Progettare il futuro significa pensare a una cosmesi senza barriere, noi di Studio Concept usiamo lo still life cosmetico per guardare il cambiamento con occhi nuovi. Lo chiede la bellezza.
Indice
Cos’è il packaging inclusivo e perché conta nel mondo della cosmetica
Prova ad aprire una scatola utilizzando il pollice e il mignolo di una sola mano. Sì, è complicato. Chi lo capisce avrà guadagnato una fetta considerevole del mercato cosmetico. Il disabile preferisce la cosmesi inclusiva, acquista come tutti gli altri.
Gli interessi sono sempre più importanti, non a caso la progettazione ha virato verso una concezione aperta a tutti. Il packaging si fa più pratico da scartare, le confezioni stesse si rendono più accessibili e ogni consumatore può godere del cosmetico allo stesso modo. Inclusività non è più solo una bella parola.
Il perché si può tradurre in cifre, almeno il 60% degli americani si dichiara a favore dei brand che progettano in chiave inclusiva. Considerato il target caratterizzato da disabilità, la cosmesi aperta a tutti è una direzione non solo etica. Più rispetto si traduce in maggiore brand awareness. Conviene!
Come rendere un packaging accessibile: leggibilità, tattilità e usabilità
Difficoltà visive o motorie non sono altro che una barriera da superare, la moderna progettazione è sempre più proiettata verso la realizzazione inclusiva. La cosmesi apre alla bellezza di tutti, ognuno così è in grado di fruirne in completa autonomia.
Non solo le disabilità giovanili ma anche il progressivo invecchiamento demografico si misurano con le difficoltà della cosmesi comune. Il font sans-serif prende sempre più spazio nell’INCI, rendendo di fatto il testo più leggibile. Le etichette prediligono i contrasti di colore e adottano soluzioni per migliorare la fruibilità agli ipovedenti.
Il Braille viene sempre più stampato sulle confezioni, risolvendo quella che in passato era una grande mancanza da parte dell’industria cosmetica. Anche i tappi si fanno accessibili a tutti, accortezze nel design facilitano l’apertura da parte del consumatore ipomobile. L’attenzione alle disabilità diviene quindi una fonte di maggiore praticità, realmente utile per tutti.
Materiali sostenibili e inclusivi: due facce della stessa medaglia
L’etichetta della confezione si degrada quando il contenuto del flacone è prossimo alla scadenza. Semplice ma geniale, l’idea è un esempio di come sostenibilità del packaging e inclusività siano in realtà le due facce dello stesso cambiamento. Le novità stanno crescendo e preparano a un futuro migliore.
È finita l’epoca del greenwashing, l’industria cosmetica finalmente si impegna davvero nel cambiare le sorti della casa Terra. Le produzioni si fanno davvero rispettose delle risorse comuni, acqua in primis, e puntano sul minore impatto nelle formulazioni. La bellezza è sempre più naturale e rispettosa dell’ambiente.
Riprogettare il packaging è ridurne l’impatto economico, il problema delle microplastiche nei mari viene affrontato sia dalla scienza dei materiali sia dal marketing della circolarità. Le ecoplastiche sono di certo una fonte promettente, la degradazione compostabile è infatti un traguardo ora più accessibile. Il riutilizzo delle ricariche è la soluzione immediata e indica che le cose stanno cambiando.
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Case study ed esempi pratici di brand che fanno inclusività con il packaging
Sono diversi i brand che includono un QR code sull’etichetta del cosmetico. I dati parlano chiaro, il potenziamento della compliance garantisce un guadagno in termini di brand awareness. Il deficit visivo ma anche le difficoltà di lettura traggono un vantaggio che si traduce in fedeltà al marchio.
Sono diversi i brand leader che lavorano attivamente in questa direzione, P&G ha introdotto un modo semplice ma efficace. Il rilievo a strisce verticali indica lo shampoo mentre quello a cerchio è il balsamo. La soluzione pensa agli ipovedenti ma è pratica anche per tutti gli altri.
Le confezioni di Olay puntano sull’uso aperto a tutti. Oltre alle indicazioni in Braille, le alette intorno al coperchio rendono l’apertura semplice anche per la donna con ridotto movimento degli arti. La disabilità diviene quindi un pretesto per una rivoluzione progettuale, la voglia di bellezza è uguale per tutti.
Il ruolo della fotografia still life nel comunicare l’inclusività
Riprogettare le forme è l’invito a rappresentarle in modo anche più aperto, lo still life si trova di fronte a una nuova sfida. C’è in ballo la rappresentazione di una nuova verità, la chiarezza è al centro ora più che mai.
Giocare con il contrasto nei colori è solo uno dei modi possibili, la fotografia dell’accessibilità si concentra sui dettagli essenziali e veramente fruibili da parte di tutti. La bellezza del packaging viene valorizzata dalle soluzioni pratiche, lasciando spazio ai giochi creativi.
L’inclusività è la nuova era della cosmesi, alla fotografia spetta il compito di adattarvi la comunicazione. Evolve il linguaggio dei claim, le immagini rafforzano i concetti e normalizzano il cambiamento. Inclusività è pensare davvero a tutti e fare in modo che ciò avvenga in modo naturale, la bellezza non è mai diversa.
l packaging inclusivo è molto più di una scelta progettuale, rappresenta un gesto concreto verso una bellezza capace di parlare a tutti. Progettare confezioni accessibili significa rendere la cosmesi più vicina, autentica e rispettosa delle esigenze reali di ogni persona.
Materiali sostenibili, leggibilità migliorata e attenzione ai dettagli trasformano l’esperienza del prodotto in un vero atto di cura verso il consumatore.
Studio Concept accompagna i brand nella creazione di una comunicazione visiva che celebra la diversità, anticipando le evoluzioni di un mercato sempre più aperto e consapevole.?La bellezza appartiene a chiunque riesca a viverla appieno, e il packaging inclusivo è il primo passo per costruire un futuro più equo e autentico.