Packaging

Le migliori idee per packaging cosmetici di successo

Le migliori idee per packaging cosmetici di successo 900 900 admin

Hai un bel prodotto cosmetico da proporre al mercato e devi trovare la giusta veste? Stai cercando una soluzione per un packaging che faccia sognare il tuo cliente? In ogni caso questo articolo fa per te, perché abbiamo raccolto 8 spunti importanti che possono farti trovare davvero l’idea giusta. Pronti?

Il packaging ispirato alla natura

La natura è la grande ispiratrice dei nostri anni. Oggi si parla soprattutto di sostenibilità, ma in realtà possiamo trovare idee anche di carattere estetico nell’infinità della flora e della fauna. Una crema al cocco contenuta in un barattolo a forma di noce di cocco porta sulla mensola del bagno un tocco esotico. Lo stesso potrebbe succedere con un altro ingrediente del tuo prodotto: una foglia, un fiore, una spezia possono costituire il segno distintivo.

Il packaging cosmetico che sembra qualcos’altro

Nel flusso di immagini e di informazioni da cui siamo bombardati, si può cercare di essere disruptive, ovvero di non rispondere alle aspettative e sorprendere a tutti i costi. Tra i classici di questo stile c’è Moschino, che anche con la linea profumi gioca sempre oltre le righe. Vedendo il suo profumo sullo scaffale del negozio si potrebbe pensare che l’impresa di pulizie ha dimenticato lo spray per le superfici. E chi lo riceve come regalo potrebbe avere un momento di stupore. Certo, un nome molto noto può permettersi di presentarsi come un oggetto meno prezioso. Se il tuo brand è ancora sconosciuto pensa bene se è il caso di scegliere l’accostamento con un oggetto quotidiano. Lo stesso brand Moschino ha realizzato anche la versione Gold di questo profumo, con un flacone tutto dorato, ugualmente sorprendente ma più prezioso e piacevole da guardare.

Il packaging cosmetico che ha una funzione in più

Da sempre (o quasi) la cipria ha lo specchio e il fard in polvere ha il pennello, perché lo strumento indispensabile all’applicazione completa il prodotto. Oggi, anche se ci si specchia nello smartphone, si possono pensare nuove idee o almeno nuove applicazioni. Guerlain per esempio propone il rossetto con lo specchio, idea non inedita ma realizzata con un astuccio di design, da scegliere con sovrapprezzo in diversi materiali e pattern. L’astuccio si apre e rivela lo specchio, piacevolmente nascosto. Sul sito un’immagine 3D consente di esplorare bene il packaging. Pensa a cosa potresti unire al tuo prodotto e immagina quali desideri potrebbe soddisfare al punto magari di poterne aumentare il prezzo.

Il packaging cosmetico veramente sostenibile

La scelta di un cosmetico è qualcosa di molto personale. E chi ama l’ambiente esprime questa passione anche in questi momenti. Oggi i prodotti più vicini alla natura esprimono tutto il loro potenziale con packaging parlanti, che riportano gli ingredienti naturali o le azioni sostenibili del brand. Anche il packaging può simboleggiare tutto questo, in tanti modi diversi. Puoi scegliere un materiale sostenibile, come carta riciclata e riciclabile. Oppure risparmiare sull’utilizzo di plastica, per esempio eliminando la pellicola esterna. O ancora puoi pensare a una confezione riutilizzabile, in metallo o in tessuto. Un esempio speciale? Maison Tahité Floranilla ha un packaging in cartone riciclato unito con colla vegetale, carta realizzata con gusci di mandorle e all’interno un cartoncino che si può piantare per veder nascere un fiore. Un’idea di lusso sostenibile che si può declinare in tanti modi diversi.

Il packaging cosmetico che si ispira al food

Il cibo è uno dei prodotti che si acquista più di impulso, perché smuove velocemente i nostri desideri. Sono numerosi i prodotti che si ispirano al food proprio per scatenare “l’acquolina in bocca”, quel desiderio irrefrenabile di avere e utilizzare quel prodotto. In alcuni casi può essere solo un piacevole aroma (il bagno schiuma al cioccolato), in altri invece diventa la filosofia della marca, come nel caso di Loli™, prodotti che contengono solo ingredienti naturali.

