Cos’è il visual merchandising? Come curare la propria vetrina

Cos’è il visual merchandising? Come curare la propria vetrina 900 900 admin

Sono tante al giorno d’oggi le tecniche di marketing usate nella cosmetica che puntano a coinvolgere l’esperienza del possibile acquirente a 360 gradi, stimolando tutti e 5 i sensi. Se crediamo al principio che la prima impressione è quella che conta, nel mondo del marketing più che mai è importante creare delle vetrine che a colpo d’occhio coinvolgano e invitino ad entrare nel negozio. Il visual merchandising utilizza una serie di tecniche per rendere più intriganti i prodotti posti in vetrina e punta a massimizzare la vendita d’impulso. Non solo vetrine, ma anche corner, espositori da terra, espositori da banco e tutto ciò che serve per presentare al meglio un prodotto cosmetico per esempio, o una linea di cosmetici.

Chi è il visual merchandiser, cosa fa?

Il visual merchandiser si occupa di organizzare l’immagine di una vetrina e di renderla accattivante, con lo scopo finale di incrementare le vendite. Il suo lavoro inizia prima di mettersi all’opera in vetrina: dovrà considerare la storia del negozio, cosa vuole comunicare attraverso la trasposizione visiva, analizzerà le vendite e pianificherà azioni commerciali in modo mirato.
Una volta preparato l’allestimento, il professionista si occuperà di studiare la psicologia del cliente, osservando i suoi comportamenti, il feedback e come si muove all’interno del locale, per ottenere sempre maggiori risultati di vendita. Nella realtà dei negozi fisici al dettaglio, il visual merchandiser, detto anche VM, è strettamente legato all’azienda per cui lavora, altre volte è un libero professionista a tutti gli effetti, che fornisce consulenze da freelance e può intervenire a favore di più aziende di tutti i tipi. Tra le sue mansioni può esserci la preparazione di una scenografia in vetrina o più semplicemente vestire i manichini.
Il consulente può intervenire a livello creativo anche in altri ambiti, per esempio nell’allestire musei, mostre o sfilate di moda.
La nostra agenzia di comunicazione Studio Concept, specializzata nel mondo del beauty e della cosmetica in genere, offre servizi avanzati di progettazione grafica per realizzare strumenti di comunicazione e visual in grado di comunicare al meglio la tua collezione o il tuo prodotto.
Rivestire un espositore da banco con una grafica accattivante e coerente con la brand identity di un marchio può sembrare un lavoro semplice, ma richiede tanta esperienza e creatività. Il prodotto e il suo espositore sono il primo messaggio che viene comunicato al consumatore e coordinare al meglio la grafica del packaging con quella dell’espositore è sicuramente una strada vincente.
Qui puoi vedere un esempio di progetto coordinato tra progettazione packaging e grafica per una linea specifica di cosmetici per capelli dedicata all’uomo, dove insieme con i prodotti la nostra agenzia ha progettato anche tutti gli strumenti visual, dall’espositore da banco, al kit di prova dei prodotti fino alla declinazione del visual creativo su tutti gli strumenti cartacei e web.

Cosa studiare per diventare visual merchandiser?

Che si voglia gestire autonomamente la vetrina di un negozio o trasformare una semplice passione in qualcosa di più, come diventare visual merchandiser è una domanda che si pongono in molti. I percorsi formativi più adatti per un VM sono le lauree in economia, marketing e comunicazione visiva. Se non si vuole perseguire una laurea, su internet esistono molti corsi dedicati all’argomento.
Il visual merchandiser opera nel campo della creatività unita alle moderne tecniche di marketing e si occupa di dirigere un team per creare un ambiente stimolante che metta il cliente a suo agio e stimoli l’acquisto. Competenze utili oltre al titolo di studio possono essere una spiccata conoscenza delle tecniche di vendita, un ottimo gusto estetico e una competenza generale nel mettere a proprio agio i clienti.
Quanto viene pagato un visual merchandiser? Sicuramente il moderno vetrinista può arrivare a guadagnare migliaia di euro, quando incaricato di preparare vetrine di grandi catene. Lo stipendio del VM è molto variabile e dipende dalla posizione investita in azienda, se lavora come consulente esterno e si occupa anche materialmente di allestire la vetrina. Le offerte di lavoro inoltre non mancano, in quanto è una figura professionale sempre più richiesta e riconosciuta, spesso presa in modo permanente nell’organico delle aziende più grandi.

Tecniche e strategie di base

Non esiste un manuale di visual merchandising: per comprendere le migliori strategie bisogna entrare nel merito di come questa lavora, e non è affatto facile, anzi spesso affidarsi a un aiuto esterno è la scelta migliore.
Noi di Studio Concept, agenzia di comunicazione, realizziamo progetti di marketing per grandi aziende del settore beauty e vantiamo una larga esperienza che ci permette di fornire alcuni importanti spunti di visual merchandising. La professione punta a stimolare tutti e cinque i punti sensoriali, abbinando la giusta palette di colori per stimolare la vista, esporre prodotti che si possano toccare per stimolare il tatto, scegliendo la musica più adatta al contesto per l’udito, profumi da diffondere nella sala per stimolare l’olfatto e creando, dove possibile, una piccola area food per stuzzicare il gusto.
Vediamo alcuni punti cardine su cui incentrare il lavoro di VM:

