsi prima la domanda. Qual è il mio obiettivo? Dai diversi obiettivi nascono anche le idee e i tipi di outfit che possono funzionare per il servizio fotografico.

  • Servizio fotografico per modelli: se sei un modello o una modella è importante mostrare non solo la tua bellezza, ma soprattutto la capacità di indossare stili diversi. Non limitarti quindi a un unico mood, per esempio, ma mostra come indossi abiti da sera, costumi da bagno, abiti formali e così via.
  • Servizio fotografico per attori: in questo caso è importante l’interpretazione. Fondamentali sono i primi piani, intensi ed espressivi. Anche gli attori devono presentarsi con ogni tipo di look, possibilmente anche abiti del passato. Così sarà possibile ispirare i responsabili del casting e mostrare che sei adatto per qualsiasi ruolo.
  • Servizio fotografico per imprenditori: la parola imprenditore fa pensare subito a una persona decisa, impegnata nel proprio lavoro. Per questo è fondamentale presentarsi con gli abiti che utilizzi nella tua attività. Giacca e cravatta o tailleur formale sono la base. Ma puoi aggiungere un tocco legato al tuo settore specifico, come un casco protettivo se sei un ingegnere edile o un grembiule se sei il patron di un locale. Non dimenticare qualche scatto in abiti sportivi o comunque casual. Ti potranno essere utili per situazioni come la sponsorizzazione di una squadra.
  • Servizio fotografico per chi cerca lavoro: pensa al ruolo che vorresti ricoprire e vestiti di conseguenza. Se punti a un’agenzia creativa puoi utilizzare un outfit personale e fantasioso, se vuoi farti assumere come guardia del corpo punta su abiti sportivi che mettano in risalto la tua fisicità.
  • Servizio fotografico personale: per il tuo shooting personale puoi scatenarti con gli abiti che ami di più. Se il tuo guardaroba non ti soddisfa, per l’occasione puoi prendere a noleggio qualche pezzo speciale come uno smoking o un abito da sirena. Se hai scelto un servizio fotografico per immortalare i mesi della gravidanza, punta ad abiti che sottolineino il tuo stato e se il tuo fisico lo consente, osa anche un’immagine con un crop top e il pancione nudo.

Come presentarsi al meglio per un servizio fotografico

Qualsiasi sia il tuo ruolo, vorrai presentarti al meglio per il tuo shooting. Ecco come pianificare la tua bellezza nei giorni precedenti il servizio fotografico.

  • Una settimana prima: cura la tua alimentazione e mangia in modo equilibrato. Evita cibi troppo pesanti o che possono procurare gonfiore, in modo da arrivare al giorno dello shooting con la pelle più brillante e nella tua forma migliore.
  • 5 giorni prima: fai la pulizia dei denti dal tuo dentista, non aspettare l’ultimo momento per evitare piccoli gonfiori alle gengive.
  • 3 giorni prima: concediti un trattamento al viso, un massaggio, una maschera, in modo da rilassare la pelle e mostrare il tuo viso il più luminoso possibile.
  • 2 giorni prima: procedi con la depilazione, la manicure e la pedicure, se pensi di inquadrare anche i piedi nudi. Fai una prova del make-up e degli outfit che dovrai indossare.
  • 1 giorno prima: fai una lunga passeggiata e dormi almeno 8 ore, avrai un colorito migliore e uno sguardo più riposato.
  • Il giorno del servizio fotografico: vai dal parrucchiere e dal make-up artist. Molti studi fotografici forniscono pacchetti completi con la presenza di questi professionisti.

Come posare per un servizio fotografico

Se non sei un modello o un attore, può essere difficile mettersi in posa. Ecco alcuni consigli per riuscire al meglio.