Il packaging cosmetico dal sapore vintage

Come distinguersi nella marea di prodotti disponibili? Tra le linee contemporanee può avere un effetto originale un packaging ispirato al passato. Bourjois ha creato piccoli fard con astuccio vintage, che riproduce vedute di Parigi tipiche dei souvenir del secolo scorso. Pensa se il tuo prodotto ha un’anima vicina a questo mondo. Sono più adatti prodotti-coccola come make up, talco, bagno schiuma, crema per le mani. Se invece prometti una tecnologia cosmetica anti-age di ultima generazione, è forse meglio ispirarsi al futuro.

Il packaging cosmetico personalizzabile

Le multinazionali la sanno lunga e basta vedere il successo delle personalizzazioni Coca Cola e Nutella per capire che a tutti piace un prodotto che sembra proprio fatto su misura. Le grandi case di profumi offrono per i top di gamma il servizio di serigrafia, come fa Jo Malone London, brand maestro del packaging, per l’olio da bagno o per le sue mitiche candele profumate, che il cliente può far serigrafare con un breve messaggio o il nome del destinatario. Il pack personalizzabile è il tipico prodotto che si presenta bene online. Il cliente sceglie la frase, il carattere tipografico ed è naturale avere poi un tempo di attesa. Si presta per prodotti di un certo livello oppure per prodotti venduti in enormi quantità (come Coca Cola e Nutella, appunto). È un’idea interessante soprattutto quando i destinatari sono considerati “unici”: grandi amori, bambini, animali, non necessariamente in quest’ordine.

Il packaging cosmetico special (o limited) edition

Non hai niente di speciale da dire? Dillo almeno al momento giusto. Dal mese di ottobre migliaia di semplici campioni prova o cosmetici in formato viaggio si vestono in edizione lusso e diventano Calendari dell’Avvento, con 24 mini sorprese. In questo caso il packaging dà nuova vita a prodotti altrimenti ben poco attraenti, ma che sono proposti nel modo e nel momento giusto. Per trovare un momento legato al tuo prodotto consulta i calendari degli eventi solitamente dedicati ai social. Il tuo packaging può “indossare” una cravatta per la festa del papà, può contenere una matita e diventare la sorpresa per il Back to school, può trasformarsi in ventaglio e presentarsi come Summer Edition. Il concetto di limited aggiungerà un pizzico di urgenza. Se cerchi altre idee sul packaging cosmetico, leggi anche questo articolo!

Corso grafico per packaging: programmi e sbocchi lavorativi

Corso grafico per packaging: programmi e sbocchi lavorativi 900 900 admin

Ogni anno nascono migliaia di nuovi prodotti e il biglietto da visita che li rende attraenti è il packaging, che può decretare il successo o il fallimento di un lancio, in particolare quando si parla di cosmetici. Per questo sono sempre più richiesti i professionisti esperti nella realizzazione di packaging che impreziosiscono i prodotti. Per imparare le tecniche e i software necessari esistono corsi specifici di vari livelli. Vediamoli insieme.

Il Diploma Professionale come Tecnico grafico per il packaging

La testata giornalistica infopackaging presenta un percorso formativo dedicato ai più giovani per diventare operatore con competenze nella grafica applicata al packaging. Le competenze specifiche riguardano i programmi per realizzare packaging come Computer graphic. Molti programmi di studio riguardano proprio applicazioni pratiche, come modellazione e render in Grafica 3D, Stampa e fustellatura, Stampa 3D. Nelle 1.000 ore di formazione, ben 500 sono in stage per imparare sul campo e partire con l’avviamento ai lavori.

Allo IED, Innovation in packaging design anche per professionisti

Sei un professionista e vuoi specializzarti nel settore del packaging per dare una svolta alla tua carriera? L’Istituto Europeo di Design (ied.it) propone il corso di Innovation in packaging design, che somministra 70 ore di formazione in 4 mesi. Comodo anche se lavori, perché le lezioni in presenza sono solo durante i weekend e puoi seguire le lezioni online durante le serate. Il corso consente di acquisire una versione globale della filiera del packaging e soprattutto punta agli aspetti innovativi, quelli che possono renderti un professionista ancora più richiesto. Si possono raggiungere anche competenze di branding design, per creare l’identità della marca e applicarla con le corrette guidelines. In quanto corso che punta all’innovazione, un capitolo particolare è dedicato ai materiali sostenibili e al design per l’accessibilità. I corsi prevedono un colloquio di orientamento e in alcuni casi una selezione.

