Immagine di un modello truccato

Fotografia per Cosmetici Inclusivi e Accessibili

Fotografia per Cosmetici Inclusivi e Accessibili 900 900 Studio Concept S.r.l.

L’approccio inclusivo incide sulle conversioni, questo è un dato di fatto. Coglierlo aiuta a capire il mercato, noi di Studio Concept lo traduciamo in messaggi che arrivano alla gente attraverso una grafica e comunicazione nel settore beauty pensata per essere accessibile e rappresentativa. Capire conviene, ecco il perché.

Come Studio Concept snc valorizza i cosmetici inclusivi attraverso l’obiettivo

Prenderli seriamente è il primo step, in passato non era così e la cosmesi all’epoca ha perso una grande occasione. Stiamo considerando un tempo recente, purtroppo. Nel 2016 il 70% delle donne afroasiatiche dichiarava di non rispecchiarsi nell’offerta della cosmesi mainstream.

La realtà è cambiata, la cultura inclusiva ha scovato nella cosmesi una fonte interessante. La fotografia è gioco della luce, per chi la può osservare ma può essere anche fonte di discussione per chi la può solo ascoltare. Far parlare dei propri scatti è un modo per avvicinare le distanze.

Il prodotto non è più il dettaglio che stimola curiosità nel gioco di corteggiamento tra venditore e clientela. La fotografia pone il cosmetico al centro, ne rappresenta le caratteristiche in modo evidente ma soprattutto semplice. La cosa più bella è che ci riesce con tutti i colori del mondo, nessuno escluso.

Tecniche di still life per esaltare i prodotti cosmetici

La fotografia di prodotto è inclusiva già da sé, essa traduce il cosmetico in una rappresentazione che comunica in un batter d’occhio. La scelta dei soggetti può essere più inclusiva, qui l’arte della luce si spinge oltre la barriera delle opinioni comuni.

La pelle maschile è diversa rispetto a quella della donna, idem per il colore delle persone in ogni angolo della Terra. Lo still life non può che fare un uso strategico della luce, catturando una istantanea accattivante ma sempre e comunque reale. Il professionista non alza maschere, le toglie.

I colori salveranno il mondo, ma anche la fotografia inclusiva. Fotografare il bulk su un incarnato molto scuro può essere una sfida stimolante però è anche un’opportunità, l’occhio fotografico può creare giochi interessanti. Il resto è tecnica, scelta delle ambientazioni e professionalità. Noi preferiamo aggiungerci la passione controvento, tipica dei grandi cambiamenti.

Fotografia con modelle: rappresentazione della diversità e inclusività

L’inclusività c’è se l’industria della cosmesi è pronta, qui ci limitiamo a descrivere cosa è utile per una immagine inclusiva. Serve preparazione, spingere il marketing oltre la barriera della perfezione non è per tutti. Dal truccatore al fotografo, la fotografia inclusiva impegna ogni professionalità.

Variano le età, la forma non è quella aderente ai canoni e cambia anche l’interpretazione di genere. Finalmente, perché questo è stimolante. La fotografia aiuta ad abbattere le barriere creative e superare i cliché. Cosa c’è dietro? Non i soliti buoni propositi ma una fetta consistente della clientela.

Modelli sì, ma non solo. La diversità è una risorsa però il brand inclusivo ha il coraggio di proporre anche il solo prodotto. Ampliare la palette apre le varianti del cosmetico, magari associandole a immagini su diversi tipi di incarnato. Produrre solo per carnagioni afroasiatiche è preistoria e, di certo, non inclusivo.

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Il ruolo del packaging design nella comunicazione visiva dei cosmetici

La praticità d’uso è inclusiva, la fotografia di prodotto lo è altrettanto quando ne pone la valenza in risalto. L’apertura facilitata ma anche la più semplice leggibilità delle indicazioni sono i dettagli che incidono sull’esperienza quotidiana, la fotografia può mettervi l’accento.

Se il target dimostra esigenze specifiche, la comunicazione inclusiva cerca di porvi risposta attraverso un occhio fotografico attento. Esaltare un QR code, per esempio, dimostra attenzione verso chi lo andrà a utilizzare ma pone pure l’accento sul particolare impegno da parte del brand. Si innesca il passaparola che funziona.

La progettazione inclusiva ha un costo, serve un allontanamento dai più convenienti progetti standard. Quel che potrebbe apparire come uno svantaggio, in realtà è un investimento dal ROI importante. Non a caso si conta un 64% di conversioni quando lo strumento pubblicitario è inclusivo. L’ascolto, in cosmesi, è pubblicità dal valore aggiunto.

Strategie web e social per promuovere la bellezza accessibile e inclusiva

La vera rivoluzione sta nel linguaggio, “Leave no one behind” è molto più di un motto. Lo chiede il mercato perché è in corso un cambiamento nella società. L’agenda 2030 delle Nazioni Unite pone come obiettivo la riduzione delle diseguaglianze.

Web e social sono i canali più affini alle novità, la rivoluzione in cosmesi supera le barriere della convenzione. Chi ha detto che il fondotinta sia solo per la pelle femminile? Sono le formule stesse a includere soluzioni adatte a chiunque. La bellezza non ha genere, è un diritto.

Il nuovo può spaventare, la sfida è tutta qui. Ma la luce illumina la perfezione al pari della diversità, il trucco sta nel dimostrare che esse non sono poi così lontane. La cosmesi è come la fotografia, fluida e in grado di adattarsi al cambiamento. Noi di Studio Concept accogliamo questa sfida.

L’inclusività è un invito a guardare la bellezza nella sua totalità, accogliendo ogni sfumatura, età e identità. La fotografia diventa lo strumento privilegiato per dare voce a questa pluralità, trasformando ogni scatto in un messaggio di appartenenza.

Noi di Studio Concept crediamo fermamente nel potere delle immagini di costruire ponti. Il nostro impegno è valorizzare la realtà in tutte le sue forme, supportando i brand che scelgono di abbracciare il cambiamento. Perché rappresentare tutti significa, semplicemente, arricchire la visione del mondo e rendere la cosmesi un luogo davvero ospitale per chiunque.

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