  • Sorridi. Il sorriso è empatico e comunica positività. È anche un trucco anti-age perché il movimento del sorriso alza i contorni del viso facendoti apparire più giovane.
  • Fai la S. La postura a forma di S si ottiene ponendo il peso su una sola gamba. Questo movimento dona in modo naturale una sinuosa forma a S.
  • Stacca le braccia. Le braccia lontane dal corpo danno un’immagine meno impacciata e più slanciata, rivelando il punto vita.
  • Ascolta il fotografo. Questo è il consiglio più importante. Il fotografo è il vero professionista e immagina il risultato ancora prima di scattare.

Come scegliere il fotografo per il tuo servizio fotografico

Un conto è scegliere un fotografo per gli scatti dei tuoi prodotti, ma se il soggetto da fotografare sei tu, ecco i consigli per la scelta migliore.

Guarda il portfolio.

Cerca un fotografo che fotografi spesso persone e controlla soprattutto i ritratti di persone comuni per non confondere la bellezza dell’immagine con quella del soggetto.

Parla con lui (o lei).

Le tue pose saranno migliore se tu ti senti a tuo agio. per questo è meglio conoscere prima il fotografo. Anche se è famoso e quotato, potrebbe non essere adatto a te. Diffida da chi pensa di farti delle foto senza averti neppure parlato. Difficilmente potrà rappresentare una personalità che non conosce.

Attenzione agli amici.

Hai un amico fotografo che si propone per il tuo servizio fotografico? Accetta solo se pensi di poter instaurare un rapporto professionale, senza paura di chiedere rifacimenti se non sei soddisfatto.

I software per il design del packaging

I software per il design del packaging 900 900 admin

Se hai in mente di lanciare una linea di cosmetici, uno dei temi che dovrai affrontare è sicuramente il packaging. Esistono 2 tipi di packaging: quello primario che contiene il prodotto, come il flacone o il barattolo e quello secondario che avvolge il contenitore. In questo articolo parliamo del packaging secondario, detto anche imballaggio. Vedremo insieme quali sono i software per sviluppare un packaging in cartoncino e potrai renderti conto se è un lavoro che puoi realizzare da solo, scegliendo personalmente ogni dettaglio, o se è meglio affidarsi a un professionista di packaging che possa garantire risultati di questo livello.

A cosa serve il packaging-imballaggio

Il packaging esterno è detto anche secondario, ma in realtà appare per primo all’occhio del potenziale cliente. Per questo è particolarmente importante e deve rispondere a diverse esigenze.

  • Attirare: con uno stile che inviti i potenziali clienti rispondendo ai loro gusti.
  • Informare: con il nome, le caratteristiche del prodotto e le eventuali scritte di legge.
  • Esprimere il marchio: il packaging deve essere in linea con le caratteristiche del brand, mostrando chiaramente di essere “di famiglia”.

Per raggiungere questo obiettivo, il packaging dovrà essere realizzato con cura. Puoi farti un’idea curiosando sui siti di packaging cosmetico come questo, così da capire come orientare le tue scelte.

Come si progetta un packaging-imballaggio: le basi

Per creare un packaging imballaggio ecco gli step principali che ti aspettano:

  1. stabilire le misure del packaging: il flacone o la scatola devono poter entrare agilmente senza possibilità di troppo movimento. Basteranno pochi millimetri di scarto per consentire l’ingresso in modalità manuale o automatica.
  2. scegliere il programma per realizzare la fustella. La fustella è la forma della scatola. Per farti un’idea prendi la scatola di un dentifricio o di un profumo e stacca la linguetta che unisce i lati così da ottenere una forma in 2 dimensioni. Questa è la fustella ed è la prima che deve essere realizzata.
  3. vestire la fustella con i colori del brand e con la grafica preferita. È il momento della creatività ed è particolarmente importante.
  4. stampare in modo professionale e assemblare le scatole prima di riempirla con il prodotto da vendere.

Vediamo i passaggi step by step in particolare a partire dalla scelta del programma.

Software per il design del packaging: Adobe Dimension.