In università, corso di Packaging Design nella facoltà di Architettura

Ti interessa il mondo del packaging ma nel frattempo vuoi anche laurearti? Puoi scegliere la facoltà di Architettura e Design Industriale indirizzo Design. All’interno di questa laurea triennale è disponibile il corso di Packaging Design, che insegna a progettare un imballaggio seguendo l’intera strategia progettuale. Le competenze saranno innanzi tutto di ordine teorico e alla fine del corso sarai in grado di affrontare le problematiche tecnico/scientifiche del settore. La metodologia progettuale è la base per tutto il lavoro in particolare con le nuove tecnologie per il packaging del futuro che saranno esplorate durante il corso.

Con Garanzia Giovani, il corso per packaging gratuito

In molte regioni esiste la formula di Garanzia Giovani, che consente ai giovani disoccupati, non occupati e non studenti, di intraprendere un corso utile per trovare un nuovo sbocco alla loro vita lavorativa. La formazione specifica per il packaging passa attraverso lo studio della tecnologia grafica e dei processi di stampa. Saranno indagati anche i materiali su cui si stampa, spesso carta, ma anche supporti non cartacei. Durante il corso saranno utilizzati programmi specifici come Adobe Illustratore, Photoshop, InDesign e ArtiosCad. Realizzati per chi ha necessità di lavorare, sono corsi molti pratici, che permettono di padroneggiare le tecniche e utilizzare gli strumenti digitali per il packaging. Cerca Garanzia Giovani nella tua regione.

I corsi online in Product Packaging Design

Se non hai la possibilità di frequentare un corso dal vivo, puoi scegliere un corso online come quello in Product Packaging Design. Studiare a distanza richiede grande determinazione. Se ti impegni anche con corsi online potrai apprendere tecnologie digitali utili per realizzare packaging acquisendo dimestichezza con Pacchetto Adobe, Modellazione 3D, Disegno CAD, Rendering. Se vuoi solo farti un’idea o dedicarti al packaging per hobby, puoi esplorare le proposte di domestika.org con una gran quantità di corsi introduttivi al mondo del packaging.

Cosmetici coreani

Perché abbiamo la passione dei cosmetici coreani?

Perché abbiamo la passione dei cosmetici coreani? 900 900 admin

Se lavori nel mondo dei cosmetici o semplicemente hai la passione per questo settore, ti sarai chiesto come mai è così in voga la tendenza dei cosmetici coreani. Per comprendere il perché della loro autorevolezza basta indagare le loro caratteristiche. Quali sono i principali punti di forza dei cosmetici coreani?

I cosmetici coreani sono dedicati soprattutto alla skincare.

La cura della pelle è il principale obiettivo della cosmetica coreana. Un obiettivo che interessa le persone di ogni paese perché è chiaro a tutti che partendo da una buona base si avrà anche una migliore resa del make up. È inoltre sempre più di moda l’aspetto naturale, che punta a dare la migliore versione di se stessi senza stravolgere le proprie caratteristiche. E a proposito di pelle, abbiamo tutti in mente l’effetto “porcellana” delle donne orientali, indice di pelle levigata e senza segni cromatici né di superficie. Se questo è il risultato, vale la pena di provare!

La cosmetica coreana crea il piacere dei rituali.

Sempre più la cura del corpo va di pari passo con la cura dello spirito e dell’umore. per questo anche l’utilizzo dei cosmetici non è una semplice sequenza di gesti, ma un rituale che passa attraverso azioni significative. La cosmetica coreana dimostra particolare attenzione per i singoli passaggi, sottolineando come siano importanti anche quelli considerati più banali. La detersione per esempio, non è solo un’operazione necessaria anche se poco gratificante, ma si trasforma in un vero rituale, suddiviso in detersione a base olio e detersione a base acqua. La prima sfrutta la capacità dei cleansing oil di attirare le impurità ripulendo l’epidermide mentre la seconda rinfresca la pelle rendendola più reattiva ai trattamenti successivi.

I cosmetici coreani sono a base di ingredienti naturali.

L’Oriente ha da sempre una particolare attenzione per gli elementi della natura. La conoscenza millenaria delle proprietà naturali consente di trovare soluzioni sempre nuove. Tra gli esempi più classici, le creme a base di bava di lumaca. Solitamente sono prodotti biologici che utilizzano come principio attivo la bava di lumaca, elasticizzante e rimpolpante perché ricca di collagene. La sua forza cicatrizzante, usata in passato soprattutto per scopi medicali, è ora al servizio della cosmetica. La maggior parte delle linee cosmetiche coreane non è testata sugli animali e contiene una grande percentuale di ingredienti di origine naturale, pur abbinando a queste caratteristiche una comprovata efficacia.

