Lo still life è il nostro punto di vista, ogni creazione parte da qui per stimolare il target. Nel marketing di prodotti cosmetici, crediamo che l’immagine debba riflettere valori autentici. Noi di Studio Concept puntiamo a una cosmesi più attenta e coerente. La chiarezza è Clean.
Indice
Clean beauty: definizione e valori fondamentali
Gray beauty, il rischio è quello di gettare il brand nella terra di mezzo delle definizioni. Gli strumenti green possono apparire molteplici, ma sono tutti validi allo stesso modo? La risposta è nel vero approccio clean, lo chiede l’ambiente ma lo pretendono soprattutto i clienti.
Il concetto di bellezza pulita supera la barriera delle belle parole, l’assenza di parabeni e altri composti di sintesi sono ormai tra i claim ai quali il target si è più assuefatto. La clean beauty non punta a spingere la natura delle formulazioni, la chiarezza è il concetto alla sua base.
L’ottica clean punta alla concretezza del prodotto sicuro e sostenibile. Del resto, l’approccio è quello mirato alla semplicità più fruibile da parte del cliente. Le formulazioni devono garantire il rispetto della salute ma anche il ridotto impatto del brand sugli ecosistemi. Può bastare? Il giusto prodotto necessita della comunicazione adeguata.
ISO 16128: Requisiti normativi e regolamentazioni europee
Lo standard aggiornato vuole proprio fare chiarezza, superando di fatto il riflesso grigio nel green della cosmesi. Qui l’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione ha puntato a fornire un metro di confronto tra le varie realtà internazionali, lo richiede un mercato della cosmesi che è sempre più globale.
La ISO 16128-1 distingue tra ingredienti biologici e di origine biologica ma anche naturali e di origine naturale. La partita della chiarezza si gioca infatti tra le sfumature di significato. Nella seconda parte, la stessa ISO apre alle metodiche per il calcolo degli indici. Lo strumento è sì importante ma non incide direttamente sulla progettazione delle formulazioni.
SCCS ed ECHA ma anche la spinta verso il 2050 del Green Deal sono i punti di riferimento nella sicurezza cosmetica in Europa. Se da un lato le normative guardano alla sicurezza dei principi nelle formulazioni, dall’altro c’è l’impegno dell’industria cosmetica europea.
Differenze tra biologico, prodotti naturali e clean beauty?
Il bio può risultare l’esasperazione nella ricerca del naturale o una fantastica operazione di marketing, la comunicazione in cosmesi è capace di strategie potenti. La differenza potrebbe quindi non essere solo nella scelta degli ingredienti, dietro il green ci può essere qualcosa in più.
Molto si è giocato sulla confusione tra naturale e biologico. Il primo è un ingrediente che può derivare da animali, minerali ma anche da microorganismi e piante ma senza alcuna menzione alla metodica di coltura ed estrazione. La semplice raccolta del prodotto spontaneo e la coltivazione a impatto zero caratterizzano invece l’ingrediente bio.
L’intento è proprio quello di fare chiarezza su una comunicazione che non sempre è stata così pulita, da qui nasce l’esigenza di un approccio clean nella dichiarazione del prodotto. Serve uno standard al quale riferirsi, non cambiano gli ingredienti ma si rivoluziona il modo che li comunica.
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Comunicazione trasparente e strategie anti-greenwashing
Possono bastare gli standard ISO o le norme EU? La risposta sta nella consapevolezza che il brand è chiamato a trasmettere, informare il target è il primo passaggio verso una cosmesi sempre più etica e trasparente. La comunicazione è lo strumento più efficace in ottica clean.
L’apporto dell’AI ma anche la digitalizzazione in ottica PLM sono espedienti potenti se sono associati alle giuste certificazioni. Il prodotto diviene tracciabile in ogni fase della catena di produzione, il concetto di trasparenza supera la mera barriera dell’etichetta. Anche l’INCI ha il suo peso, favorirne la cultura concorre a stimolare l’acquisto consapevole.
Cultura e tecnologia ma anche una rivoluzione delle normative sono il fulcro di una cosmesi che punta a distaccare il fardello del greenwashing, i tempi dei claim sono un ricordo anche se c’è tanto ancora da fare. Servono progetti consapevoli, qui sta l’importanza di una comunicazione dal valore aggiunto.
Costruire un brand cosmetico coerente: immagine, packaging e storytelling
Un buon progetto parte in laboratorio ma, si sa, la cosmesi è il cimitero delle formulazioni perfette. La competizione è alta al pari della velocità che il settore richiede. Serve esperienza, la giusta immagine può fare la vera differenza.
Coerenza è la parola chiave, lo studio del brand consente di elaborare un progetto all’altezza del suo concept. Clean beauty è elevare il livello di chiarezza della comunicazione, riuscirci con stile rende il messaggio anche più accattivante. Il ruolo della cosmesi è quello di sedurre, partendo dallo sguardo ma puntando alla bellezza in ogni senso.
Il messaggio passa attraverso la capacità di raccontare la propria storia, affidando il prodotto a un progetto integrato. Uno stile life d’eccellenza è il punto di partenza, il packaging e l’immagine rafforzano la realtà del cosmetico. Il target pretende informazioni reali, clean è mostrarsi anche più leali.
Il clean beauty non è solo una tendenza, ma un impegno concreto verso una cosmesi più consapevole, trasparente e rispettosa. In un settore in continua evoluzione, la chiarezza è la vera innovazione: dal laboratorio al packaging, ogni fase deve rispecchiare i valori dichiarati. Le normative aiutano, ma è la comunicazione a fare davvero la differenza.
In Studio Concept crediamo che il marketing di prodotti cosmetici debba farsi portavoce di un’estetica etica e credibile. Per questo costruiamo strategie visive che raccontano la verità del prodotto, con uno storytelling che non promette, ma dimostra. La vera bellezza oggi è quella che si mostra per ciò che è: autentica, pulita, coerente. Clean, appunto.