Uno dei software professionali più funzionali è Adobe Dimension. La caratteristica principale è la possibilità di creare progetti in 3D che ti aiuteranno a presentare le tue idee e a vendere il tuo lavoro ancora prima di realizzarlo. Con i rendering realistici puoi presentare in modo accattivante il risultato finale e conquistare più facilmente l’approvazione. Il software prevede anche materiale stock per la grafica e la fotografia, così da avere in un sol colpo tutti gli strumenti utili. Se hai un certo gusto estetico e competenze grafiche, puoi anche pensare di saltare il servizio fotografico e realizzare da te le immagini del packaging dei prodotti, attraverso la creazione di nuovi allestimenti e rendering fotorealistici. Il software prevede un periodo di prova gratuita e poi diversi piani personalizzati.

Software per il design del packaging: Siemens Digital Industries Software

Il packaging oggi deve tenere conto di numerose variabili. Tra le caratteristiche legate alla contemporaneità ci sono in particolare due questioni che assumo sempre più importanza:
gli aspetti di sostenibilità e di rispetto delle normative ambientali
la necessità di simulazioni meccaniche importanti per realizzare packaging adatti all’invio, dovuto al commercio online.
Per queste funzionalità avanzate, Siemens mette a disposizione una suite di strumenti che lavorano in sinergia dall’idea al prodotto finito. Con questo tipo di software è possibile affrontare la produzione di ogni tipo di packaging: primario (il contenitore del prodotto), secondario (la scatola), terziario (l’assemblaggio di più prodotti per esempio per le consegne ai punti vendita).

Software facilitato per packaging design: Packly

Abbiamo visto due software ricchi di possibilità e con risultati da professionisti. Solo tu puoi capire se si tratta di una scelta non adatta alle tue capacità. Nel caso, meglio guardare in faccia la realtà fin dall’inizio e scegliere una soluzione facilitata come Packly. Non si tratta di un vero software, ma di un servizio che guida l’utente passo passo nella realizzazione di un packaging online, dalla progettazione fino alla stampa. Il primo comando “Crea” ti porta direttamente su una pagina ricca di esempi da cui puoi selezionare il tipo di prodotto che vuoi realizzare aggiungendo tutte le caratteristiche desiderate. Il consiglio? Se decidi di provare questa strada, parti sempre da una soluzione semplice sia nella fustella sia nella grafica e procedi per gradi. Ma attenzione. Il packaging dei prodotti cosmetici è una passione che può prendere la mano!

Confezioni cosmetiche: quale tipologia scegliere

Confezioni cosmetiche: quale tipologia scegliere 900 900 admin

Se stai pensando di lanciare una nuova linea cosmetica, una delle questioni su cui devi decidere è quale confezione utilizzare. La problematica è doppia: prima di tutto bisogna scegliere il tipo di contenitore più adatto alle formule, tra vasi, barattoli, flaconi e tubetti. In seguito potrai occuparti del packaging esterno, qualora sia previsto, quindi una confezione in carta o plastica o altro materiale che possa ricoprire il tutto e rendere il tuo prodotto più accattivante. In questo articolo vedremo quali sono le tipologie possibili per fare la scelta più idonea in entrambe le fasi.

Confezioni cosmetiche: il contenitore primario

Per scegliere al meglio esamina la formula dei cosmetici. Liquidi e solidi hanno bisogno di confezioni diverse, come flaconi per i liquidi, vasi, tubetti e barattoli per le creme. Possono essere realizzati in plastica, che ha il vantaggio di essere più leggera, o in vetro, che alcuni marchi preferiscono perché naturale e riciclabile. Ogni prodotto necessita di un contenitore dal design specifico. E per trovarlo è importante calcolare anche la modalità di utilizzo. I liquidi più preziosi, come i sieri per gli occhi o gli oli essenziali, si erogano in piccole quantità quindi possono essere contenuti in piccoli flaconi dotati di contagocce. I profumi avranno un flacone con un sistema natural spray. Le creme molto fluide e i fondotinta possono essere inseriti in flaconi dotati di erogatore “pump” mentre le formule più solide saranno più pratiche in scatola e vaso. Per i prodotti che vanno erogati in versione spray, come lacche o spume, dovrai scegliere contenitori dotati del meccanismo idoneo.