Dalla Corea giungono anche i cosmetici bio fermentati.

Grazie allo studio dei fenomeni della natura, i creatori di cosmetici coreani utilizzano molto anche l’antica tecnica della fermentazione, che va a potenziare la forza dei singoli ingredienti. Non a caso nell’ultimo anno anche Beiersdorf, la multinazionale di Nivea, ha lanciato Florena Fermented Skincare, una linea di prodotti ottenuti grazie a fermentazione naturale di oli, piante e fiori. L’interesse dei colossi della cosmetica è indice del crescente gradimento dei consumatori per tutte le soluzioni naturali come quelle proposte dalla cosmetica coreana. L’aspetto naturale è molto importante per i consumatori che spesso cercano prodotti innovativi premiati con la certificazione AIAB e Vegan Quality.

In Corea la ricerca cosmetica è all’avanguardia.

La Corea del Sud è un paese industrializzato che dedica importanti investimenti alla ricerca in vari settori economicamente rilevanti, tra cui quello della cosmetica. Non c’è da stupirsi dunque se dalla Corea arrivano soluzioni sempre nuove dedicate alle problematiche di sempre. Gli elenchi delle tendenze della cosmesi coreana sono sempre in aggiornamento da parte degli addetti ai lavori al punto che i ricercatori stimano che entro il 2026 il settore raggiungerà un valore di circa 21 miliardi di dollari.

La cosmesi coreana ha prodotti “nuovi” che ci incuriosiscono.

Le novità possono essere di vario tipo perché esplorano diversi aspetti.
Un prodotto del tutto nuovo. È il caso delle essenze, che sono paragonabili ai nostri sieri, ma hanno soprattutto un’alta concentrazione di attivi. Sono quindi indispensabili per risolvere un problema specifico, come le occhiaie, i pori dilatati, le macchie della pelle.
Una texture innovativa. La texture conta davvero molto, rappresenta non solo il modo di presentarsi di un prodotto, ma anche la modalità con cui utilizzarlo soprattutto quando la texture è davvero originale. Come nel food, anche nella cosmetica orientale ci sono texture che hanno conquistato il nostro mercato. Le Bubble Mask, solitamente in tessuto, si posizionano sulla pelle e fanno tante bollicine che rendono piacevole l’applicazione mostrando anche concretamente il momento dell’azione cosmetica.
Un gesto nuovo. Anche le modalità di utilizzo diverse possono scatenare la curiosità e dimostrarsi molto efficaci. Un esempio? I rossetti peel-off coreani si applicano, si lasciano in posa alcuni istanti finché si crea una sottile pellicola. Rimuovendola, il colore rimarrà impresso nelle labbra con un effetto estremamente naturale.

La cosmesi coreana è vera skincare.

La skincare (cura della pelle) quando è fatta con rituali coreani fa nascere una nuova parola: skinkare. Sì, con una kappa al posto della lettera C proprio ad indicare l’iniziale della Corea, che in inglese è appunto Korea. Per tradizione i trattamenti beauty coreani contengono filtro solare. Diversamente che da noi, il concetto di bellezza è fortemente legato all’ideale di pelle chiara. In questo caso, partendo da un motivo estetico si giunge a migliorare lo stato di benessere e di salute della pelle, dal momento che l’esposizione ai raggi solari è una delle cause principali dell’invecchiamento precoce e ormai è noto quanto i raggi solari agiscano anche in città.

I cosmetici coreani hanno un’anima giocosa.

Perché quando pensiamo all’utilizzatrice di cosmetici coreani pensiamo a una ragazza giovanissima, fresca e giocosa? Perché questa è l’iconografia della bellezza coreana: uno spirito eternamente giovane, pelle levigata come quella di un bambino, bocca “a cuore” e occhi in primo piano come un cartone animato. Un look “dolly like” che piace anche in Italia e appassiona le donne di tutto il pianeta, offrendo l’illusione di un mondo un po’ fiabesco, in cui sia possibile giocare con la bellezza in modo davvero leggero e divertente.

I cosmetici coreani danno grande importanza al packaging.

