Le migliori tecniche di post produzione fotografica

Le migliori tecniche di post produzione fotografica 900 900 admin

Hai dei prodotti cosmetici che vuoi presentare ai potenziali clienti e hai anche già realizzato il servizio fotografico? Ci sono 2 notizie: una buona e una cattiva. Cominciamo da quest’ultima. Guardando il risultato degli scatti potresti essere un po’ deluso, non hanno quell’aria patinata dei siti beauty a cui ti sei ispirato! Ma la buona notizia è che esiste la possibilità di migliorare le tue immagini e renderle proprio come desideri, grazie alla post produzione fotografica. Il termine descrive tutte le attività che sono realizzate al computer sulle foto digitali già scattate. Vediamo insieme di quali tecniche si tratta.

A cosa serve la post produzione fotografica

Quando si utilizzava la pellicola, gli scatti erano preparati con una cura estrema e si faceva clic solo quando tutto era perfetto, per evitare inutili costi di sviluppo e stampa, che erano decisamente elevati. Con la fotografia digitale si tende a “portare a casa” un gran numero di scatti, perché la quantità non modifica il costo dello shooting. Eppure, anche tra centinaia di scatti dello stesso soggetto è difficile trovare la foto perfetta, pronta da pubblicare. Appare spesso qualcosa che non funziona. Ecco che ci vengono in soccorso le tecniche di post produzione fotografica, che possono avere vari scopi.

Post produzione per migliorie estetiche:

è la motivazione più diffusa e può riguardare vari aspetti, dall’uniformità della pelle alla luminosità di un oggetto. Un altro utilizzo molto comune è il cambio del fondo, che può essere realizzato anche in modo creativo, come in questo caso.

Post produzione per creare effetti:

in alcuni casi è difficile riprendere in modo efficace alcuni effetti e la post produzione aiuta a ricrearli, come in questa immagine di flacone spray che presenta la nuvola di prodotto senza la mano che aziona il meccanismo.

Post produzione per cambiamenti tecnici:

la gamma dei prodotti non prevede più un oggetto, oppure abbiamo già la foto di un oggetto e nella nuova collezione cambia solo il colore.

Post produzione per motivi legali:

la foto contiene un’immagine di cui non deteniamo i diritti (per esempio un logo non nostro) o che potrebbe violare il diritto alla privacy (per esempio una persona o la targa di un’auto) ed è meglio eliminarla.

I programmi di post produzione fotografica: Photoshop

Tra i programmi più famosi al mondo c’è sicuramente Adobe Photoshop, così noto da essere declinato anche in verbi e aggettivi: “questa foto è da photoshoppare”, “la modella è troppo photoshoppata”… È un programma completo per utilizzo professionale. Il sito ufficiale propone una versione gratuita per 7 giorni. Può essere utilizzato su tutti i sistemi: macOS, iOS per iPad Pro e Windows. Se non dai la disdetta prima della scadenza della prova, acquisterai la licenza a prezzo pieno o con uno sconto interessante se sei studente o docente. Photoshop è ideale per correggere i difetti, sostituire gli sfondi, modificare i colori. Ha tutti gli strumenti di fotoritocco che possono migliorare la tua immagine. Utilizzarlo bene non è semplicissimo e anche i professionisti che curano le immagini delle celeb sono incorsi spesso in errori spassosi, tagliando in modo grossolano centimetri di fianchi o pubblicando mani con 8 dita. Per utilizzare Photoshop esistono molti corsi e tutorial online che possono mostrarti come fare. Il consiglio? Se non è la tua professione specifica, valuta di dedicare almeno una/due ore al giorno per la pratica per almeno uno/due mesi. Solo così puoi ottenere risultati di un certo livello.

I programmi di post produzione fotografica: Lightroom

Proposto dalla stessa casa di Photoshop, Adobe, questo programma è dedicato esplicitamente a chi ha un flusso importante di foto RAW da gestire dallo scatto fino all’utilizzo finale. Si tratta di file che consentono di agire su numerosi parametri nella fase di post produzione. Considerato solitamente più semplice di Photoshop, offre funzioni dal risultato immediato come l’aumento del contrasto, il bilanciamento del bianco, la saturazione del colore. Come suggerisce il nome, Lightroom ti aiuta a giocare con la luce e anche a migliorare immagini sovraesposte o sottoesposte. Anche Lightroom è disponibile in una versione gratuita per alcuni giorni. Il costo è decisamente inferiore a quello di Photoshop.

I programmi di post produzione fotografica gratuiti

Vuoi iniziare a monitorare le tue capacità nelle tecniche di post produzione? Puoi iniziare con le app gratuite per capire se puoi ottenere l’obiettivo desiderato anche da solo lanciandoti con Photoshop o se è meglio risparmiare tempo e affidarsi a un professionista per un risultato impeccabile.

GIMP:

è l’acronimo di Gnu Image Manipulation Program e funziona su Windows, macOS e Linux. Una volta scaricato, puoi utilizzare il pannello degli strumenti. Selezionando il tool desiderato puoi di volta in volta apportare i cambiamenti che vuoi. Sulla destra trovi invece il pannello dei livelli della foto.

Paintbrush:

gira su macOS e consente soprattutto di disegnare o di realizzare piccoli ritocchi.

Paint.net:

ha la stessa funzione ma lavora su Windows.

PhotoFiltre:

come dice il nome permette di applicare filtri per migliorare l’immagine e dà l’opportunità di correggere la luminosità, il contrasto e altro.

Adobe Photoshop Express:

è l’app di Photoshop che puoi utilizzare anche con lo smartphone. Scarica la versione gratuita e prendi confidenza con gli strumenti per modificare la luminosità e molti altri parametri. Se ti trovi bene, puoi fare l’upgrade alla versione Premium a pagamento. È l’app ideale per chi necessita di semplici correzioni da effettuare ovunque, appunto da smartphone.

Cose da non fare con la post produzione fotografica

La post produzione fotografica è uno strumento e come tale la sua resa dipende dall’uso che ne facciamo. Sono nate spesso polemiche sull’utilizzo sfrenato di Photoshop, utilizzato per trasformare completamente il viso e il corpo di modelle o celeb, magari per mostrare l’effetto di un prodotto. È una tattica di breve respiro che viene facilmente smascherata dal confronto con la realtà. Oggi infatti gli utenti condividono tutto quello che ritengono ingannevole, anche un’immagine non corrispondente al vero, come la foto di un oggetto sul sito di vendita e la foto dell’oggetto reale (solitamente molto più deludente). Il consiglio principale è dunque utilizziamo la post produzione per correggere e migliorare, non per stravolgere le nostre immagini. Puoi trovare qui alcuni esempi di photoshooting con post produzione che migliora il fascino dell’immagine rispettandone le caratteristiche.