Confezioni cosmetiche senza involucro esterno

Alcuni prodotti non hanno bisogno di involucro esterno: molti deodoranti, saponi liquidi, molti tipi di creme e di bagno schiuma sono già pronti per la vendita. A volte il flacone viene rivestito di plastica protettiva, un sigillo anti effrazione che ha funzione di garantire la perfetta conservazione del prodotto. Puoi anche pensare di arricchire il packaging con un dettaglio inedito, come in questo caso, con una catenella per appendere il tubo di bagno schiuma.

Confezioni cosmetiche: l’involucro esterno

Per molti cosmetici, una volta stabilito il contenitore, è il momento dell’involucro esterno, che è solitamente realizzato in cartoncino. La scelta più naturale è realizzare una scatola in grado di contenere perfettamente il flacone o barattolo. Nella stessa scatola, per i prodotti di un certo livello, sarà presente anche il foglietto illustrativo con le indicazioni di utilizzo. Solo in alcuni casi può essere inserito anche un accessorio utile per applicare il prodotto. Alcune creme in barattolo per esempio sono affiancate da una piccola spatola, per prelevare il prodotto evitando il contatto con le mani e preservando il prodotto incontaminato. L’involucro esterno può anche essere realizzato in materiali diversi. Una confezione in legno, sughero o cartone riciclato comunica naturalità. Un packaging in metallo rende più prezioso il prodotto. Un sacchetto in stoffa richiudibile con un laccetto può comunicare artigianalità e cura e varierà molto la sua personalità secondo il tipo di tessuto selezionato: prezioso e classico in velluto, naturale e rustico in juta o lino, modaiolo e femminile in lurex o in tessuto rivestito di paillettes.

Confezioni cosmetiche: le taglie da viaggio

Negli ultimi anni le taglie da viaggio stanno conoscendo un particolare successo. Si chiamano in questo modo i piccoli formati che si possono portare anche nella cabina di un aereo, quindi contengono un massimo di 100 ml l’uno, secondo le direttive previste dalla legge. Ma in realtà sono scelte dai consumatori anche perché permettono di provare un prodotto senza effettuare un acquisto impegnativo. Per queste tipologie la plastica sembra la scelta più adatta, perché nel bagaglio risulta decisamente più leggera. Per i primi tempi puoi pensare di realizzare le mini taglie solo per i prodotti principali, ampliando in seguito la gamma.

Confezioni cosmetiche: i campioni prova

Quando il prodotto è efficace, la prova rappresenta il modo migliore per convincere il cliente finale. Per questo tutte le aziende cosmetiche prevedono anche la produzione di sampling, ovvero campioni che vengono regalati per far provare la qualità del prodotto. Molto comuni sono le bustine che contengono le creme o una salvietta imbevuta di profumo. Essendo quasi bidimensionali possono essere posizionati anche tra le pagine delle riviste con un punto colla. I profumi invece possono essere presentati in fialette, anche con micro spray oppure in cartoncini con adesivo che racchiude la fragranza. Anche in questo caso, se non vuoi investire in campioni di tutti i prodotti, scegli quelli più efficaci e rappresentativi. Questo settore ha vissuto una forte evoluzione ed esistono soluzioni sempre nuove nel campo.

Confezioni cosmetiche: l’importanza della grafica

Controlla gli scaffali delle profumerie e dei supermercati. Molte marche utilizzano gli stessi contenitori di base eppure appaiono chiaramente diversi, alcuni sembrano più preziosi, altri più economici, alcuni appaiono classici e altri più giovani. Il fattore che fa la differenza è spesso la grafica. Una grafica ben studiata raggiunge almeno 5 obiettivi:

  • attira l’attenzione del potenziale cliente
  • rende distintivo il marchio
  • contiene le informazioni di base sul prodotto
  • racconta la personalità del prodotto
  • riporta tutte le scritte di legge necessarie

Lasciati ispirare da esempi realizzati da professionisti e scegli sempre una grafica in linea con la personalità del tuo marchio. La coerenza rende i tuoi prodotti riconoscibili e mano a mano favorirà il ricordo dei tuoi cosmetici e del tuo marchio.