Sappiamo quando il packaging sia importante per invitare i consumatori a scegliere un prodotto trovando proprio quello di cui ha bisogno (qui puoi vedere un esempio che sfrutta i colori in modo semplice). La cosmetica coreana dedica una particolare attenzione al packaging. Solitamente le confezioni sono curate in modo da essere attraenti e scatenare la curiosità. Possono essere essenziali, in materiali naturali come il cartone, o estremamente colorati e arricchiti con grafiche accattivanti e molto giocose. Il cosmetico coreano è sempre un momento speciale dedicato a sé. Proprio per questo in molti casi sono in confezioni mono dose. Di questi tempi oltre a una scelta personale significa anche una maggiore igiene.

Maschere viso coreane, funzionano? Ecco i vantaggi

Le maschere per il viso coreane sono utilizzate da molte persone in questo ultimo periodo come possiamo notare da Facebook, Instagram e tutti i social network.

I social media e il mondo della bellezza in generale si sta chiedendo se realmente queste maschere coreane portano vantaggi alla nostra pelle del viso. Andiamo a scoprire la risposta a questa domanda, potrebbe sorprenderti!

Le maschere per il viso coreane, chiamate anche “maschere in tessuto”, sono imbevute di sostanze nutritive con lo scopo di ringiovanire la pelle. Fedeli al loro nome ricordano le prime maschere che indossavano i portieri da hockey.

La maggior parte delle maschere per il viso coreane hanno la funzione di levigare la pelle del viso rendendola più liscia e donando una sensazione di morbidezza, i risultati sono notevoli e visibili nel breve periodo anche dopo qualche loro applicazione.

Come funzionano e quali sono i vantaggi delle Maschere per il Viso Coreane?

Come abbiamo già detto, queste maschere in tessuto infondono i loro principi attivi sulla pelle, ma non solo. I “principi attivi” sono solo una piccolissima parte della guarigione vera e propria.

Il vero potere della maschera facciale coreana sta nel suo potere di bloccare l’evaporazione dei principi attivi che si depositano sulla pelle, in che modo?

La maggior parte dei prodotti per la cura della pelle evapora dopo pochi minuti dalla loro applicazione. Possono essere necessari fino a venti minuti o più prima che gli ingredienti contenuti nel prodotto cosmetico penetrino in profondità nella pelle. Quindi la maggior parte delle volte, le creme idratanti che metti sul viso evaporano prima di rilasciare gli effetti benefici.

Ecco la differenza sostanziale, il materiale di composizione è in grado di formare una barriera tra la pelle del viso e l’aria circostante mantenendo l’umidità e le sostanze utili sulla pelle.

Packaging italiano: storia ed evoluzione

Packaging italiano: storia ed evoluzione 900 900 admin

Siamo abituati a vedere i prodotti confezionati, ma non è sempre stato così. Solo alla fine del diciottesimo secolo, la rivoluzione industriale portò la produzione a quantitativi così elevati da necessitare un involucro per la protezione e a volte per la riconoscibilità rispetto ai concorrenti. Quello che oggi chiediamo a una confezione può essere molto diverso da quello che veniva chiesto anni o secoli fa. Ripercorriamo insieme alcuni punti salienti della storia del packaging in Italia.

Le funzioni base all’origine del packaging

L’involucro nasce per diversi motivi: conservare a lungo i prodotti, passare informazioni, per esempio la tipologia di prodotto e l’elenco degli ingredienti, distinguere una marca dall’altra grazie a colori e caratteri tipografici dei marchi impressi sull’involucro. È grazie al packaging che riconosciamo al volo un sapone da bucato da un sapone per la pelle, o un tubetto di dentifricio da uno di maionese. Oggi può sembrare scontato, ma il packaging e la posizione negli scaffali del supermercato definiscono l’identità di un prodotto.

Il packaging che aggiunge bellezza

Negli anni il packaging assume la funzione di abbellimento e la sua estetica aumenta il valore del prodotto. Il processo, iniziato negli anni ’30 negli Stati Uniti, si diffonde in Italia solo dagli anni ’50. Il mito della confezione regalo rende a volte il packaging più prezioso del prodotto veicolato, e le confezioni diventano collezionabili. Fino a tutti gli anni ’70 cioccolatini e biscotti “da regalo” erano venduti in scatole di latta che rimanevano in casa per sempre come scatole del cucito o porta tutto. Emblematica anche la pubblicità del periodo che vendeva così le scatole di caramelle: “Un cofanetto Sperlari non si incarta mai”, ad indicare che il packaging era parte del regalo.