  • disporre la merce sullo scaffale seguendo le strategie psicologiche come il principio di scarsità (un prodotto che sembra stia per finire spinge all’acquisto d’impulso), e in generale disporre la merce per spingere ad acquistare di più;
  • scegliere i giusti suoni che siano in linea con i prodotti in vendita e con il target di riferimento;
  • sfruttare odori e profumi per stimolare l’acquisto: l’olfatto è un senso su cui puntare molto per stimolare ricordi d’infanzia; infatti, questo è direttamente collegato al tronco encefalico e i profumi, più degli altri sensi, ci fanno riapparire nella mente i ricordi;
  • dare la possibilità di toccare i prodotti spesso induce all’acquisto;
  • evitare di affollare la vetrina con tutto il catalogo: questa è un biglietto da visita, e bisognerà puntare sui bestseller o sulle ultime uscite;
  • anche le luci hanno un ruolo importante ai fini della vendita di un prodotto e studiarne l’intensità è fondamentale per migliorare l’esperienza degli acquirenti.

Differenza fra visual merchandiser reale e virtuale

Il visual merchandising si sposa bene anche con un sito web.
Il VM online farà pressoché lo stesso lavoro, accompagnato da una buona conoscenza del linguaggio HTML e doti da copywriter specializzato in SEO, una tecnica volta a ottimizzare un testo per farlo spiccare nei motori di ricerca.
Così come in un negozio fisico è importante non sopraffare il cliente di informazioni, anche in un sito web è essenziale preferire un linguaggio semplice e lineare che punti dritto al sodo senza giri di parole. La scrittura persuasiva, una tecnica SEO, permette di sfruttare la psicologia del cliente in modo da metterlo a suo agio, stimolando in lui emozioni positive e piacevoli che lo accompagnino all’acquisto del prodotto.
La nostra agenzia di comunicazione specializzata nel settore beauty e cosmetica sviluppa progetti web specifici per il mondo beauty dove la dimensione visiva è fondamentale per comunicare al meglio il prodotto. Si parte sempre dalla definizione di uno storytelling unico e creativo che deve guidare la comunicazione visiva on line e si crea un vero e progetto visual per la comunicazione web del brand che comprende lo stile delle foto del prodotto, lo stile dell’eventuale infografica e molti altri elementi. Il sito web è infatti la prima vetrina del tuo prodotto e puoi comunicare la tua unicità cominciando con il tuo stile personale di foto di prodotto e modelle che ti identifica e ti rende riconoscibile. Non seguire solo le mode, ma affidati ad un’agenzia creativa che possa anche andare oltre la moda e proporti una strada diversa ed unica.

Qualche esempio di visual merchandising

Pensiamo alle vetrine per il Natale, la Pasqua e San Valentino: queste sono sempre state un’ottima occasione per promuovere la propria attività lavorativa. Al di fuori delle festività, tutto l’anno è possibile ricorrere al visual merchandising per aumentare il sell-off e spiccare tra tutti i competitor: vediamo qualche esempio di vetrina.

  • Harrods, il centro commerciale storico di Londra è famoso per trasformarsi in festa per Natale. Giochi di luce dalle mille sfaccettature catturano lo sguardo dei passanti e lo tengono fisso per tutta la camminata davanti al negozio. Le vetrine sono un tripudio di colori e forme che ispirano sensazioni positive e rievocative. La palette di colori è tutta intorno al rosso, con tocchi di viola, blu, argento e fanno bella mostra di sé pupazzi giganti, giochi e manichini abbigliati a tema;
  • Le Galeries Lafayette a Parigi sono un tripudio di vetrine sfavillanti e ben studiate, spesso presentano vetrine a tema, o che raccontano una storia più profonda, come ‘Robot da un altro pianeta’, la vetrina dedicata a Leon un robot viaggiatore, che con il suo compagno Lumi guarda il cielo col telescopio. La vetrina rappresenta un ambiente impervio, desertico, con i due personaggi che si spostano a cavallo di lupi fantasiosi e geometrici, con uno sfondo luminoso carico di stelle.

Si può usare anche online?

Come dicevamo prima si può applicare tutto questo anche al mondo online? La risposta è chiaramente sì. La cosiddetta landing page di un sito web, che dal link di Google porta alla propria pagina, ha la stessa importanza di una vetrina di un grande negozio e dovrà essere curata allo stesso modo.
Purtroppo, il web permette di colpire solo due dei cinque sensi, la vista e l’udito, escludendo totalmente gli altri, questo però non lo rende meno efficace, in quanto un e-commerce è visitabile in qualunque ora del giorno e da qualunque parte del mondo: capiamo quindi quanto siano alte le potenzialità di applicare il visual merchandising anche in campo virtuale. Un sito ben fatto, accogliente e veloce, fa la differenza sulle vendite e migliora l’esperienza dell’utente.
Contatta Studio Concept se devi rivedere la tua linea cosmetica e renderla più attuale e commerciale, oppure se devi lanciare una nuova linea cosmetica da zero e ti serve una consulenza specifica per poter partire con il piede giusto a livello di identificazione del target, di creazione dello stile, di costruzione dello storytelling del tuo brand, di produzione fotografica e video, di gestione dei tuoi canali social e di realizzazione del tuo ecommerce.