Le migliori tecniche di post produzione fotografica

Le migliori tecniche di post produzione fotografica 900 900 admin

Hai dei prodotti cosmetici che vuoi presentare ai potenziali clienti e hai anche già realizzato il servizio fotografico? Ci sono 2 notizie: una buona e una cattiva. Cominciamo da quest’ultima. Guardando il risultato degli scatti potresti essere un po’ deluso, non hanno quell’aria patinata dei siti beauty a cui ti sei ispirato! Ma la buona notizia è che esiste la possibilità di migliorare le tue immagini e renderle proprio come desideri, grazie alla post produzione fotografica. Il termine descrive tutte le attività che sono realizzate al computer sulle foto digitali già scattate. Vediamo insieme di quali tecniche si tratta.

A cosa serve la post produzione fotografica

Quando si utilizzava la pellicola, gli scatti erano preparati con una cura estrema e si faceva clic solo quando tutto era perfetto, per evitare inutili costi di sviluppo e stampa, che erano decisamente elevati. Con la fotografia digitale si tende a “portare a casa” un gran numero di scatti, perché la quantità non modifica il costo dello shooting. Eppure, anche tra centinaia di scatti dello stesso soggetto è difficile trovare la foto perfetta, pronta da pubblicare. Appare spesso qualcosa che non funziona. Ecco che ci vengono in soccorso le tecniche di post produzione fotografica, che possono avere vari scopi.

Post produzione per migliorie estetiche:

è la motivazione più diffusa e può riguardare vari aspetti, dall’uniformità della pelle alla luminosità di un oggetto. Un altro utilizzo molto comune è il cambio del fondo, che può essere realizzato anche in modo creativo, come in questo caso.

Post produzione per creare effetti:

in alcuni casi è difficile riprendere in modo efficace alcuni effetti e la post produzione aiuta a ricrearli, come in questa immagine di flacone spray che presenta la nuvola di prodotto senza la mano che aziona il meccanismo.

Post produzione per cambiamenti tecnici:

la gamma dei prodotti non prevede più un oggetto, oppure abbiamo già la foto di un oggetto e nella nuova collezione cambia solo il colore.

Post produzione per motivi legali:

la foto contiene un’immagine di cui non deteniamo i diritti (per esempio un logo non nostro) o che potrebbe violare il diritto alla privacy (per esempio una persona o la targa di un’auto) ed è meglio eliminarla.

I programmi di post produzione fotografica: Photoshop

Tra i programmi più famosi al mondo c’è sicuramente Adobe Photoshop, così noto da essere declinato anche in verbi e aggettivi: “questa foto è da photoshoppare”, “la modella è troppo photoshoppata”… È un programma completo per utilizzo professionale. Il sito ufficiale propone una versione gratuita per 7 giorni. Può essere utilizzato su tutti i sistemi: macOS, iOS per iPad Pro e Windows. Se non dai la disdetta prima della scadenza della prova, acquisterai la licenza a prezzo pieno o con uno sconto interessante se sei studente o docente. Photoshop è ideale per correggere i difetti, sostituire gli sfondi, modificare i colori. Ha tutti gli strumenti di fotoritocco che possono migliorare la tua immagine. Utilizzarlo bene non è semplicissimo e anche i professionisti che curano le immagini delle celeb sono incorsi spesso in errori spassosi, tagliando in modo grossolano centimetri di fianchi o pubblicando mani con 8 dita. Per utilizzare Photoshop esistono molti corsi e tutorial online che possono mostrarti come fare. Il consiglio? Se non è la tua professione specifica, valuta di dedicare almeno una/due ore al giorno per la pratica per almeno uno/due mesi. Solo così puoi ottenere risultati di un certo livello.