Il valore del packaging nel marketing

In realtà il valore del packaging è stato presto intuito dagli studiosi del moderno marketing. Tradizionalmente si conoscono le 4 P che costituiscono la base per il successo o il fallimento di un’operazione: Prodotto, Posizionamento, Prezzo e Promozione. Presto si comprende l’importanza del Packaging come quinto fattore di vendita. Il packaging lavora su due livelli diversi: nel lungo periodo contribuisce a creare e rafforzare l’immagine di marca, comunicando alcune caratteristiche della marca e del prodotto. Per esempio la naturalità oppure la tradizione o al contrario la modernità. Il suo ruolo è poi fondamentale nel momento dell’acquisto. La grande distribuzione e gli store online, offrono una panoramica completa in cui è impossibile evitare il confronto con i concorrenti. Per questo un packaging indovinato può fare la differenza.

Packaging italiano: storia ed evoluzione

Cosa possiamo scrivere sul packaging

Immaginiamo di essere un cliente nella corsia degli shampoo, alla ricerca di un prodotto il più possibile naturale. Se non ho in mente una marca specifica cercherò spontaneamente tutto ciò che risponde al mio interesse. Visivamente, sarò attratto dai toni del verde e del marrone e dai materiali naturali come il cartone. Quando mi avvicino, passerò a un livello di conoscenza più profondo, leggendo le scritte riportate sulla confezione. Potranno fare la differenza quelle che parlano di ingredienti di origine naturale, sostenibilità nella formula e nella lavorazione. Attenzione: il potenziale cliente non ha ore di tempo per scegliere e troppi messaggi possono portare a un effetto contrario. È importante quindi focalizzarsi sui contenuti che sappiamo essere fondamentali per il nostro consumatore.

Cosa dobbiamo scrivere sul packaging

Non tutta la superficie del packaging è a nostra disposizione per parlare di noi o del prodotto come desideriamo. Nel realizzare il packaging dobbiamo innanzi tutto lasciare spazio alle scritte e ai simboli obbligatori per legge. Il primo è il codice a barre identificativo del prodotto: la sua presenza non aggiunge valore estetico, ma è imprescindibile. È grazie a questo codice che tutti i prodotti sono catalogati e che un domani potremo far ordinare direttamente dal nostro frigorifero o dal nostro beauty case, quando si accorge che un determinato codice non è più presente. È il prossimo futuro dell’Internet of Things, che vedrà collegati device ed elettrodomestici. Tornando ai nostri giorni, ci sono categorie di prodotti, come gli alimentari o i cosmetici, che devono riportare l’elenco degli ingredienti, INCI nel caso dei cosmetici. I caratteri minuscoli sono ammessi ma… nel limite della leggibilità! Inoltre per alcuni prodotti potrebbe essere interessante fare dell’elenco ingredienti il proprio punto di forza da scrivere in grande o comunque in primo piano, soprattutto se si tratta di prodotti con ingredienti di origine naturale.

La confezione come opera d’arte

La vendita di un prodotto non dovrebbe avere molto a che fare con il tema dell’opera d’arte, realizzata in quanto tale senza intenti economici. Eppure le contaminazioni tra i due mondi sono numerose e affascinanti. Solitamente è il packaging che si ispira all’arte, cosa che avviene da decenni. Un esempio tra tutti? La storica confezione dei Baci Perugina creata negli anni ’20 rappresenta una versione stilizzata dei due innamorati dell’opera Il Bacio di Francesco Hayez, esposto alla Pinacoteca di Brera. Circa 40 anni dopo, negli Stati Uniti, avviene esattamente il contrario. La lattina della zuppa Campbell, allora diffusa come economico cibo quotidiano, è celebrata come icona pop da Andy Warhol ed esposta al Moma di New York.

Packaging italiano: storia ed evoluzione

I prodotti sfusi sono davvero senza packaging?

Un caso limite è rappresentato dai prodotti sfusi. Fino agli anni ’60 molti negozi di alimentari in Italia vendevano sfusi i prodotti che siamo abituati a vedere in confezione da decenni: farina, riso, granaglie e anche lo zucchero, veniva avvolto nella cosiddetta “carta da zucchero”. Il suo colore blu acceso era in realtà un primordiale tipo di packaging. Allora era considerato più pregiato lo zucchero molto raffinato e la presenza del blu rendeva visivamente più bianco lo zucchero, anche quando aveva riflessi giallastri, utilizzando lo stesso effetto ottico dei dentifrici che sbiancano in modo istantaneo. Questo dettaglio ci fa capire almeno due cose: i valori dei consumatori cambiano negli anni visto che oggi lo zucchero grezzo è considerato più pregiato; e nelle vendite nulla avviene mai per caso perché anche il tipo di carta scelto per avvolgere il prodotto può condizionare l’impressione di chi lo acquista. Negli ultimi anni la vendita di alcuni prodotti sfusi (vino, olio, cereali, detersivi) era tornata nei negozi, ma le necessità di igiene portate dalla pandemia hanno riportato i consumatori all’acquisto di prodotti ben confezionati, come riporta il Sole 24 Ore.

Il packaging di oggi: originale, sostenibile

La prima cosa da evitare nella creazione del proprio packaging è l’improvvisazione. Dietro una confezione di pochi centimetri quadri si nasconde spesso uno studio approfondito del mercato e delle esigenze del consumatore.

Ci sono macro tendenze che sono trasversali per molte categorie. La principale oggi è la sostenibilità, che può toccare ogni ambito. Il packaging dei cosmetici abbina alla tendenza green anche il packaging di tipo scientifico e medicale, molto apprezzato anche a seguito del periodo segnato dal Covid e simbolo di ricerca e tecnologia all’avanguardia.

Packaging e imballaggi ecosostenibili per i cosmetici

Packaging e imballaggi ecosostenibili per i cosmetici

Packaging e imballaggi ecosostenibili per i cosmetici 900 900 admin

Il packaging, la confezione, è molto più importante di quanto si possa pensare, è il trait d’union tra il prodotto e chi lo acquista e presenta una sorta di anteprima del contenuto. Non per niente per lanciare una novità e assicurarsi della gradevolezza del prodotto in sé, le agenzie di ricerca effettuano dei “blind test” ovvero dei test alla cieca, in cui i consumatori valutano il prodotto senza vederne la confezione. Questo perché l’esteriorità può condizionare fortemente, anche quando si tratta di un prodotto non ancora noto e che non è stato ancora pubblicizzato.

Cos’è il packaging e la sua funzione?

Il packaging ha proprietà transitive, significa che le qualità della confezione vengono “passate” in modo immediato al prodotto. Vediamolo con un caso pratico. Appare chiara a tutti la differenza tra un panino nel cellophane e uno in carta riciclata. Questo tipo di confezione fa pensare che anche il panino sarà artigianale, meno “industriale” e più naturale. Per questo il packaging ecosostenibile è oggi così diffuso nel settore alimentare, non solo perché a volte ci sono motivi legati alle leggi in vigore, ma anche e soprattutto perché i prodotti risultano più attraenti.

Quali sono i prodotti più adatti al packaging ecosostenibile?

Il packaging ecosostenibile può essere rilevante soprattutto per i prodotti che sono acquistati d’impulso, come quelli di largo consumo. Uno smartphone di alto livello, un gioiello con diamanti, richiedono una lunga meditazione e l’esteriorità non può avere la stessa rilevanza. Ma tra uno shampoo anonimo e uno ben vestito quale sceglierà il consumatore?

La psicologia del consumatore.

Prima di “vestire” un prodotto domandiamoci quindi: cosa cerca l’acquirente di un prodotto cosmetico? È sicuramente una persona in cerca di bellezza e di armonia, che ama sentirsi bene e ricevere l’approvazione altrui. Sono ottimi presupposti per pensare che apprezzerà un packaging ecosostenibile.

L’importanza della riprova sociale.

Tra le leve di marketing contemporanee c’è la riprova sociale, ovvero il piacere di compiere scelte condivise universalmente. Ed è un fenomeno che tocca anche le piccole imprese, come ben descritto da Forbes. In questo periodo storico l’ecologia è un tema di forte tendenza, che ha facile presa in tutti gli strati sociali e in tutte le generazioni, soprattutto le più giovani. Vale dunque la pena di tenerne conto.

Quali sono le funzioni del packaging ecosostenibile per la cosmesi?

Ci sono almeno tre situazioni in cui è una buona cosa utilizzare il packaging ecosostenibile per i prodotti cosmetici.