I programmi di post produzione fotografica: Lightroom

Proposto dalla stessa casa di Photoshop, Adobe, questo programma è dedicato esplicitamente a chi ha un flusso importante di foto RAW da gestire dallo scatto fino all’utilizzo finale. Si tratta di file che consentono di agire su numerosi parametri nella fase di post produzione. Considerato solitamente più semplice di Photoshop, offre funzioni dal risultato immediato come l’aumento del contrasto, il bilanciamento del bianco, la saturazione del colore. Come suggerisce il nome, Lightroom ti aiuta a giocare con la luce e anche a migliorare immagini sovraesposte o sottoesposte. Anche Lightroom è disponibile in una versione gratuita per alcuni giorni. Il costo è decisamente inferiore a quello di Photoshop.

I programmi di post produzione fotografica gratuiti

Vuoi iniziare a monitorare le tue capacità nelle tecniche di post produzione? Puoi iniziare con le app gratuite per capire se puoi ottenere l’obiettivo desiderato anche da solo lanciandoti con Photoshop o se è meglio risparmiare tempo e affidarsi a un professionista per un risultato impeccabile.

GIMP:

è l’acronimo di Gnu Image Manipulation Program e funziona su Windows, macOS e Linux. Una volta scaricato, puoi utilizzare il pannello degli strumenti. Selezionando il tool desiderato puoi di volta in volta apportare i cambiamenti che vuoi. Sulla destra trovi invece il pannello dei livelli della foto.

Paintbrush:

gira su macOS e consente soprattutto di disegnare o di realizzare piccoli ritocchi.

Paint.net:

ha la stessa funzione ma lavora su Windows.

PhotoFiltre:

come dice il nome permette di applicare filtri per migliorare l’immagine e dà l’opportunità di correggere la luminosità, il contrasto e altro.

Adobe Photoshop Express:

è l’app di Photoshop che puoi utilizzare anche con lo smartphone. Scarica la versione gratuita e prendi confidenza con gli strumenti per modificare la luminosità e molti altri parametri. Se ti trovi bene, puoi fare l’upgrade alla versione Premium a pagamento. È l’app ideale per chi necessita di semplici correzioni da effettuare ovunque, appunto da smartphone.

Cose da non fare con la post produzione fotografica

La post produzione fotografica è uno strumento e come tale la sua resa dipende dall’uso che ne facciamo. Sono nate spesso polemiche sull’utilizzo sfrenato di Photoshop, utilizzato per trasformare completamente il viso e il corpo di modelle o celeb, magari per mostrare l’effetto di un prodotto. È una tattica di breve respiro che viene facilmente smascherata dal confronto con la realtà. Oggi infatti gli utenti condividono tutto quello che ritengono ingannevole, anche un’immagine non corrispondente al vero, come la foto di un oggetto sul sito di vendita e la foto dell’oggetto reale (solitamente molto più deludente). Il consiglio principale è dunque utilizziamo la post produzione per correggere e migliorare, non per stravolgere le nostre immagini. Puoi trovare qui alcuni esempi di photoshooting con post produzione che migliora il fascino dell’immagine rispettandone le caratteristiche.

Dove acquistare make-up online

Dove acquistare make-up online 900 900 admin

Stai pensando a un nuovo rossetto, a un fondotinta o a una palette di ombretti? O vuoi informarti su come funziona la vendita di make-up online? Continua a leggere perché in questo articolo si parla proprio di siti di cosmetici con un’attenzione particolare ai trucchi. Sempre più donne oggi si rivolgono alle vendite online per acquistare make-up, in cerca di novità e offerte. E oggi sono davvero tantissimi, tutti in concorrenza tra loro. Scopriamone alcuni davvero interessanti, dai quali c’è qualcosa da imparare.