  1. È una scelta naturale quando il prodotto contiene buona parte di ingredienti di origine naturale, quando è diretto a un pubblico giovane, quando vuole presentarsi come novità.
  2. Aiuta ad attraversare periodi di transizione, per esempio quando la formula è ancora in via di miglioramento, ma l’azienda vuole già mostrare le proprie intenzioni positive nei riguardi dell’ambiente.
  3. Il packaging ecosostenibile è infine un ottimo alleato di quei prodotti che non possono ancora vantare un’alta percentuale di ingredienti di origine naturale, proprio per la proprietà transitiva che abbiamo descritto prima (se la confezione è naturale, probabilmente lo sarà anche il prodotto).

Che differenza c’è tra packaging e imballaggio ecosostenibile per i cosmetici?

Se il packaging è la leva principale, che si espone agli occhi di tutti, l’imballaggio ecosostenibile rappresenta una scelta di livello superiore, che può portare ulteriori vantaggi alle aziende di cosmetici.

  1. L’imballaggio ecosostenibile può essere utilizzato nello shop on line o nelle vendite on delivery. Ricevere un pacco in cartone o altro materiale ecosostenibile comunica immediatamente un’impressione positiva. Ricordiamo che il destinatario dovrà smaltire l’imballaggio con la raccolta differenziata e trovarsi tra le mani un packaging ecosostenibile gli faciliterà il compito, lasciandogli sicuramente un’impressione più positiva.
  2. Un altro momento interessante per l’imballaggio ecosostenibile è la consegna ai punti vendita. Oggi grazie ai canali social è possibile mostrare a tutti anche le azioni green “dietro le quinte”. Per la reputazione dell’azienda sarà un gran vantaggio poter mostrare che tutte le consegne sono effettuate nel rispetto dell’ambiente.
  3. Tutte le persone che vengono in contatto con l’imballaggio possono rendersi conto della sua natura e possono tirare delle conclusioni (positive) sull’immagine dell’azienda. E ognuno di loro è un potenziale consumatore. Per questo non va mai sottovalutata l’importanza di un imballaggio ecosostenibile.

Packaging e imballaggi ecosostenibili per i cosmetici

Teniamo conto dello scenario collettivo.

Secondo uno studio riportato da Repubblica il 46% dei consumatori viene influenzato dall’impatto ambientale del pack nella scelta dei prodotti della persona,. Altro dato interessante: il 48% ha smesso di acquistare prodotti con troppi imballaggi.
Da un’indagine Nielsen riportata sempre dallo stesso articolo, il 46% degli italiani è disposto a rinunciare al design della confezione, mentre il 40% ritiene di poter cambiare marca sempre a favore di confezioni green.

Il packaging ecosostenibile è bello?

Quando un’azienda vuole evocare atmosfere di coccole e luxury, il cartone riciclato sembra l’ultima soluzione possibile. In realtà packaging ecosostenibile non significa rinunciare all’estetica e alla comunicazione del lusso. Oggi esistono materiali innovativi e tecniche evolute che consentono di ottenere grandi risultati estetici e al tempo stesso permettono all’azienda di vantare un impegno nei confronti dell’ambiente. Insomma, soddisfare con un solo packaging il desiderio di bellezza e di armonia dei consumatori è possibile.

Quali parole utilizzare sul packaging ecosostenibile.

Quando l’azienda compie un’azione a favore dell’ambiente è buona cosa comunicarlo, anche e soprattutto se questo impegno non è immediatamente percepibile dal pubblico. Per sottolineare la scelta di un packaging ecosostenibile è importante comunicarlo sulla confezione, ricordando di seguire 3 regole.

  1. Veridicità. Non scriviamo per esempio “confezione 100% riciclabile” se la percentuale è 99,5%.
  2. Precisione. No a frasi generiche come “confezione ecologica” (o green), che potrebbero anche infrangere qualche legge. Comunichiamo i dati specifici e utilizziamo la fantasia in altri punti.
  3. Completezza. Se il packaging ecosostenibile vanta delle certificazioni utilizziamo i simboli forniti dall’ente certificatore.
  4. Riconoscibilità. Le immagini sono più veloci delle parole. Per questo un intervento di grafica professionale può sintetizzare in un simbolo la comunicazione in favore del Pianeta. Creando una serie di icone si possono indicare i punti del packaging (per esempio Flacone in plastica riciclata e riciclabile), ma anche gli eventuali plus del prodotto (per esempio 98% con ingredienti di origine naturale). In questo modo l’azienda avrà dei codici per comunicare velocemente il suo impegno.