Lookfantastic. Il numero 1 in Europa

Il sito di Lookfantastic è nato nel 1996 e oggi è primo in Europa per la vendita di prodotti cosmetici. Visivamente si presenta in modo molto semplice e organizzato. Si parte dal brand del mese, che è pubblicizzato in apertura e si può scegliere il settore preferito grazie a un’introduzione di immagini e brevi testi. All’interno le promozioni sono di diverso tipo: da quelle a scadenza, come lo sconto del 25% per una notte, fino agli sconti con i codici, ma anche sconti su un determinato settore. Il design è davvero minimal, perché Lookfantastic si concentra sul momento dell’acquisto e presenta i prodotti in modo ordinato e su fondo bianco.

Cosa imparare da Lookfantastic:

il sito presenta per primi i prodotti che hanno ottenuto una recensione da 5 stelle. Vuol dire che il parere dei clienti è sempre più importante per chi deve comprare.

Sephora. Lo store dei brand di make-up originali

Tutti conoscono la catena di profumerie Sephora. E il successo è replicato anche online, dove tra i brand classici si trovano anche molti marchi in esclusiva e il brand Sephora Collection dai prezzi competitivi. Quando una donna cerca qualcosa di originale in materia di make-up sa che lo troverà da Sephora, con marchi novità come Rare Beauty by Selena Gomez. Molto curato anche l’aspetto delle confezioni, sono stati i primi a proporre i “cracker” come sono chiamate le confezioni regalo natalizie in stile inglese. E il Natale in particolare è il momento in cui il packaging diventa un ottimo motivo di acquisto.

Cosa imparare da Sephora:

oltre ai prodotti è bene offrire servizi come la Beauty Video Call, una consulenza gratuita online o l’App Sephora con offerte esclusive.

Kosmetik4less. Make-up a costi più bassi

Dalla Germania, il sito kosmetik4less mantiene la promessa di cosmetici “a meno”. Brand giovani e colorati come Makeup Obsession o Revolution propongono una vastissima gamma di prodotti make-up davvero per tutte le tasche. Il sito dà molto risalto al make-up offrendo un’intera voce del menu dedicata alle ciglia finte. La maggior parte dei brand non è nota sul mercato italiano, ma si tratta di prodotti particolarmente accattivanti sia per presentazione che per convenienza.

Cosa imparare da Kosmetik4less:

per fidelizzare i clienti conviene conquistarli da giovani. Per questo il sito presenta anche un brand per teen ager, I heart Revolution, con prodotti quale l’illuminante al profumo di mela, la palette di ombretti Disney Fairytale o la bomba frizzante da bagno a forma di donut.

Cultbeauty. Make-up con prodotti ben suddivisi

Su Cultbeauty è presente un’ampia pagina dedicata al make-up con prodotti famosi a livello internazionale come Charlotte Tilbury, Nyx, Patrick Ta o Benefit fino a brand meno noti e dai prezzi adatti a tutti.

Cosa imparare da Cultbeauty:

per facilitare la ricerca dei prodotti sono presenti sezioni dedicate alle ricorrenze, come la Festa della Mamma.

Makeup. Il sito make-up con tanti marchi

Forse non esiste una profumeria abbastanza grande per contenere tutti i marchi di questo sito. Sono più di 1.200 e le tipologie di suddivisione sono davvero interessanti. C’è il settore dei prodotti ricaricabili, come ciprie in cofanetto, c’è il settore del make-up che fa bene alla pelle, trend sempre più amato, ma anche dei prodotti ideali per lo smart work da casa!

Cosa imparare da Makeup:

Tra le classificazioni ci sono anche i 10 prodotti ispirati da TikTok. Questo ci ricorda che i social sono sempre più importanti per ogni attività.

Pinkpanda. Il sito di make-up giovane

PinkPanda si presenta come un sito dedicato alle più giovani, a partire dal nome. I brand hanno quasi sempre range di prezzi contenuti, compreso il marchio principale, Pink Panda, caratterizzato dal colore rosa, da prodotti specifici come i cerottini copri brufoli con grafiche giovani e prezzi che partono da poco più di un euro.

Cosa imparare da PinkPanda:

le offerte sono spesso irresistibili e non prevedono solo sconti, ma anche prodotti in omaggio. Perché un cliente che prova un buon prodotto può diventare un cliente fedele.

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